Milano, Inferno 2021 in scena al Teatro Menotti fino al 3 ottobre

Spettacolo
nogravity

Rappresentata per la prima volta nel 2005, l'opera di Emiliano Pellisari e Mariana/P si spinge ancora più oltre nella propria sfida ai limiti del corpo umano

Dal 23 settembre al 3 ottobre al Teatro Menotti è in scena No Gravity, una creazione di Emiliano Pellisari che, insieme alla coreografa e music designer Mariana/P, ha estremizzato la sua sfida alla gravità e ai limiti del corpo umano: in questa versione 2021 di una rappresentazione che esiste già dal 2006, i due autori si sono abbandonati al puro piacere dell’arte coreografica scatenando l’immaginazione sul corpo umano che è violentato dalla forza cinetica, fasciato da tessuti bagnati, bendato da corde e stracci, schiacciato a terra e contemporaneamente appeso in aria. 

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Mariana/P è la music designer della compagnia. La musica dello spettacolo è rigorosamente elettronica contemporanea con autori raffinati come Alva Noto, e autori più Pop come Kraftwerk o i Prodigy. Ci sono poi alcuni innesti di musica contemporanea classica con autori come Scelsi, Meredith Monk e altri. Non mancano le sonorità world ideate in studio con musicisti, attori che recitano e ingegneri del suono che ricreano atmosfere ultramondane dove l’energia e il ritmo incalzante si intervallano con la calma e la meditazione dei momenti poetici.

 

Nel comunicato stampa vengono rievocate le prime edizioni dell'opera che viene portata in scena con continuità dal 2005:  “Alla prima occasione attraversai l’Italia e vidi “Inferno” tutto intero al Teatro Comunale di Monfalcone. Il pubblico assisteva sbalordito ed entusiasta. Emiliano era tranquillo. La sua artigianalità spaziava dalle complicate scelte artistiche alla comunicazione, al budget, ai conti, al service dell’audio e delle luci. Difficile incontrare una persona che, guidando personalmente il camion con le scene e condividendo la vita dei suoi ballerini, fosse allo stesso tempo un creatore di straordinario talento, visionario al punto di riuscire a ricreare senza ricorrere al linguaggio la poesia dell’opera dantesca”, dice Lucia Bocca Montefoschi, attuale direttore artistico del Teatro Olimpico.

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