Spoleto, Franceschini sul Festival dei Due Mondi: "Musica e arte devono tornare in piazza"

Spettacolo

Presentata la Sessantaquattresima edizione con il Ministro della Cultura Dario Franceschini e la Direttrice Artistica Monique Veaute. 60 spettacoli ed eventi di Musica, Opera, Danza, Teatro, Arte, dal 25 giugno all'11 luglio 2021.

Ad aprire la conferenza di presentazione ufficiale del Festival dei Due Mondi di Spoleto è stato Dario Franceschini, il Ministro, dopo aver fatto un in bocca al lupo alla direttrice Monique Veaute ed essersi complimentato per la ricchezza del programma di quest’anno che nonostante la pandemia conferma l'eccellenza e la straordinaria professionalità di tutti coloro che lo hanno reso possibile, ha confermato il suo impegno affinché si arrivi all'atteso momento, quello delle riaperture. Queste le sue parole: "Stiamo lavorando da giorni con i rappresentanti delle categorie ed esercenti, la prossima settimana al Cts porteremo proposte concrete. Le regole già consentono la riapertura in zona gialla, stiamo immaginando condizioni di sicurezza ulteriori che consentano di aumentare le presenze anche per gli spettacoli all'aperto di cui l'Italia è ricchissima. Musica e arte devono tornare a riempire le piazze".

approfondimento

Riaperture dello spettacolo, a breve nuovi protocolli

Dopo l'intervento del Ministro, la direttrice artistica Monique Veaute presenta il programma raccontando lo spirito di questa edizione a suo modo unica, per via dell'emergenza sanitaria tuttora in corso. La pandemia (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI) non spegne l'entusiasmo e alimenta la voglia di tornare alla normalità. "Per me è stata una fantastica scoperta, anche per il rapporto tra il Festival e i cittadini. Sono stata accolta in modo meraviglioso, tutti vogliono aprire le proprie case agli artisti quando saranno in città". Un altro aspetto importante che la direttrice ha voluto sottolineare è il legame tra il patrimonio e la contemporaneità, "un connubio che funziona perfettamente e rappresenta un modello da seguire". 

la magia dell'arte trasforma la città in palcoscenico

Ideato da Gian Carlo Menotti nel 1958, il Festival delle arti performative più antico d'Italiatrasforma ancora una volta la città in palcoscenico. La missione fondante rimane senza tempo, così come l’atmosfera del luogo che per tre settimane mescola la realtà con la finzione, la quotidianità con la magia del teatro, gli artisti con gli spettatori: 60 spettacoli, tutti in prima italiana, con più di 500 artisti da 13 paesi in 15 sedi sono i numeri di una proposta interdisciplinare che dal 25 giugno all’11 luglio mette in relazione Musica, Opera, Danza, Teatro, Arte attraverso la creatività dei migliori artisti e delle migliori compagnie internazionali. Gli appuntamenti si susseguono da mattina a sera, in una combinazione di generi e forme che permette al pubblico di scoprire l’inatteso. Gli spettacoli e gli incontri con gli artisti, gli appuntamenti collaterali, gli approfondimenti, i dibattiti scrivono il racconto della nostra contemporaneità, svelano il volto della nostra società e ci restituiscono la complessità del nostro vivere affrontandone i grandi temi: la Rai presenta a Spoleto il primo Festival per il sociale, la sostenibilità ambientale ed economica sono al centro del dibattito culturale, e della nuova organizzazione del Festival, così come la coesione e l’inclusione, il ruolo delle donne, quello delle nuove generazioni e il valore della memoria. Dante, Stravinskij, Strehler, Pina Bausch così come i grandi classici sono il ponte tra passato e futuro, proiettati in avanti dalla visione artistica dei grandi nomi che compongono il cartellone: da Iván Fisher ad Antonio Pappano, dalla Budapest Festival Orchestra all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, da Mourad Merzouki ad Angelin Preljocaj, da Francesco Tristano a Brad Mehldau, da Flora Détraz a Jonas&Lander, da Liv Ferracchiati a Alan Lucien Øyen, dai contributi di Romeo Castellucci, Robert Lepage, Lucia Ronchetti, così come dalle residenze sperimentali a cura di La MaMa Spoleto Open o dell’Accademia Silvio d’Amico. L’artista Daniel Buren firma il Manifesto della 64° Edizione mentre le mostre a Palazzo Collicola e in città completano la proposta d’arte. Sullo sfondo, gli approfondimenti culturali di Fondazione Carla Fendi, i concerti da Casa Menotti e i numerosi appuntamenti collaterali sono finestre sul nostro tempo e sui meravigliosi luoghi della città.

il ritorno alla socialità in assoluta sicurezza

Il 64° Festival dei Due Mondi segna il ritorno alla socialità in assoluta sicurezza e affianca alla proposta dal vivo, offline, anche un calendario di appuntamenti online sul Digital Stage, per permettere di assistere agli spettacoli già programmati che non possono andare in scena per le limitazioni ancora imposte dall’emergenza sanitaria. Un festival che torna a dialogare con il territorio e le realtà che lo animano facendosene promotore, un festival che torna a far dialogare il pubblico e le persone, creando nuove occasioni di incontro.

 

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