Il regista iraniano, vincitore nel 2025 della Palma d’Oro al Festival di Cannes per il film Un semplice incidente, è stato condannato da un tribunale rivoluzionario di Teheran a cinque anni e un mese di carcere. È stato disposto anche il congelamento dei suoi conti bancari. L’agenzia di stampa online iraniana Emtedad, citata anche dalla rivista Variety, ha riportato la notizia. La sentenza, emessa in contumacia, si aggiunge a una precedente condanna a un anno di reclusione
Il regista iraniano Jafar Panahi, vincitore nel 2025 della Palma d’Oro al Festival di Cannes per il film Un semplice incidente, è stato condannato da un tribunale rivoluzionario di Teheran, in Iran, a cinque anni e un mese di carcere. L’agenzia di stampa online iraniana Emtedad, citata anche dalla rivista Variety, ha riportato la notizia. La sentenza, emessa in contumacia, si aggiunge a una precedente condanna a un anno di reclusione.
LE ALTRE DISPOSIZIONI, DALLA CONFISCA DEI BENI AI DIVIETI
L’avvocato di Jafar Panahi, Mostafa Nili, ha dichiarato all’agenzia di stampa online iraniana Emtedad che il tribunale rivoluzionario di Teheran ha disposto anche la confisca di tutti i beni mobili e immobili del regista, un divieto della durata di due anni di utilizzare i social media e un divieto della durata di due anni di viaggiare. Il legale ha inoltre dichiarato che la scorsa settimana i conti bancari di Panahi sono stati improvvisamente congelati. Lui e il suo cliente si sono quindi recati presso la procura di Teheran, dove il regista ha appreso della sentenza emessa in contumacia. Secondo Nili, il fascicolo del caso sosteneva che Panahi vivesse fuori dall’Iran, nonostante il regista fosse rientrato nel Paese il 30 marzo 2026, poco dopo la cerimonia di premiazione della 98ª edizione dei Premi Oscar, dove il suo film Un semplice incidente aveva ottenuto una candidatura nella categoria Miglior film internazionale in rappresentanza della Francia. Come riporta poi il sito The Hollywood Reporter, secondo Nili, Panahi ha attualmente tre procedimenti giudiziari in corso, mentre secondo il giornalista cinematografico indipendente Mansour Jahani, il regista, che attualmente si trova in Iran, non è stato ancora incarcerato.
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I PRECEDENTI PROBLEMI CON LE AUTORITÀ IRANIANE
Negli ultimi due decenni, Jafar Panahi ha avuto frequenti scontri con le autorità iraniane. Nel 2010 il regista, noto per opere pluripremiate come Il palloncino bianco (1995) vincitore della Caméra d’Or al Festival di Cannes, Il cerchio (2000) vincitore del Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia, Offside (2006), This Is Not a Film (2011), Taxi Teheran (2015) vincitore dell’Orso d’Oro al Festival del Cinema di Berlino e Gli orsi non esistono (2022) aveva ricevuto il divieto di girare film, parlare con la stampa e viaggiare, anche se lui aveva continuato a realizzare pellicole di nascosto. Nel 2022 era stato invece arrestato in relazione alle proteste di un gruppo di cineasti, ma era stato poi rilasciato circa sette mesi dopo. Il divieto era stato poi revocato nell’aprile 2023, e le autorità iraniane avevano permesso a Panahi di recarsi al Festival di Cannes per presentare il film Un semplice incidente. In seguito, il regista si era dedicato alla promozione della pellicola, che racconta lo sfogo di un gruppo di ex prigionieri contro una guardia che li torturava, e che si ispirava alla sua esperienza in carcere. È poi tornato in Iran, nonostante il rischio di una condanna a un anno di carcere per aver svolto attività di propaganda contro lo Stato. “Sono il tipo di persona che ha bisogno di stare nel proprio paese”, aveva dichiarato alla rivista Variety. “Ho bisogno di respirare lì e di lavorare lì. E anche se vogliono procedere con la condanna al carcere, possono farlo. Nulla mi farà cambiare idea sul tornare”.