David Larible, giocoliere di emozioni, al Menotti di Milano con “Il clown dei clown”

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Valentina Clemente

Il Clown dei Clown David Larible al Teatro Menotti - orizzontale

"Interpretare un clown significa mettere a nudo me stesso. Il clown non interpreta un ruolo: è il ruolo": David Larible racconta così il personaggio che porta sui palchi di tutto il mondo, da sempre. Passione e scelta naturale (la sua famiglia è circense da sette generazioni) che, sapientemente, ha saputo accogliere e crescere negli anni. Un'arte che porterà al Teatro Menotti di Milano, dal 26 al 30 gennaio. Abbiamo chiacchierato un po' con Larible: ecco cosa ci ha raccontato

Ha una voce pacata David Larible. Ma ciò che mi rimane più impresso della sua voce e delle sue parole, è che dà un valore a ciò che dice, e come lo dice. Rispetta respiri e tempi. E ascolta. Attentamente. Di lui so che è conosciuto in tutto il mondo per la sua arte circense, che quando sale sul palco trova sempre una platea diversa ed è costantemente sotto esame. Quando pronuncio la parola "esame" mi blocco per qualche istante e dico: è troppo forte come termine, vero? E lui: "No, assolutamente. Per me salire sul palco e portare il mio clown in scena è un esame perenne. Hai mille possibilità di avere un riscontro positivo ma altrettante chance di fallire. Il clown è preparato, non si smette mai di studiare ma soprattutto non conta la fama e il successo che ti precedono: è fondamentale migliorare sempre. E poi, il clown gioca a carte scoperte e non bluffa, mai".

"Il clown è sgraziato ma ha una sua armonia, che solo la danza può insegnare"

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Un'arte, quella circense, in cui serve studio, disciplina, attenzione. Che si può apprendere anche in altre arti, come la danza: “Un clown ha movimenti buffi e sgraziati, ma deve avere armonia, che solo la danza ti può dare”, dice Larible, "e lo ricordo sempre anche ai miei studenti: dovete studiare danza classica, è molto importante".  Un processo creativo spontaneo, che prende ispirazione dalla quotidianità: "Il mio clown è un osservatore, che si guarda intorno. Magari mi capita di trovarmi al tavolo di un bistrot parigino e incrociare lo sguardo di un signore anziano, che si muove in un modo strano. Ecco: io traggo immagini e idee da ciò che incontro casualmente e le trasformo nel linguaggio del clown. Che, se guardi e ascolti bene, comunica senza parlare. Il suo segreto? Avere capacità di ascoltare e osservare".

"Se mai non mi dovessi più emozionare non salirei più sul palco"

"Sul palco interpreto delle situazioni, sempre mantenendo il mio personaggio, nato spontaneamente e cresciuto con me. Per me il clown è come una margherita di campo: nasce spontaneamente ma, quando accade, è un fiore bellissimo e profumatissimo", dice David Larible. 

Il palco porta sempre tante emozioni, gli dico. Ma allo stesso tempo lei va in scena in tutto il mondo da tantissimi anni. Riesce ad emozionarsi ancora? - chiedo. "Se non mi emozionassi più lascerei immediatamente. Senza l'emozione non esiste nulla e io non potrei fare quello che faccio. Mai. E poi ricorda: il clown è sincero, è un bugiardo che dice sempre la verità. E le emozioni sono lo specchio della nostra verità".

Lo spettacolo "Il clown dei clown" al Teatro Menotti di Milano dal 26 al 30 gennaio

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Poetico ed esilarante, malinconico e dirompente, col suo personaggio ispirato al Monello di Chaplin David Larible conquista il pubblico grazie alla magia della sua comicità. "Il clown dei clown" è il racconto di un uomo delle pulizie che sogna di diventare clown, e ci riesce. Arriva in punta di piedi, lo sguardo distratto, le mani in tasca, ma pochi gesti trasformano il suo incedere in una valanga di divertimento. Tenuto a bada dal cerimoniere Andrea Ginestra, Larible propone uno stile di clownerie unico al mondo, con brani musicali eseguiti con sei strumenti e in dieci lingue, accompagnato al pianoforte dal maestro Mattia Gregorio. Nelle sue gag gioca con i grandi miti classici dell’italianità: la prima ballerina, l’opera lirica, la musica classica, con brani tratti da Mascagni e Leoncavallo. Uno stile inconfondibile che attinge dalla tradizione circense del clown Augusto e s’incontra con Fellini, passando per la Commedia dell’Arte, che lo rendono un ambasciatore nel mondo della cultura italiana.

Chi è David Larible

David Larible è forse l’unico comico vivente in grado di esibirsi sia in piccole sale teatrali che al Madison Square Garden di New York, dove è stato visto da oltre 120.000 persone in un solo week end. Ha lavorato per dodici anni da solista negli Stati Uniti come star del Circo Barnum, il più grande spettacolo circense del mondo, allestito su tre piste. Definito dalla stampa “il Clown dei Clown”, suoi grandi ammiratori sono Francis F. Coppola, Richard Gere, Danny de Vito, Tom Cruise, Steven Spielberg, Leonardo di Caprio e Sandra Bullock. Woody Allen lo ha preteso per un suo Gala e Jerry Lewis ha voluto esibirsi con lui in uno sketch televisivo nella versione originale e leggendaria del suo Telethon. Julia Roberts ha voluto che David comparisse nelle riprese di Ocean’s Eleven. Ha ricevuto dalle mani del Principe Ranieri di Monaco l’ambito Clown d’Oro, il riconoscimento più alto per qualsiasi artista circense. E anche da noi vanta estimatori d’eccezione come Francesco De Gregori e Nicola Piovani che dichiarò di avere incontrato pochi artisti grandi come lui.

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