È morto Guido De Maria, addio al papà di "SuperGulp! I fumetti in tv"

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Instagram @guido_de_maria

Si spegne a 93 anni uno dei protagonisti più originali della creatività italiana, capace di passare dalla pubblicità alla televisione, dal fumetto al cabaret. Una carriera attraversata da ironia, invenzioni e personaggi entrati nell’immaginario collettivo

È morto a 93 anni Guido De Maria, una delle figure più eclettiche della creatività italiana del Novecento. Nato a Lama Mocogno e trasferitosi a Bologna per lavoro, ha attraversato pubblicità, fumetto, televisione e cabaret con lo stesso spirito ironico e visionario. La sua scomparsa arriva a pochi giorni da quella di Francesco Guccini, suo storico amico e collaboratore, e appena due giorni dopo la morte del fotografo Franco Fontana. Proprio con Guccini e con il disegnatore Bonvi, De Maria condivise alcune delle stagioni più originali della cultura pop italiana, trasformando idee, personaggi e battute in fenomeni capaci di entrare nell'immaginario collettivo.

Da Carosello a Nick Carter

Il suo talento si è espresso soprattutto nella pubblicità e nella televisione. Dopo una lunga esperienza come vignettista per testate come Epoca e Il Candido, De Maria firmò numerosi Caroselli diventati memorabili: dai Brutos a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia per Cera Grey, fino a Salomone il pirata pacioccone per Amarena Fabbri, alla celebre “camicia coi baffi” con Maurizio Costanzo e ai nanetti Loacker. Nel 1971 fondò la Playvision e poco dopo, insieme a Bonvi, diede vita a Nick Carter, destinato a diventare uno dei personaggi simbolo della televisione a fumetti. Un universo creativo che avrebbe trovato la sua consacrazione con Gulp! I fumetti in TV, il programma Rai che contribuì a portare il linguaggio del fumetto dentro le case degli italiani.

Il successo di Supergulp!

Dal 1977 al 1981 De Maria lavorò con Giancarlo Governi a Supergulp! I fumetti in TV, trasmissione cult capace di riunire davanti allo schermo milioni di spettatori e di portare in televisione personaggi come Corto Maltese, Lupo Alberto, Sturmtruppen e Tex. Nel 1978 arrivò anche il premio per la regia televisiva nella categoria dei programmi per ragazzi. Parallelamente continuò a coltivare il cabaret con gli Archibusti, condividendo l'esperienza con Guccini. Negli anni Duemila tornò a occuparsi di Nick Carter e Supergulp!, contribuendo a mantenere viva quella stagione attraverso mostre, libri e raccolte in DVD. Una lunga carriera costruita sull'incontro tra ironia, disegno e televisione, capace di lasciare un segno ben oltre la sua generazione.

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