Amelia, la fuga dalla realtà in un Mare Rosso: il VIDEO

Spettacolo

Il brano, uscito per l’etichetta romana Rumore di Zona e distribuito da The Orchard con la produzione artistica di Marta Venturini, affonda le sue radici nel rock sporco e sanguigno degli anni Novanta, rimanendo con un occhio puntato sulla contemporaneita e sulle ultime produzioni del panorama pop internazionale. Il video è introdotto da un testo originale dell'artista

Sono un cantautore nato e cresciuto in Abruzzo. La mia vita musicale inizia a

16 anni, tra i banchi di scuola, quando sognavo di diventare una rockstar

imitando i grandi del passato. È sempre in quegli anni che ho sviluppato anche

una passione per la poesia. In età più matura ho semplicemente unito le due

passioni per arrivare a scrivere canzoni. AMELIA è la mia estensione espressiva, mi serve per tenermi aggrappato a quelle cose della vita tipiche dei bambini, al sogno, ai colori. Semplicemente sogno di svegliarmi la mattina e vivere di musica, come tanti miei “colleghi”.
 

Mi sono fatto le spalle suonando un po’ ovunque, sia prima che dopo l’inizio del mio percorso cantautorale. Dico la verità: ho sempre preferito le band, gli strumenti a corda e i palchi sudati rispetto alle nuove tendenze social. Credo che la musica si divulghi meglio e trovi più dignità su un palco, dove l’attenzione del pubblico è più a fuoco e meno soggetta alle sfuggevoli distrazioni caleidoscopiche del web.

Ho pubblicato già un Ep “Usa e getta” nel 2017 e un disco “Gli ultimi” nel 2019 nei quali ho cercato via via di raffinare la mia scrittura e la mia comunicazione espressiva. Attualmente sono all’alba del mio secondo lavoro ufficiale in studio e sto lavorando con un super-team di addetti ai lavori. Parlo della giovane realtà discografica romana che è “Rumore di Zona” e che mi ha accolto nel suo roster di recente a seguito della produzione artistica di Marta Venturini su alcuni dei miei brani.

 

Abbiamo cominciato pubblicando insieme questo primo brano, “Mare Rosso”. È una canzone a tinte rossastre che ha un sapore forte, sanguigno e romantico. Dalla copertina che abbiamo ideato (dove c’è una ragazza che fuma un tampax), al testo, alla musica incalzante, tutta la canzone ruota attorno al tema del sesso. Un sesso romantico, agrodolce, che sa di tutte quelle cose sbagliate che facciamo solo per sentirci più vivi. Notte, luna, alba, lenzuola, mare sono solo alcuni degli elementi che danno vita alla fotografia sfocata descritta in questo brano. Non mi piace pretendere di mandare messaggi universali: è la descrizione di una emozione, come la maggior parte delle mie canzoni e come tale non ha pretese di nessun tipo se non, magari, quella di strappare un sorriso a chi la sta ascoltando.
 

Lo dico molto sinceramente, per mancanza di budget abbiamo preferito fare un

video molto semplice, senza nessuna pretesa. Qualcosa che potesse più che altro accompagnare l’ascolto del brano senza annoiare troppo. Mi sono messo in gioco io stesso e ho semplicemente cantato il brano in slow motion mentre cammino, gridando “maledetto sesso” in mezzo alla strada. Buffo, ma mi è sembrato giusto esprimere quella frase in quel modo al di sotto di un cielo che, solo sul finale, diventa tutto rosso, come la canzone. Buona visione!

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