Miriam Leone ospite a Stories, lunedì 26 gennaio alle 21 su Sky Tg24

Spettacolo

Uscirà in sala giovedì 29 gennaio "Le cose non dette", il nuovo film di Gabriele Muccino. Nel cast Miriam Leone, ospite della prossima puntata del ciclo di interviste dedicate ai protagonisti dello spettacolo. “Da piccola facevo i miei primi spettacoli nel cortile con le amiche, lì è nato il mio amore per il cinema. A volte al mattino iniziavo a vedere un film e supplicavo mio padre di saltare scuola per finirlo. E lui a volte me lo lasciava fare” racconta al vicedirettore di Sky Tg24 Omar Schillaci

È Miriam Leone la protagonista della nuova puntata di “Stories”, il ciclo di interviste ai principali interpreti dello spettacolo di Sky TG24. Ospite del vicedirettore della testata Omar Schillaci, con la regia di Paolo Bonfadini, l’attrice si racconta in “Miriam Leone – PANE, CINEMA E FANTASIA”. In onda lunedì 26 gennaio alle 21:00 su Sky TG24, sabato 31 gennaio alle 12:40 su Sky Arte e sempre disponibile on demand.

Il ritorno sul set con Muccino e il "peso" dei non detti

Da ormai 15 anni è uno dei volti più noti del cinema italiano, e adesso Miriam Leone è pronta a tornare sul grande schermo dal prossimo 29 gennaio con ‘Le cose non dette’ di Gabriele Muccino. “La storia parla di un gruppo di amici che, spinto dal mio personaggio, parte per una vacanza a Tangeri. In questo contesto, io e Accorsi interpretiamo una coppia che non riesce ad avere figli e questo porta ad una crisi personale e non solo, con il direttore del giornale per cui lavoro che suggerisce di dover spostare lo sguardo. Partendo da questo consiglio, lei decide di portarsi tutti gli amici a Tangeri. Spostando il luogo d’azione di queste vite, in questa sospensione che è come una vacanza, il ‘non detto’ viene a galla come un uragano, perché pesava molto nella vita di queste coppie. Da questa vacanza a Tangeri emergeranno delle verità dolorose ma necessarie: la verità ha un costo e anche evolversi e progredire ha un costo” ha spiegato.  L’attrice, inoltre, considera questa parte molto importante perché l’ha portata a lavorare per la prima volta sotto la guida di Gabriele Muccino: “Lavorare con lui è stato super. Sono stata molto entusiasta di questa collaborazione. Lavorare con lui vuol dire proprio mettere in atto delle tecniche da vero cinema”. Un aneddoto sulle riprese di questa pellicola? “Dovevo girare una scena d’amore intensa su un dromedario con Accorsi, con la ripresa che doveva ritrarre il suo punto di vista sulla mia nuca. L’operatore con la macchina da presa ha provato a salire più volte sul dromedario con me per realizzare questa scena, ma è sempre stato buttato giù. Per questo, per non scontentare né il regista né il dromedario, ho detto a Gabriele che avrei interpretato io il dromedario, nel senso che avrei mosso il collo come se fossi su un dromedario in movimento. La ripresa è venuta bene, quindi posso interpretare anche un dromedario all’occorrenza!” ha scherzato.

Miriam Leone tra successi e fragilità: il percorso di un’attrice che ha imparato a volersi bene


Facendo un passo indietro, la storia di Miriam Leone comincia in provincia di Catania: “In casa eravamo io, mio padre, mia madre e mio fratello Sergio, e da questo nome si può già intuire un omaggio cinematografico della mia famiglia. La nostra era una vita molto semplice, la casa era vicina al mare e io sono cresciuta molto a contatto con la natura. Da piccola ero una sognatrice, mi piaceva leggere, guardare l’orizzonte in lontananza e immaginare. Senza dimenticare le amichette del cortile con cui giocavo e con cui ho iniziato a creare i primi piccoli spettacoli”. E sin da piccolissima emerge la sua grande passione per il grande schermo, tanto che “a volte al mattino iniziavo a vedere un film e supplicavo mio padre di saltare scuola per finirlo. E lui a volte me lo lasciava fare” ha raccontato. Da questi piccoli particolari si evince già il suo la sua grande passione e dedizione per la recitazione, che l’hanno portata a prendere parte, nell’ultimo decennio, a diversi lungometraggi iconici, come ad esempio: ‘Fai bei sogni’ di Marco Bellocchio, uno dei suoi primi lavori più imponenti e che rappresenta il culmine di un primo periodo di carriera in cui si sono susseguiti tanti progetti. In ‘Corro da te’ di Riccardo Milani, ha invece dovuto interpretare una persona con disabilità, un ruolo delicato per cui “ho dovuto imparare a giocare a tennis in carrozzina e a suonare il violino, ma soprattutto per un po’ di mesi sono stata a contatto con dei ragazzi che mi hanno insegnato a vivere in carrozzina, cercando di stare attenta a cosa loro non avrebbero mai voluto vedere sullo schermo con questa rappresentazione. Ho simulato questa parte andando in giro in carrozzina e, dopo essermi acconciata in modo da non essere riconosciuta, devo dire di aver incontrato moltissime barriere architettoniche, persone che mi hanno aiutato e anche persone che mi guardavano dall’alto in basso”. Immancabile poi una menzione per la sua parte in ‘Diabolik’ dei Manetti Bros, in cui interpreta Eva Kant: “Questo è il personaggio meno stereotipato che esista, è una donna che non è mai un satellite dell’uomo e non è nemmeno rappresentata come una belloccia svestita che sembra un oggetto. Lei è sempre soggetto e agisce in maniera molto diretta nella vita di Diabolik. Nessuno di noi è solo uomo o solo donna e in questa coppia ci si completa a vicenda, è un grande messaggio di modernità”. Passando alla televisione, non sono mancati poi per Miriam Leone dei ruoli di rilievo in alcune serie TV di spicco del panorama italiano, come ad esempio: ‘1992’, che “rappresenta un progetto al quale sono molto legata perché mi ha dato il mio primo ruolo da protagonista”, ‘I leoni di Sicilia’, dove interpreta Giulia Portalupi, moglie di Vincenzo Florio, e ‘Call My Agent’, serie esclusiva Sky in cui l’attrice è la protagonista del quinto episodio della terza stagione. Un episodio in cui si lamenta per aver ricevuto troppi ruoli da madre dopo esserlo diventata realmente, anche se, nella vita vera, precisa che non è andata proprio così. Ma c’è anche la sua parte più fragile ed emotiva nella lunga intervista. I dubbi, le incertezze che possono colpire chiunque, come quando racconta che “mi sento spesso inadeguata e credo che in fondo capiti un po’ a tutti. È una sensazione che mi accompagna da sempre: mi sentivo così anche da giovane, quando pensavo che crescendo sarebbe passata. Con il tempo ho capito che non è qualcosa da eliminare, ma da imparare a riconoscere. La terapia mi ha aiutata moltissimo in questo. Non è un punto di arrivo, però. È un percorso, proprio come la vita”. In conclusione, Miriam Leone si lascia andare alle emozioni e ad alcune scaramanzie, parlando soprattutto dei suoi nonni: “Una carezza che non dimentico è quella di mio nonno, lui era molto vecchio stampo, quando arrivavo a casa sua lui apriva un atlante cartaceo e mi chiedeva dove andare quel giorno, io indicavo un punto e lui mi parlava di quel posto, raccontandomi il mondo. Da mia nonna ho appreso molte scaramanzie ‘medievali’, lei era legata a tradizioni e rituali molto arcaici e mi ha trasmesso tutti questi rituali che per me sono piccole cose che colorano la vita”.

 

STORIES: “MIRIAM LEONE – PANE, CINEMA E FANTASIA” IN ONDA LUNEDÌ 26 GENNAIO ALLE 21:00 SU SKY TG24 (CANALI 100 E 500 DI SKY E CANALE 50 DEL DTT), SABATO 31 GENNAIO ALLE 12:40 SU SKY ARTE E DISPONIBILE ON DEMAND E SU SKYTG24.IT

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