Ravenna Festival 2026, il programma: Dante, San Francesco e oltre cento eventi

Spettacolo

Dal 21 maggio all’11 luglio il Ravenna Festival 2026 si ispira al Canto XI del Paradiso di Dante e alla figura di San Francesco. Oltre cento alzate di sipario, nove prime assolute e più di mille artisti coinvolti. Inaugurazione con Anne-Sophie Mutter e la Royal Philharmonic Orchestra, Riccardo Muti protagonista, grandi nomi della musica, del teatro e della danza, fino alla Trilogia d’Autunno dedicata a Mozart

Ravenna Festival 2026, un’edizione nel segno di Dante e San Francesco

Con il verso dantesco “Nacque al mondo un sole” (Paradiso, Canto XI) come dichiarazione d’intenti, il Ravenna Festival 2026 costruisce una delle sue edizioni più ambiziose e dense. Dal 21 maggio all’11 luglio, la XXXVII edizione mette in campo oltre cento appuntamenti, nove prime assolute e più di mille artisti, intrecciando musica, teatro, danza, pensiero e spiritualità in un grande racconto collettivo ispirato alla figura di San Francesco d’Assisi, nel suo ottavo centenario.

Un filo francescano che attraversa generi, linguaggi e luoghi – dal Teatro Alighieri alla Rocca Brancaleone, dal Pala De André ai territori della Romagna – e che trova nella poesia di Dante una bussola culturale e simbolica

Nota presentazione RF2026

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L’inaugurazione: Mutter, Petrenko e la Royal Philharmonic

Ad aprire il Festival, il 21 maggio al Pala De André, è un concerto che ha il peso delle grandi occasioni: la violinista Anne‑Sophie Mutter come solista con la Royal Philharmonic Orchestra, diretta da Vasily Petrenko. In programma, due pilastri del repertorio sinfonico: Beethoven e Mahler, in un dialogo tra classicismo e modernità che dà subito il tono internazionale all’edizione 2026.

Riccardo Muti, padrone di casa

Figura centrale del Festival resta Riccardo Muti, protagonista di più appuntamenti. Muti dirige l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini in Nobilissima visione di Paul Hindemith, partitura ispirata agli affreschi di Giotto su San Francesco, e affianca la musica alla riflessione con un dialogo pubblico con Massimo Cacciari sull’influenza francescana in Dante e Giotto. Un incontro che chiarisce la vocazione del Festival a farsi spazio di pensiero oltre che di spettacolo.

I grandi nomi della musica e del jazz

Il cartellone musicale schiera interpreti e protagonisti di primo piano: Kent Nagano, Nicola Piovani con Toni Servillo, la Münchener Kammerorchester diretta da Enrico Onofri.

Ampio spazio anche al jazz e alle musiche di confine, con Stefano Bollani, Pat Metheny, Enrico Rava, Paolo Fresu, fino alla presenza di Jeff Mills ed Emma Nolde, tra la Rocca Brancaleone e le sedi diffuse del territorio.

eatro, danza e parola

Il programma 2026 rafforza anche l’asse teatrale e performativo, con progetti che intrecciano classico e contemporaneo. In cartellone l’Antigone di Sofocle nella riscrittura di Marco Martinelli, Storia del nuovo cognome di Fanny & Alexander ispirato a Elena Ferrante, e Viaggio in Occidente del Grande Teatro di Lido Adriano.

La danza attraversa linguaggi e corpi con Sadeck Berrabah, Yoann Bourgeois e la Sergio Bernal Dance Company, in una sezione che dialoga con il tema francescano del corpo e della sua esposizione.

La chiusura: la Trilogia d’Autunno

Il Festival si completa, come da tradizione, con la Trilogia d’Autunno, in scena dal 13 al 17 novembre al Teatro Alighieri. Il titolo è Mozart 1791: La clemenza di Tito, L’ultimo incanto e il Requiem. La regia è affidata a Chiara Muti, sul podio dell’Orchestra Cherubini sale Ottavio Dantone, per un congedo che chiude idealmente il cerchio tra spiritualità, teatro musicale e memoria.

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