Il 1° giugno 2026, verrà pubblicata per la prima volta nella sua versione integrale l'ultima intervista che l'attrice rilasciò in vita
A sessantaquattro anni dalla morte di Marilyn Monroe e in prossimità di quello che sarebbe stato il suo centesimo compleanno, il 1° giugno 2026 verrà pubblicata per la prima volta nella sua versione integrale l'ultima intervista che l'attrice rilasciò in vita. Il volume Marilyn: The Lost Photographs • The Last Interview raccoglierà inoltre più di quattrocento fotografie inedite scattate nella sua casa di Brentwood, restituendo un ritratto autentico e inedito di una delle donne più celebri del Novecento.
Quattro ore di conversazione tenute segrete per decenni
Il progetto nacque nei primi mesi del 1962, quando il giornalista di Life Richard Meryman concepì un articolo sulla fama. Dopo un rifiuto da parte di Cary Grant, si rivolse a Marilyn Monroe, che accettò. L'intervista si svolse il 1° maggio 1962 nella casa di Brentwood dell'attrice: una conversazione di oltre quattro ore, intima e inaspettatamente profonda, sulla fama, sulla vita e sul comportamento umano. I due si incontrarono una seconda volta in giugno per rifinire il pezzo.
L'articolo fu pubblicato il 3 agosto 1962, solo due giorni prima della morte dell'attrice, avvenuta a 36 anni. Solo una piccola parte di quella conversazione era però apparsa su Life. Il resto - comprese le registrazioni originali - è rimasto inedito per decenni. Ora, grazie al volume edito da Simon & Schuster, il testo completo e non tagliato diventa finalmente accessibile al pubblico, insieme a centinaia di fotografie mai viste prima.
La fama come gabbia
Ciò che emerge dall'intervista è una Monroe lontana dal mito patinato che Hollywood aveva costruito attorno a lei. L'attrice parlò apertamente del costo della celebrità, confessando di sentirsi incompresa: disse di non essere conosciuta davvero dalla maggior parte delle persone, in quanto il problema dei sex symbol è quello di diventare oggetti, una condizione che lei rifiutava con forza. Usò un'immagine efficace per descrivere il paradosso del successo: paragonò la fama al caviale, ottimo da assaggiare ma insopportabile se consumato ogni giorno. Parlò anche della sua infanzia difficile, cresciuta a Los Angeles come figlia di una madre single che lavorava come tagliapellicole cinematografiche, diventata tutela dello Stato a soli otto anni quando la mamma fu ricoverata in una struttura psichiatrica. E raccontò del celebre Happy Birthday, Mr. President cantato a John F. Kennedy al Madison Square Garden nel maggio 1962: ricordò il silenzio che calò sulla sala, la paura che non le uscisse la voce, e poi il respiro profondo prima di attaccare, con la determinazione di portare a termine quella canzone a qualunque costo. Il volume include inoltre oltre quattrocento fotografie scattate dal fotoreporter Allan Grant nella casa dell'attrice - le uniche mai realizzate in quel contesto - che la ritraggono in un'atmosfera rilassata e autentica. Solo una manciata di quegli scatti era stata pubblicata all'epoca.