Addio a Michael Pennington, attore di Star Wars e maestro shakespeariano

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Da Star Wars al teatro classico

È morto a 82 anni Michael Pennington, attore, regista e scrittore britannico che nel corso di oltre sessant’anni di carriera ha attraversato cinema, televisione e teatro diventando uno dei più autorevoli interpreti shakesperiani del Regno Unito.

Per il grande pubblico resterà il comandante imperiale Moff Jerjerrod in Star Wars: Episodio VI – Il ritorno dello Jedi, ma la sua vera casa artistica è sempre stata il palcoscenico. Pennington era infatti membro onorario della Royal Shakespeare Company e cofondatore della English Shakespeare Company insieme al regista Michael Bogdanov.

La scelta simbolo: rinunciare a Hollywood per Amleto

La sua carriera è stata segnata da una decisione diventata quasi leggendaria nel mondo del teatro inglese. Nel 1980 Pennington rinunciò infatti a un ruolo importante in La donna del tenente francese di Karel Reisz pur di interpretare Amleto con la Royal Shakespeare Company.

Il ruolo cinematografico andò poi a Jeremy Irons e il film ottenne cinque candidature agli Oscar. Ma per Pennington il richiamo di Shakespeare era più forte del prestigio hollywoodiano.

Una scelta che racconta molto della sua idea di arte: rigorosa, romantica, quasi militante. E sì, qui scatta la tiratina d’orecchie teatrale anche per te: quanti oggi rinuncerebbero a un blockbuster per tre ore di monologo shakespeariano sotto luci bollenti? Pochissimi. Pennington lo fece davvero.

Una vita tra Shakespeare, Čechov e i grandi classici

Nato a Cambridge il 7 giugno 1943, Michael Vivian Fyfe Pennington studiò al Trinity College di Cambridge dopo l’esperienza nel National Youth Theatre. Entrò giovanissimo nella Royal Shakespeare Company negli anni Sessanta, interpretando inizialmente Fortebraccio nell’Amleto con David Warner.

Nel corso della sua carriera avrebbe poi incarnato alcuni dei più grandi personaggi del repertorio classico: Amleto, Riccardo II, Macbeth, Coriolano, Re Lear, Antonio in Antonio e Cleopatra e Leonte ne Il racconto d’inverno.

Pennington lavorò anche con alcuni dei più importanti nomi della scena britannica, da Judi Dench a Ian McKellen, passando per Peter Brook, Peter Hall e Harold Pinter.

Parallelamente costruì una carriera da autore e regista, scrivendo dieci libri dedicati soprattutto a Shakespeare e alla recitazione. Tra i più noti Sweet William – Twenty Thousand Hours with Shakespeare e Let Me Play the Lion Too – How to Be an Actor.

Il cinema, la tv e The Iron Lady

Pur privilegiando il teatro, Pennington ha lasciato il segno anche sul grande e piccolo schermo. Oltre a Star Wars, interpretò Michael Foot in The Iron Lady accanto a Meryl Streep, che grazie al film vinse il suo terzo Oscar.

In televisione apparve in produzioni storiche e adattamenti letterari, da Middlemarch a The Tudors, passando per Sherlock Holmes, dove interpretò sia Holmes sia il professor Moriarty nelle versioni radiofoniche della BBC.

Negli ultimi anni aveva prestato la voce alla serie fantascientifica Raised by Wolves.

Il ricordo di Miriam Margolyes

Tra i primi tributi dopo la notizia della sua morte c’è stato quello dell’attrice Miriam Margolyes, sua amica fin dai tempi dell’università a Cambridge.

“Un attore straordinario, brillante, saggio, limpido”, ha scritto ricordandolo.

Con Michael Pennington scompare uno degli ultimi grandi interpreti di una tradizione teatrale britannica capace di passare da Shakespeare alla fantascienza, da Čechov a Star Wars, senza mai perdere profondità, disciplina e amore assoluto per il mestiere dell’attore.

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