E' morto a 98 anni lo stilista Pierre Cardin: ha rinnovato e rivoluzionato la moda

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Lo ha annunciato la famiglia all'AFP. Era nato in Italia, in provincia di Treviso, ma si era trasferito in Francia fin da bambino

Figlio di immigrati italiani è morto a 98 anni lo stilista italo-francese Pierre Cardin: lo ha annunciato la famiglia all'AFP (L'omaggio di Sky Arte al genio di Pierre Cardin). Nato a Sant'Andrea di Barbarana (Treviso) nel 1922, nome all'anagrafe Pietro Costante Cardin, aveva vissuto in Francia sin dall'infanzia. Con il suo stile unico e decisamente avanguardistico ha scritto una pagina importante della storia della moda, sapendo ribaltare canoni estetici e stili. 

Primo sarto della maison Christian Dior 

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Pierre Cardin, una vita dedicata alla moda. FOTO

Lo stilista italiano nato in una frazione del comune di San Biagio di Callalta, in provincia di Treviso, ma cresciuto in Francia, paese dove mosse i primi passi nella moda e crebbe, fino a diventare uno tra i più importanti couturier della seconda metà del Novecento, fu un gigante della moda e del design. Nato da una famiglia di facoltosi agricoltori, finiti in povertà dopo la prima guerra mondiale, era rimasto sempre in Italia. Forse tra tutti i couturier del secolo scorso, nati in Italia e cresciuti in Francia, Cardin è stato quello che ha rappresentato al meglio quel mix di stile tra Italia e Francia, motivo determinante del suo successo.  La povertà della sua famiglia gli diede una grande motivazione per la ricerca del riscatto e spinse infatti i suoi genitori a trasferirsi in Francia nel 1924 quando aveva solo due anni. E a soli 14 anni nel 1936, il giovane Pierre, il cui nome italiano, Pietro, era stato francesizzato, cominciò l'apprendistato da un sarto a Saint-Etienne. Dopo una breve esperienza da Manby, sarto a Vichy,  nel 1945 giunse a Parigi lavorando prima da Jeanne Paquin e poi da Elsa Schiaparelli. Primo sarto della maison Christian Dior durante la sua apertura nel 1947 (dopo essere stato rifiutato da Cristobal Balenciaga) fu partecipe del successo del maestro che inventò il New Look.

Lo stile futurista e la sua casa di moda

Nel 1950  fondò la sua casa di moda, e divenne celebre per il suo stile futurista, ispirato alle prime imprese dell'uomo nello spazio. Preferiva tagli geometrici spesso ignorando le forme femminili. Amava lo stile unisex e la sperimentazione di linee nuove. Nel 1954 introdusse il bubble dress, l'abito a bolle. Cardin è stato un antesignano anche nella scelta di nuovi mercati e nel firmare  nuove licenze. Nel '59 fu il primo stilista ad aprire in Giappone un negozio d'alta moda. Sempre in quell'anno fu espulso dalla Chambre Syndacale francese, per aver lanciato per primo a Parigi una collezione confezionata per i grandi magazzini Printemps. Ma fu presto reintegrato. Tuttavia, Cardin è stato membro della Chambre Syndicale de la Haute Couture et du Pret-a'-Porter e della Maison du Haute Couture dal 1953 e si dimise dalla Chambre Syndacale nel 1966. Le sue collezioni  dal 1971 sono state mostrate nella sua sede, l'Espace Cardin, a Parigi, prima di allora nel Teatro degli Ambasciatori, vicino all'Ambasciata americana, uno spazio che il couturier ha utilizzato anche per promuovere nuovi talenti artistici, come teatranti o musicisti. Come molti altri stilisti Cardin decise nel 1994 di mostrare la sua collezione solo ad un ristretto gruppo di clienti selezionati e giornalisti. Nel 1971 Cardin venne affiancato nella creazione d'abiti dal collega André Oliver, che nel 1987 si assunse la responsabilità delle collezioni d'alta moda, fino alla sua morte nel 1993. Lo stilista amava la mondanità il mondo del jet set, così nel 1981 acquistò i celebri ristoranti parigini Maxim's. In breve tempo aprì filiali a New York, Londra e a Pechino nel 1983 e vi affiancò una catena di hotel. Tra le licenze della linea Maxim's c'era anche un'acqua minerale che veniva prelevata ed imbottigliata a Graviserri nel comune di Pratovecchio Stia, provincia di Arezzo. 

Il docu-film sulla sua vita su Sky Arte

Anche un docu-film sulla vita di Cardin presentato al Festival del cinema di Venezia nel 2019: House of Cardin di P. David Ebersole, Todd Hughes. Un viaggio che esplora in ogni aspetto quello che molti definiscono l'Enigma Cardin, vista la riservatezza dell'uomo, e la capacità dell'artista e uomo d'affari di creare un impero, dal valore che ha superato un miliardo di dollari, innovando nello stile, legando il suo nome a centinaia di prodotti e con una capacità senza uguali di esportare haute couture all'estero. "Tutto è cominciato con 200mila cappotti rossi venduti negli Usa" rivelava nel biopic, mostrando i capi con cui era riuscito ad affermarsi sui mercati sovietico e cinese già dagli anni '70. Cardin "è un imperatore totale" dice nel film Jean-Paul Gautier, intervistato fra gli altri, con Sharon Stone, Naomi Campelle, Philippe Starck. Sempre nel docufilm che andrà in onda su Sky Arte alle 21.15 di questa sera 29 dicembre, la moda e la vita privata, come i grandi amori con André Oliver (morto nel 1993 di Aids) e Jeanne Moreau.

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