È scomparso uno dei volti più riconoscibili del doppiaggio italiano, la cui voce ha dato vita a icone del cinema internazionale. La sua carriera, lunga e poliedrica, ha spaziato dal grande schermo all’animazione
Ci sono talenti che nessuna tecnologia potrà davvero replicare: tra questi c’è Pino Colizzi, uno dei più grandi doppiatori italiani, la cui voce ha segnato intere generazioni di spettatori. Apprezzato sia dai colleghi che dal pubblico, Colizzi era ricordato con affetto e stima come un punto di riferimento dell’arte del doppiaggio, capace di coniugare precisione, eleganza e versatilità. Antonio Viola, collega e doppiatore, lo definì "un poeta e un gentiluomo ottocentesco, unico nel suo modo di pensare e di esprimersi". In un’epoca in cui si valorizzano sempre più le versioni originali, la sua figura ricorda quanto l’Italia abbia eccelso in questo settore.
maestro del doppiaggio italiano
Nato a Roma il 12 novembre 1937 e cresciuto tra Paola e Bari, si formò all’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico e si distinse presto in teatro e in televisione, lavorando con registi come Luchino Visconti, Franco Zeffirelli e Giuseppe Patroni Griffi. Sullo schermo e dietro al microfono, ha prestato la voce a grandi star internazionali – tra cui Michael Douglas, Jack Nicholson, Robert De Niro e Christopher Reeve – mantenendo sempre uno stile personale e riconoscibile. Anche dopo aver lasciato il doppiaggio attivo nel 2010, ha continuato a dirigere produzioni vocali e a contribuire alla cultura artistica italiana, lasciando un’eredità che rimane un punto di riferimento nel panorama internazionale.