Scala, presentata la nuova stagione. Ortombina: “Otello evoca le grandi sfide del passato”

Spettacolo

La stagione 2026/2027 del Teatro alla Scala si aprirà il 7 dicembre con “Otello” di Verdi, che segna il debutto di Myung‑Whun Chung come direttore musicale. Il cartellone prevede 13 titoli d'opera e circa 95 recite, con tre opere mai eseguite a Milano e quattro debutti direttoriali e registici. Ortombina rivendica il metodo di lavoro e la ricerca degli interpreti. Sette i programmi di balletto, concerti e spettacoli per bambini

Sarà Otello di Giuseppe Verdi ad aprire, il 7 dicembre, la stagione 2026/2027 del Teatro alla Scala: una scelta che inaugura il nuovo corso del Piermarini e segna il debutto di Myung‑Whun Chung come direttore musicale. Presentato dal sovrintendente e direttore artistico Fortunato Ortombina, il cartellone conta tredici titoli d’opera e circa 95 recite, con tre lavori mai andati in scena a Milano, quattro debutti direttoriali e altrettanti registici, nuove produzioni e un equilibrio rivendicato tra grandi maestri, giovani emergenti e nuove voci.

Ortombina: “L’interprete giusto va cercato”

Per Fortunato Ortombina Otello è anche un segnale: “È un titolo che porta con sé grandi sfide del passato ed è, in qualche modo, un segno per la stagione”. Una sfida che oggi, secondo il sovrintendente, va affrontata senza timori: “Non si può più rinunciare per decenni a un’opera per paura di non avere l’interprete giusto. L’interprete va cercato, scovato in tutto il mondo, ovunque si trovi, e preparato per arrivare in scena qui”. Al centro resta il metodo di lavoro del Teatro, fondato sul tempo e sulla cura del processo: “Non ci interessa solo fare le recite, ma soprattutto fare le prove. È questa la condizione più importante. La sfida più grande è il lavoro di ogni giorno”.

Chung, il nuovo direttore musicale

Myung‑Whun Chung assumerà la carica di direttore musicale a partire dalla stagione 2026/2027. Già dall’8 giugno sarà però impegnato alla Scala con Carmen di Bizet, mentre i primi due titoli nel nuovo ruolo saranno entrambi verdiani: Otello, dal 7 dicembre, e Macbeth, dal 4 maggio. Con l’ironia che lo contraddistingue, Chung ha commentato il passaggio di testimone: “Sono ancora un uomo libero, poi a ottobre comincio le prove per Otello: da ottobre sarò schiavo dell’orchestra, schiavo del teatro, ma lo sarò volentieri”. E c’è anche una coincidenza anagrafica che lo lega al titolo inaugurale: “Forse il fatto che Verdi abbia scritto Otello a 73 anni, esattamente come i 73 anni che ho io, mi rende qualificato almeno umanamente nel tentare ancora una volta quest’opera”. Nato a Seul il 22 gennaio 1953, Chung ha un rapporto con la Scala che dura dal 1989 ed è stato nominato direttore emerito della Filarmonica nel 2023.

Il programma della stagione 2026/2027 

La stagione 2026/2027 del Teatro alla Scala si presenta all’insegna delle novità e della continuità con la tradizione. È la prima stagione di Myung‑Whun Chung come direttore musicale, che debutta nel ruolo con due titoli verdiani, Otello e Macbeth, all’interno di un cartellone che comprende tredici opere, con tre titoli mai eseguiti a Milano, quattro debutti direttoriali e altrettanti registici, nuove produzioni e un’attenzione dichiarata alle nuove voci.

L’Opera

La prima Stagione di Myung-Whun Chung come Direttore musicale si apre con Otello con la regia di Damiano Michieletto: un titolo particolarmente atteso per l’autorevolezza verdiana del direttore, per la sensibilità e il prestigio del regista e per l’eccellenza del cast, oltre che per la ricorrenza dei 50 anni dalla prima diretta di un’inaugurazione scaligera sulla RAI. Un titolo raffinato e prezioso eseguito per l’ultima volta alla Scala nel 1948 apre il calendario del 2027: Les Pêcheurs de perles di Georges Bizet, di cui nella stagione precedente si esegue Carmen, offre le sue atmosfere esotiche e incantate al doppio debutto del direttore Henrik Nánási e del regista Arnaud Bernard. Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart fa parte della tradizione scaligera grazie a una serie di allestimenti entrati nella storia. Nel 2027 il Teatro riprende la classica regia di Robert Carsen con la direzione già autorevole del giovane Thomas Guggeis. Il leggendario allestimento della Bohème di Giacomo Puccini creato da Franco Zeffirelli nel 1963 torna con la direzione di Daniel Oren, mentre a Chiara Muti è affidata la regia di Anna Bolena, capolavoro donizettiano che manca dalla Scala dal 2017. Sul podio debutta Francesco Ivan Ciampa, ormai riconosciuto tra i più autorevoli e interessanti nuovi direttori italiani. Riccardo Chailly ripropone in un nuovo allestimento di Kasper Holten The Rake’s Progress di Igor’ Stravinskij, opera che nel 1979 segnò un passo importante del suo percorso artistico. Il Direttore musicale Myung-Whun Chung torna con Macbeth di Giuseppe Verdi nel tenebroso e suggestivo spettacolo di Barrie Kosky. Tra le opere di Jules Massenet meno eseguite in Italia c’è sicuramente Don Quichotte, che giunge per la prima volta alla Scala nell’allestimento di Damiano Michieletto con la direzione esperta di Bertrand De Billy. I Puritani di Vincenzo Bellini manca dalla Scala dal 1971: l’attesissimo ritorno vede Fabio Luisi, maestro dal vasto repertorio e di consolidato prestigio internazionale dopo le esperienze a Dresda e al Metropolitan, sul podio di un nuovo spettacolo di Davide Livermore. Il repertorio operistico degli Stati Uniti ˗ in particolare le correnti minimalista e post-minimalista ˗ ha storicamente ricevuto scarsa attenzione in Italia e alla Scala. Per questo è particolarmente importante la proposta di Nixon in China di John Adams, nel quarantesimo dalla composizione, diretta da Kent Nagano nell’apprezzato allestimento di Valentina Carrasco che fa così il suo debutto al Piermarini. È italiano il titolo scelto per celebrare il bicentenario di Beethoven: Leonora di Ferdinando Paër, che ebbe la sua prima a Dresda nel 1804 anticipando Fidelio, l’unica opera del compositore di Bonn ispirata al medesimo dramma. Leonora giunge per la prima volta sul palcoscenico scaligero con la direzione di Roland Boër e il debutto del giovane regista Daniele Menghini, che coordineranno le forze artistiche dell’Accademia. Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini torna nell’allestimento di Leo Muscato con il direttore belga-americano ma di origini italiane Giulio Cilona, giovane Kapellmeister della Deutsche Oper di Berlino per la prima volta alla Scala. Conclude la Stagione una nuova produzione di una delle vette più struggenti del Seicento musicale, Dido and Æneas di Henry Purcell, diretta dal milanese Gianluca Capuano. Lo spettacolo è affidato al regista-coreografo Marcos Morau, cui spetta il compito di restituire in linguaggio contemporaneo la forma ibrida del Masque barocco, tra danza e teatro.

Il Balletto

La Stagione firmata da Frédéric Olivieri conferma la continuità come elemento centrale di crescita artistica e apertura a nuove sfide stilistiche. Arrivano nuovi titoli, in debutto per la Scala, e tornano importanti balletti del repertorio per valorizzare il percorso degli artisti della Compagnia, offrire opportunità alle nuove generazioni e consolidare qualità interpretative, versatilità e capacità di confronto con linguaggi differenti.

La Stagione propone sette programmi per nove titoli, con cinque riprese e quattro novità. Tra queste spicca la Giselle di Akram Khan, nata nel 2016 per l’English National Ballet e ora affidata al Balletto della Scala: una prima nazionale che segna un nuovo capitolo nel dialogo con i protagonisti della danza contemporanea. Ad aprire la Stagione sarà Lo schiaccianoci di Rudolf Nureyev, appuntamento simbolo delle feste e occasione di crescita per Compagnia e Scuola di Ballo. Tornano inoltre Sogno di una notte di mezza estate di George Balanchine e Paquita di Pierre Lacotte, lavori che valorizzano l’intera Compagnia e il legame tra formazione e professione. Nel centenario della nascita di Maurice Béjart la Scala gli dedica un omaggio con L’uccello di fuoco, Boléro e Serait-ce la mort?, titolo mai presentato prima al Piermarini. Accanto al repertorio si rafforza l’attenzione alla creazione contemporanea con il Dittico Dawson / Morau interpretato per la prima volta dal nostro Corpo di Ballo e con il ritorno del Gala Fracci, appuntamento dedicato alla memoria della grande artista e alla trasmissione della sua eredità. La Stagione segna inoltre l’avvio di una collaborazione con il Piccolo Teatro, che nel 2027 compie 80 anni, con Mont Ventoux del collettivo Kor’sia, anche questo interpretato per la prima volta dalla Compagnia scaligera. Fondamentale, infine, il contributo dei direttori d’orchestra, tra conferme e nuove collaborazioni, a sostegno della qualità musicale della programmazione.

I Concerti

Fulcro della programmazione concertistica del Teatro alla Scala è la Stagione Sinfonica, con due concerti affidati al Direttore musicale Myung-Whun Chung che celebra il bicentenario della scomparsa di Beethoven e uno a Riccardo Chailly che presenta la Johannes-Passion di Bach; il primo concerto è però diretto da Alexander Soddy, cui seguono Robin Ticciati e due debutti sinfonici d’eccezione: Klaus Mäkelä e Kirill Petrenko, presente anche nel ciclo di Orchestre ospiti con i Berliner Philharmoniker. Le altre orchestre includono la Freiburger Barockorchester con la Matthäus-Passion diretta da Simon Rattle, l’Orchestre de Chambre de Lausanne con Renaud Capuçon, Les Talens Lyriques diretti da Christophe Rousset in Hippolyte et Aricie di Rameau e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Daniel Harding. Michele Gamba dirige un concerto straordinario che vede il ritorno di Juan Diego Flórez. Igor Levit apre e chiude con programmi beethoveniani il ciclo dei concerti pianistici che ospita Yuja Wang, Daniil Trifonov e Alexander Malofeev, mentre i concerti di canto schierano Diana Damrau, Michael Spyres, Philippe Jaroussky, Jessica Pratt e Brian Jagde. Infine, sono undici i frequentatissimi appuntamenti della domenica mattina con musicisti e gruppi dell’Orchestra scaligera. 

Bambini, famiglie, ragazzi

La programmazione per il pubblico più giovane e le famiglie diviene un asse portante della programmazione del Teatro, con un’offerta differenziata per le diverse fasce di età. L’Accademia porta in scena un classico come L’elisir d’amore per i bambini ma anche Beethoven, una novità assoluta commissionata a Pierangelo Valtinoni per il bicentenario della morte del compositore. Per i più piccoli prosegue la serie di spettacoli concerto “Intervalli di Scala” concepita e condotta da Mario Acampa con i musicisti dell’Orchestra e i due personaggi Mimì e Teo, mentre per i ragazzi sempre Acampa conduce i concerti “Invito alla Scala”. La Scala collabora con AsLiCo per completare la programmazione con spettacoli e workshop per bambini e famiglie.

Spazio Scala

La Scala è il luogo dove la musica, la danza, il teatro avvengono ma anche l’agorà dove se ne discute approfondendo autori, opere e interpreti. Il nuovo palinsesto “Spazio Scala” presenta un calendario di decine di opportunità a ingresso gratuito divise in diversi cicli. “Prima delle Prime”, realizzato in collaborazione con gli Amici della Scala, presenta nei Ridotti i titoli d’opera e balletto in cartellone e da quest’anno offre la possibilità di incontrare direttori e registi degli spettacoli. Il Ridotto ospita ogni mese anche la presentazione di una novità editoriale. Il Museo Teatrale alla Scala ospita i due cicli “Letture e note al Museo”, dedicato ai libri di argomento musicale, e “Dischi e Tasti” che presenta novità discografiche.

 

Nella Stagione 2026/2027 il programma del Teatro alla Scala presenterà più di un appuntamento al giorno tra opere, balletti, concerti e approfondimenti oltre a un serie di collaborazioni con le principali istituzioni milanesi e lombarde, Milano Musica, AsLiCo, l’Orchestra Sinfonica di Milano, Festival MiTo, fino al Salone del Mobile e Camera della Moda. Un posto speciale occupa quest’anno il Piccolo Teatro, che nel 2027 compie 80 anni e riporta al Piermarini Arlecchino servitore di due padroni nella storica regia di Giorgio Strehler. A questa varietà nella proposta corrisponde una diversificazione delle formule di partecipazione, dalle più prestigiose alle più accessibili, nell’intento di formare e consolidare una comunità sempre più vasta e inclusiva. Il Teatro alla Scala è espressione della cultura e della tradizione della città di Milano e moltiplica le occasioni perché ciascuno possa non soltanto assistere a uno spettacolo, ma sentirsi parte di una tradizione che vive e si rinnova.

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