Pitti Uomo 2022, perché esserci è fondamentale

Spettacolo

Nicoletta Di Feo

Nonostante le defezioni di Brunello Cucinelli e Ann Demeulemeester, la moda maschile è protagonista alla Fortezza da Basso. Fino al 13 gennaio va in scena l’edizione 101 di Pitti Uomo. Talk, presentazioni e rigide regole per garantire la sicurezza

 

La moda uomo riparte da Firenze. Omicron con la conseguente impennata di contagi fa paura, ma Pitti sfodera il suo coraggio e presenta il meglio delle tendenze per il prossimo autunno-inverno. C’è chi la chiama incoscienza e chi per prudenza ha deciso di saltare l’edizione invernale, come Brunello Cucinelli – simbolo della manifestazione, o Ann Demelemeester - il cui evento è stato posticipato all’edizione di giugno. Ma in Fortezza da Basso, fanno sapere dall’organizzazione, le misure di sicurezza sono la priorità e tutto è stato pensato per permettere di lavorare in totale serenità: green pass rafforzato, distanziamento, e per chi ne avesse necessità, postazioni disponibili per tamponi rapidi.

Misure di sicurezza, priorità è lavorare con serenità

Misure scritte nero su bianco, come evidenzia l’hashtag #safewithpitti. Per accedere ai saloni sarà infatti necessario seguire 5 regole:

1.     Obbligo di registrazione e acquisto di biglietti on-line pre salone.

2.    Accesso consentito solo mostrando Green Pass Rafforzato e con rilevamento della temperatura.

3.    Obbligo di indossare mascherine FFP2, limiti alla capienza dei padiglioni con monitoraggio anti-assembramento, sanificazione quotidiana, dispenser gel igienizzante.

4.    Accesso alle aree di ristorazione al chiuso solo con Green Pass Rafforzato. Divieto di somministrare cibo e bevande al di fuori delle aree deputate e strutturate per tale servizio.

5.    Hub tamponi rapidi a disposizioni dei visitatori in collaborazione con Croce Rossa Italiana.

 

Come per dire: la moda ha il diritto di potersi mostrare e lo può fare in sicurezza.

 

“Siamo pronti a dare il nostro contributo alla ripresa della moda italiana e del commercio internazionale”, dice Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine. “Tutta la struttura di Pitti Immagine ha lavorato per aprire il salone in completa sicurezza - un'attenzione che è stata molto apprezzata dai visitatori la scorsa estate, soprattutto da chi veniva dall'estero, un vero e proprio fattore competitivo in questa fase - e con un formato espositivo rinnovato ma sempre disegnato sulle stesse caratteristiche di selezione, curatela e impatto comunicativo che, insieme al programma degli eventi speciali, hanno reso Pitti Uomo il punto di riferimento mondiale della moda e del lifestyle maschile. Perciò attribuiamo anche un valore simbolico a questa edizione 101. Le aziende hanno risposto con entusiasmo, non nascondono le difficoltà ma al tempo stesso esprimono una grande energia, una ferma volontà di tornare a rappresentarsi con le loro migliori qualità. Abbiamo numeri in chiara crescita rispetto all'ultima edizione, sia sul fronte degli espositori sia su quello dei compratori, dall'Italia, dall'Europa e dal Medio Oriente.”

 

Il settore è infatti in ripresa. Il 2021 si è chiuso con cifre incoraggianti con la moda maschile che ha realizzato un salto dell'export del 16,4 per cento da gennaio a luglio. Dopo un 2020 che ha segnato un calo del 19,5%, nell’ultimo anno il menswear è tornato in area positiva, nonostante sia ancora al di sotto dei risultati pre-pandemia.

Ma veniamo alla sostanza. Quella fatta dei 540 brand, di cui 151 in arrivo dall’estero, che fino al 13 gennaio animeranno gli storici spazi della Fortezza da Basso. Non siamo ai numeri pre-Covid, ma comunque il doppio della manifestazione dello scorso luglio. Tutti i marchi fisicamente in Fortezza sono poi anche presenti sulla piattaforma digitale Pitti Connect, mentre 37 partecipano a Pitti Uomo solo in digitale.

Tre grandi sezioni ed un unico tema: Pitti Reflections

Un percorso diviso in tre macro aree per raccontare le diverse anime del menswear del nostro tempo: Fantastic Classic, Dynamic Attitude e Superstyling, più lo speciale progetto espositivo dedicato al menswear responsabile S|Style sustainable style, brand frutto di uno scouting tra giovani designer che creano e producono seguendo criteri di eco-responsabilità.

Tre sezioni ma un unico tema: “Pitti Reflections”. Reflections come specchi, riflessioni esteriori ed interiori. “Finestre che si aprono”, spiega Agostino Poletto, direttore generale di Pitti Immagine, “squarci che portano dentro e fanno guardare lontano, rimandi che vanno oltre quello che ci si aspetta per rappresentare un nuovo inizio, proprio come Pitti Uomo  101".

Dal casual al sartoriale, se vogliamo sapere come si vestirà l’uomo nell’anno appena iniziato dobbiamo quindi fare un giro in Fortezza. Un Salone certamente meno spettacolare di quelli dei tempi pre-pandemia, ma molto concreto. Fil rouge delle proposte la sostenibilità. Dalle tinture eco-friendly, ai filati che nascono dal mare, dal nylon ricavato dagli scarti di produzione ai patchwork di vecchi tessuti. La svolta green intrapresa dalla moda ormai da qualche anno prosegue a ritmo sostenuto diventando una vera e propria mission. Come a dire: chi non è sostenibile non ha più spazio. Lo chiedono i consumatori, sempre più attenti ai temi ambientali, lo vogliono di fatto le aziende. A dimostrarlo lo spazio S|Style sustainable style, il progetto speciale che presenta dieci brand internazionali eco-responsabili.

 

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