Equinozio in Triennale di Milano, Carlo Antonelli: "Carezza per alleggerire quotidianità"
Spettacolo Foto di Ufficio stampa e foto di Mattia Zoppellaro
Dopo la pandemia, il produttore culturale ha osservato un aumento della domanda di lettori di tarocchi e di quadri astrali per contrastare l'incertezza della vita. In un mondo sempre più veloce e attraversato da IA e conflitti, il festival in programma dal 20 al 22 marzo nello spazio Voce Triennale promette invece tre giorni e tre notti di concerti, performance e talk, dalle poesie di Chandra Candiani ai tarocchi di Trevor Ballin, per dare "sollievo alla pesantezza" e per "far alzare dal suolo il corpo"
“Si è installata in noi la coscienza di un disagio, di un rischio. In sostanza, è come quando crediamo di stare bene, e solo quando facciamo un massaggio realizziamo di avere invece il collo anchilosato o le spalle rigide, cariche di tensione. Equinozio, quindi, vorrebbe essere una carezza per alleggerire la nostra quotidianità”. Il produttore culturale Carlo Antonelli spiega così la nascita del festival Equinozio, in programma dal 20 al 22 marzo nello spazio Voce alla Triennale di Milano e da lui ideato per celebrare l’inizio della primavera. Tre giorni e tre notti di concerti, performance e talk per dare “sollievo alla pesantezza”, non solo dell’inverno, ma anche “del tempo nel quale siamo immersi”, che deriva da “una tempesta perfetta: decenni di accelerazione tecnologia e scientifica sempre più rapida, faglie geopolitiche e una quantità di conflitti mai viste prima, l’aumento del costo della vita, e l’avvento dell’intelligenza artificiale con il conseguente impatto sul mondo del lavoro, tutti fattori che hanno generato una fatica nella vita quotidiana e un'incertezza sulle prospettive future”, dice Antonelli, che dopo la pandemia Covid e il lockdown, “momenti che consideriamo passati, ma che non lo sono affatto, perché hanno trasformato la vita per sempre”, ha osservato “la crescita della domanda di lettori di tarocchi e di quadri astrali per interrogare i destini”. Da lì, la “necessità di fare alzare dal suolo il corpo” e di riscoprire la leggerezza attraverso “strumenti semplici” tra musica, natura, poesia e scienza proprio nello spazio Voce della Triennale, che raccoglierà (solo in formato audio) “campanellini, installazioni light, piccole poesie e conversazioni”.
DALLE POESIE DI CHANDRA CANDIANI AI TAROCCHI DI TREVOR BALLIN
“L’equinozio è una configurazione di pianeti”, spiega Carlo Antonelli. Così, astrofisici e fisici quantistici come Ersilia Vaudo e Tommaso Calarco, che affronteranno l’una in Mentre il Sole fa l’amore con la Luna il viaggio tra il mondo celeste e il mondo terreno attraverso il racconto delle grandi rivoluzioni scientifiche, e l’altro in Oltre il Reale così com’è l’influenza del pensiero quantistico sul nostro modo di concepire lo spazio, il corpo e il tempo, “offriranno uno spostamento in altri mondi, reali e immaginari”. Nel corso del festival Equinozio si avvicenderanno anche momenti musicali, che ruoteranno intorno ad artisti dalle strutture dance minimali, simili a “ragnatele leggere”. Tra loro, “il duo romano I Canzonieri che, come nelle celebrazioni dei cambi di stagione di una volta, affiancano all’elettronica dal vivo strumenti acustici e si esibiscono con piccoli campanelli ai polsi e alle caviglie”. O, ancora, “l’ensemble romano Industria Indipendente”, che grazie all’uso di strumenti analogici ed elettronici attraverseranno i corpi con ritmo e vibrazioni. Equinozio lascerà spazio anche all’intelligenza artificiale, introdotta in Crosswords dal collettivo 700x100 e integrata nella ricerca artistica in un dialogo tra tecnologia e immaginazione per ricordare che, anche nell’era dei dati, sono i momenti non misurabili a fare la differenza: l’anima è il vero lusso contemporaneo. Preziosa sarà poi la presenza della poetessa Chandra Candiani, “nota per apparire poco in pubblico”, ricorda Antonelli, che dopo aver intrattenuto con lei “un epistolario”, ha accolto la decisione dell’autrice “di esserci e non esserci. Ha infatti registrato una serie di poesia dalla sua raccolta Pane dal bosco, che sono confluite in un’installazione sonora attiva soltanto in determinate ore del giorno. Credo che prima d’ora non avesse mai fatto un’esperienza simile. Asseconda così il clima di presenza e leggerezza di Equinozio, che si fonda anche sulla mancanza di obbligatorietà dell'esporsi necessariamente in pubblico, se questo rischia di creare delle fatiche”. L’eco dei versi raggiungerà anche il giardino della Triennale, fino agli “alberi che confinano o sconfinano nel Parco Sempione. Ci sarà quindi la possibilità di cogliere nel bosco un nutrimento che ci accompagnerà poi nelle nostre case”. Non mancherà neppure Trevor Ballin, oggi designer di maglieria presso Céline, che nel tempo ha trasformato la passione per i tarocchi in una seconda attività “svolta in maniera gratuita per persone che conosce e che stima”, compresi protagonisti del mondo del cinema e della moda come Jonathan Anderson, Dan Levy, Michael Rider, Emma Corrin e Sarah Paulson. “Cercheremo di fare un esperimento che non ha mai fatto: fare i tarocchi alla Triennale”, racconta Antonelli. Gli altri incontri includeranno l’installazione sonora Your Hidden Sound, basata sulla registrazione dei rumori di un uccello rifugiatosi nello studio dell’artista Micol Assaël, il racconto sulle vite di radici e germogli Il popolo del suolo dello scrittore, botanico e paesaggista Antonio Perazzi, il sound design immersivo della musica elettronica del duo Voices from the Lake (Donato Dozzy & Neel), la listening session La prima musica dello scrittore e autore Niccolò Porcelluzzi sulla relazione tra gli elementi naturali e la nascita della musica, il progetto musicale Canva 6 curato da Marco Farina, il dj set del compositore e sound designer Matteo Pit, l’incontro Shaman’s Mirror con l’autrice e curatrice Sarah Shin sulle relazioni tra psichico e cosmico e l’esperienza sonora tridimensionale Cosmic Pulses di Karlheinz Stockhausen. Il tutto avverrà in concomitanza con l’ingresso dell'universo nel segno zodiacale dell’Ariete, simbolo innanzitutto di energia ma, anche, connesso alla forza belligerante. Un aspetto che, però, afferma con decisione Antonelli, “cercheremo di sottrarre”.