"Roberto Bolle and Friends", il gala delle stelle della danza incanta l'Arena di Verona

Spettacolo

Valentina Clemente

Foto di Andrej Uspenski

 

Dopo uno stop di due anni a causa del Covid, l'étoile torna su uno dei palchi più amati. Nella prima serata applausi interminabili per lui e per i danzatori che ha scelto di avere accanto, provenienti dalle più importanti compagnie di tutto il mondo. Questa sera il secondo appuntamento, rigorosamente sold out

L’ultimo spettacolo a Verona nel luglio del 2019, poi lo stop dovuto alla pandemia. Ma alla fine, a più di 700 giorni di distanza, Roberto Bolle è tornato all’Arena di Verona, palco a lui molto caro, per portare la sua danza, che tanto era mancata al pubblico presente, che non si è trattenuto dal dimostrare all’étoile tutto l’affetto e l’amore con applausi fortissimi in ogni momento dello spettacolo. Uno show che abbraccia tutti gli stili della danza e vede protagonisti, per due serate da tutto esaurito, alcuni dei migliori ballerini nazionali ed internazionali.

Dal classico al contemporaneo, con uno sguardo al futuro

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Uno spettacolo che si apre con una riflessione sull’ultimo, difficilissimo periodo vissuto da tutti noi, con una particolare attenzione all’assenza di danza, che ha portato tanto dolore: è lo stesso Roberto Bolle che, attraverso le sue parole e le sue delicate movenze, ricorda come l’arte sia fondamentale, sempre di più e soprattutto dopo uno spazio temporale che ne ha visto la totale mancanza.

 

Roberto Bolle cita Isadora Duncan e poi lascia spazio alla danza dei suoi friends: la prima coreografia è il Pas de Trois tratto da "Il Corsaro", danzato da Maia Makhateli, Bakhtiyar Adamzhan, Nicola Del Freo. Poi "Thaïs Pas de deux", balletto di Roland Petit con Agnese Di Clemente e lo stesso Roberto Bolle, a cui segue il Pas de Deux dal terzo atto de "Il lago dei Cigni", con gli splendidi Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko. Bolle torna sul palco insieme a Virna Toppi per "L’Altro Casanova Pas de deux", poi Valentine Colasante e Paul Marque per "Grand Pas Classique". Applausi fortissimi (come del resto le emozioni) con "Canon in D Major", con la coreografia di Jiři Bubeníček e Timofej Andrijashenko, Roberto Bolle, Nicola Del Freo sul palco.  Poi, un altro spazio dedicato al repertorio classico, con il Pas de Deux dal terzo atto di "Don Chisciotte", danzato da Liudmila Konovalova e Bakhtiyar Adamzhan. 

Il finale e l'emozione di "essere tornati"

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Il finale è per “Dorian Gray”, danza di Roberto Bolle che guarda al futuro e unisce la tecnica alle nuove tecnologie: l’étoile, accompagnato dall’arrangiatore e violinista Alessandro Quarta, interpreta la coreografia di Massimiliano Volpini che, in questi anni, non ha mai smesso di emozionare il pubblico, entusiasta di poter - finalmente - riabbracciare Roberto Bolle e tutti i suoi friends.

Un'Arena sold out per entrambe le date, 2 e 3 agosto, anche se le misure anti-Covid impongono la presenza di seimila spettatori a fronte di una capienza pre-pandemia di 13.500 persone. Nonostante tutto, l'energia del pubblico, a cui tanto erano mancate queste emozioni, si è sentita. Ed era fortissima. Come il sorriso di Bolle e di tutti i danzatori sul palco insieme a lui, felicissimi di essere tornati sul palco dell'Arena di Verona.

 

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