Teatro Elfo Puccini, "Prospettive inedite": il programma della stagione 24/25

Spettacolo
@ Laila Pozzo
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Ricchissimo il calendario della nuova stagione, l'apertura del 22 ottobre, è affidata al Re Lear con cui nel 2023 l'Elfo ha celebrato mezzo secolo di storia teatrale. Spazio poi ad Amadeus di Peter Shaffer e La prima luce di Neruda, mentre il teatro di Beckett torna protagonista per proseguire il lavoro avviato con Giorni felici. Sul fronte delle ospitalità, il debutto di Alessandro Bergonzoni. Il programma 

Guardare, interpretare e rappresentare la realtà da prospettive inedite. Questo suggerisce il quadro di Marco Petrus (Rimini, 1960) che l’Elfo ha scelto, insieme all’artista, per illustrare la stagione 24 | 25. Un’opera intitolata Dalle belle città dove protagonista è Milano con la sua architettura, «nel suo aspetto ‘archetipico-mitologico’ tipico degli anni Trenta e Quaranta, nucleo fondante e anticipatore di quelli che saranno gli straordinari sviluppi urbanistici del capoluogo lombardo».

Il dialogo come motore di un progetto culturale

Uno sguardo che parte dalle fondamenta, dunque, interpreta e immagina prospettive future, in sintonia con la poetica e la prassi del nostro teatro, profondamente radicato nella città e nel territorio, sempre attento a interpretare e raccontare la storia come prisma che riflette sul presente e il futuro. Il dialogo con artisti di diversi ambiti e generazioni, con il pubblico e le comunità che ci circondano, è il motore del nostro progetto culturale. E si riflette sia nelle scelte produttive, che vedono quest’anno una nutrita presenza di drammaturgie originali, sia nello scouting e nella valorizzazione della creatività che intercettiamo nel mondo teatrale.

Le novità produttive della stagione 

Amadeus di Peter Shaffer (21 gennaio/2 marzo), diretto da Bruni/Frongia, è un ‘capriccio’ allucinato e sontuoso nel quale è Ferdinando Bruni a dare corpo alla follia di Salieri e alla sfida con il giovane Mozart di Daniele Fedeli. Un apologo che parla dell’invidia, ma anche dell’ammirazione mista a sgomento che ci prende al cospetto di un genio che supera i confini laboriosi e prevedibili del talento. Con loro in scena Riccardo Buffonini, Matteo de Mojana, Alessandro Lussiana, Ginestra Paladino, Umberto Petranca, Luca Toracca e Valeria Andreanò, personaggi/marionette che emergono, come da un sogno, in una scena fantasmagorica, con ricchi abiti settecenteschi immaginati da Antonio Marras, che torna a collaborare con l’Elfo dopo il bellissimo esperimento di Edipo re.

La prima luce di Neruda (7 maggio/5 giugno) è un progetto a lungo coltivato: l’omonimo romanzo di Ruggero Cappuccio è stato affidato a César Brie, che ne ha tratto un adattamento di forte tensione e sensualità. Una struggente storia d’amore e di impegno politico che vede protagonisti Elio De Capitani, Cristina Crippa, Silvia Ferretti e Umberto Terruso, in un percorso che incrocia le diverse età del poeta cileno e della sua amante. Per la prima volta il regista argentino dirige gli attori dell’Elfo dando nuovo senso alla loro amicizia. Uno spettacolo che riannoda i fili con l’indagine sulla storia del Novecento e sulla storia del Cile in particolare, che ha segnato le scelte drammaturgiche degli ultimi anni.

Il teatro di Beckett torna protagonista

Altre indagini e esplorazioni attraversano le stagioni dell’Elfo e arrivano a questa. Il teatro di Beckett torna protagonista anche quest’anno per proseguire il lavoro avviato con Giorni felici: L’ultimo nastro di Krapp/Quella volta (18 ottobre/10 novembre) è una sperimentazione sul suono e sull’ascolto, un viaggio nei ricordi e nel tempo che Francesco Frongia affida all’interpretazione di Ferdinando Bruni. Con La collezionista (9 gennaio/2 febbraio) va invece in scena un nuovo, spiazzante racconto teatrale sull’arte contemporanea, come era stato per il long seller Rosso sul pittore Rothko. In questo caso la drammaturgia originale è stata affidata a Magdalena Barile, la regia a Marco Lorenzi (presente in stagione anche con il bellissimo Come gli uccelli di Wajdi Mouawad), il ruolo della protagonista, ispirato alla figura di Peggy Guggenheim, a Ida Marinelli, in scena con Marco Bonadei, Barbara Mazzi e Angelo Tronca.

Safari pomodoro. Una stand-up tragedy (8 novembre/1 dicembre), progetto sostenuto dal Bando Per chi crea 2023, è anch’esso nato in seno all’Elfo, da un’idea di Michele Costabile che ha coinvolto per la drammaturgia il giovane Nicolò Sordo. Diretto da Elio De Capitani ed Alessandro Frigerio, prende spunto dall’esperienza dello stesso Costabile in una fabbrica per la lavorazione dei pomodori: un tragicomico safari nella jungla della precarietà. Io sono il vento (8/30 maggio) di Jon Fosse, premio Nobel per la letteratura 2023, è una novità diretta da Marco Bonadei, in scena insieme ad Angelo Di Genio. Due talenti, protagonisti dal 2011 di molte produzioni sui palchi dell’Elfo, due uomini su una barca che accompagnano lo spettatore in un viaggio onirico e misterioso.

L’apertura di stagione

Non è affidata a una novità ma a un grande successo del 2023, con cui l’Elfo ha celebrato mezzo secolo di storia teatrale: Re Lear (22 ottobre/17 novembre), una vetta conquistata grazie a una lunga frequentazione di Shakespeare, frutto di un lavoro di scavo nell’essenza del testo che Ferdinando Bruni e Francesco Frongia hanno portato in scena partendo dalla traduzione e affidando a Elio De Capitani il ruolo del tormentato re.

Collaborazioni con artisti, gruppi e coproduttori sono la linfa che nutre le stagioni, danno senso al nostro progetto teatrale tanto più quando si sviluppano nel corso degli anni. Anche nel 2025 l’Elfo è al fianco di Invisibile Kollettivo (Nicola Bortolotti, Lorenzo Fontana, Alessandro Mor, Franca Penone, Elena Russo Arman) insieme al Teatro Stabile di Brescia, per una novità che parte da un classico come Il teatro comico di Goldoni (18 marzo/13 aprile), riscritto e attualizzato da Valentina Diana. In scena una compagnia di oggi alle prese con prove, entusiasmi, paure, ripicche.


Continuativa è anche la collaborazione con le accademie teatrali per rafforzare l’impegno verso gli artisti di domani: L’isola di Arturo, dal romanzo della Morante (14/26 gennaio), viene messo in scena da Andrea Lucchetta (già presente all’Elfo nella scorsa stagione con Shame culture) e prodotto con l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, come anche L’ereditiera (19 febbraio/2 marzo) diretto da Fabio Faliero. A fine stagione torna all’Elfo anche la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi (con cui avevamo condiviso nel 2023 il progetto Elfo50), in questa occasione per presentare la rassegna Teste inedite.


Sul fronte delle ospitalità la stagione è più che mai articolata e ricca, segnata da un attesissimo debutto, quello di Alessandro Bergonzoni, che presenta all’Elfo il nuovo spettacolo, dal titolo ancora in via di definizione (19 novembre/1 dicembre).


Novità altrettanto imperdibili sono proposte dalla regista Giorgina Pi, in arrivo con Roberto Zucco di Koltès (12/17 novembre), da Arturo Cirillo con Don Giovanni (3/8 dicembre) e da Filippo Dini con I parenti terribili di Cocteau (7/12 gennaio). Tra gli artisti più amati dal pubblico milanese si segnala il ritorno dell’immancabile duo Rezza/Mastrella, che ripropone il cult Fratto X (il 31 dicembre con una serata speciale che prevede un’asta ‘al buio’), di Giuliana Musso con due spettacoli, La scimmia e Dentro. Una storia vera, se volete (11/16 febbraio) e di Ottavia Piccolo con Matteotti (anatomia di un fascismo) di Stefano Massini, uno spettacolo più che mai necessario. E tornano all’Elfo gruppi che hanno segnato la storia teatrale di questi decenni come il Teatro delle Albe con la novità Lettere a Bernini, nell’interpretazione di Marco Cacciola (4/9 febbraio) e Teatrino Giullare con Alla meta di Thomas Bernhard (4/9 febbraio).


Due protagoniste della scena comica italiana sono in arrivo sui nostri palchi: Caterina Guzzanti che riflette sulla coppia con sguardo femminile con il suo testo Secondo lei e Marina Massironi che, con Gianfelice Imparato e Valerio Santoro, propone Il malloppo (11/16 marzo), dark comedy di Joe Orton dai toni farseschi e dall’ironia dissacrante. C’è uno spazio per la comicità anche in apertura di stagione: Alice Redini e Loris Fabiani sono i protagonisti dell’imprevedibile stanD-UO comedy Alice & Loris (15/20 ottobre). È uno scontro, una lotta all’interno della coppia, ma di tutt’altro segno, anche quello proposto da Alessandro Federico in Stitching, testo di Anthony Neilson (22 /27 ottobre). Mentre nasce invece dall’incontro artistico tra la musica live di Ivo Parlati e il mondo creativo di Nadia Baldi Rumore di fondo (14/18 aprile), protagonista Gea Martire.


Ampio spazio a Eco di fondo, compagnia in residenza artistica all’Elfo Puccini, capace coinvolgere una comunità di pubblico ogni anno sempre più numerosa e variegata. Nella prossima stagione il gruppo è in scena con Pigmalione (2/4 aprile), con Fiabe per anime ribelli, per adulti e bambini (20 novembre/8 dicembre) e propone alle scuole la terza edizione del progetto Immersioni teatrali per cittadini consapevoli, di cui è ideatore, per riflettere a tutto campo sulle tensioni che attraversano il mondo dei più giovani, discriminazione, bullismo e cyberbullismo.


Vera e propria vetrina dedicata alle proposte dei gruppi giovani o indipendenti e ‘fuori dal coro’, che lavorano per il rinnovamento di una drammaturgia teatrale che rappresenti in diverse forme il mondo di oggi, la rassegna Nuove Storie, curata da Francesco Frongia, da quest’anno non viene programmata nel consueto periodo primaverile, ma articolata nella programmazione dell’intera stagione. Abbandona anche la dedica a un tema portante, per concentrarsi sulla ricerca e la valorizzazione dei talenti e delle proposte. A Frigoproduzioni è dedicata una personale (8/13 aprile), che include Socialmente e Tropicana, ed anche a Les Moustaches (13/18 maggio), gruppo applaudito dal pubblico e dalla critica più attenta, che ripropone La difficilissima storia della vita di Ciccio Speranza e il nuovo I cuori battono nelle uova. In programma, inoltre, Usine Baug con Ilva football club (10/15 dicembre), Balivio/Dammacco con La morte ovvero il pranzo della domenica (28 gennaio/2 febbraio), Aleksandros Memetaj in Albania, casa mia (11/16 febbraio), Putéca Celiònia con la riscrittura di Giorni felici ambientata al Rione Sanità ovvero Felicissima jurnata (4/9 marzo), Maria Vittoria Bellingeri che dirige La furia delle sirenette (1/6 aprile), Kronoteatro e Francesca Sarteanesi co-autori di Un po’ meno fantasma (18/23 febbraio).


I focus e le ‘personali’, che costellano le nostre stagioni, favoriscono la costruzione e il coinvolgimento di un pubblico competente e attivo. Quest’anno torna anche Generazione disagio (16/20 dicembre), a dieci anni esatti dal debutto all’Elfo, con lo spettacolo che li aveva lanciati Dopodiché stasera mi butto e con il recente Capitalism* un problema che riguarda tutt*.


Non sono solo le novità che rendono vitale il nostro progetto culturale. Nella convinzione che ci sia sempre un nuovo pubblico da incuriosire e intercettare, che ci siano sempre giovani spettatrici e spettatori che scoprono per la prima volta il teatro, riproponiamo con convinzione il repertorio più interessante e gli spettacoli che mettono sotto ai riflettori temi pregnanti. Una scelta che interessa sia le produzioni ‘made in Elfo’ che le compagnie che ospitiamo. Torna dunque in scena Dedalo e Icaro di Tindaro Granata, spettacolo del Teatro dell’Elfo e di Eco di Fondo (20 novembre/8 dicembre) dedicato al delicato tema dell’autismo, Tutto quello che volevo di Cinzia Spanò, un successo che approda sul palco della sala Shakespeare (11/15 dicembre), In quelle tenebre regia Rosario Tedesco per il Giorno della Memoria, Peter PⒶnk di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia (12/30 marzo) con Corinna Agustoni, Maria Caggianelli Villani, Luca Toracca e la ciurma di Moby Dick alla prova, capitanata da Elio De Capitani, in scena il 7 marzo al Teatro Civico di Rho e impegnata in tour.


Da vedere o rivedere anche alcuni importanti spettacoli già passati nelle stagioni di altri teatri milanesi, a partire da Re Lear è morto a Mosca di César Brie (3/15 giugno), coproduzione con Isola del teatro e Campo Teatrale dove aveva debuttato. In arrivo anche Le supplici per la regia Serena Sinigaglia (18/23 marzo), La ferocia di VicoQuartoMazzini dal romanzo di Nicola Lagioia (8/13 aprile), Ausmerzen, vite indegne di essere vissute diretto da Renato Sarti (6/11 maggio). E ancora Love-lies-bleeding (11/16 marzo) di Phoebe Zeitgeist e Psycho killer di Corrado Accordino (10/15 dicembre). Per il terzo anno consecutivo ospitiamo il progetto di teatro partecipato firmato da Marta Marangoni (The Mary Shelley picture show 12/13 giugno) che coinvolge 80 cittadinə di diversa età, abilità, provenienza, genere e possibilità.


In coincidenza con il mese del Pride tornano in scena due monologhi che avevano commosso ed emozionato alcuni anni fa: Road Movie di Godfrey Hamilton (4/20 giugno), affidato al talento di Angelo Di Genio, e Il martedì al Monoprix di Emmanuel Darley (9/20 giugno), che Enzo Curcurù aveva presentato a Nuove storie. Mentre nelle sale più grandi arrivano Le troiane, la guerra e i maschi di Marcela Serli (16/19 giugno) e Il giardino delle ciliegie, spettacolo cult delle Nina’s Drag Queens (17/20 giugno).


Dalla fine torniamo all’inizio della stagione che all’Elfo Puccini da sempre è dedicato alla danza con gli appuntamenti nazionali e internazionali di MilanOltre (24 settembre/17 ottobre). Nel 2024 il festival giunge alla sua 38º edizione e completa il triennio intitolato 1986 > 2024 Back to the future. Anche quest’anno è preceduto dal Premio Hystrio e per il terzo anno dal Festival Hystrio.


Un’attenzione speciale quest’anno è dedicata al pubblico dei più piccoli e ai loro genitori con quattro titoli davvero unici. Due di questi sono ormai dei ‘classici’, ideati da Elena Russo Arman: Shakespeare a merenda (16/17 novembre e 1/2 marzo) da quest’anno affidato all’interpretazione di Maria Caggianelli Villani e Leonardo, che genio! (9/12, 18/19, 25/26 gennaio) spettacolo pop-up che vede invece in scena l’autrice e demiurga dello splendido libro-scenografia. Il terzo è Rumori nascosti (27 /31 dicembre), una fiaba, un abito-storia, una casa di bambola di Emanuela Dall’Aglio, mentre il quarto l’applaudito O.Z. storia di un’emigrazione di Eco di fondo (6 aprile).

Si rinnova la collaborazione con il bistrOlinda, partner dell’Elfo Puccini dalla sua nascita, che diventa anche spazio scenico per le cene-spettacolo de Il menu della poesia. Infine tra le tante collaborazioni e le iniziative che ci vedono al fianco di associazioni, onlus e fondazioni, vorremmo citarne almeno una: Comunicare senza barriere, progetto promosso da Associazione Lombarda Famiglie Audiolesi (ALFA) e finanziato da Regione Lombardia, ci dà la possibilità di offrire al pubblico e alle persone sorde e ipoacusiche una tecnologia avanzata e strumenti per una piena inclusione e fruizione di numerosi spettacoli in stagione.

 

Nel corso degli anni, l’Elfo ha potuto contare sul supporto attivo del proprio pubblico. Grazie a questo consenso, è nato a fine 2023 il progetto TRIBUS, il primo club del Teatro dell’Elfo, aperto a tutti coloro che credono nel valore dello spettacolo dal vivo, come presidio di cultura e di identità.

Tribus vuole riunire i suoi sostenitori con uno speciale programma di membership che offre anche la possibilità di usufruire dell’agevolazione fiscale di Art Bonus e molto altro!

È molto più di una community, è una comunità di persone, è una tribù. 

Spettacolo: Per te