Il Presidente di CNMI Carlo Capasa racconta a Sky TG24 la Milano Digital Fashion Week

Spettacolo

Nicoletta Di Feo

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Dal 14 al 17 luglio andrà in scena la Milano Digital Fashion Week. Per la prima volta nella sua storia la settimana della moda sarà infatti on line: sfilate, appuntamenti, performance, lectio magistralis per presentare le collezioni Uomo e le pre-collezioni Uomo e Donna Primavera/Estate 2021.

 

La prima edizione online della settimana del moda  nasce come risposta al distanziamento sociale ed alla difficoltà di viaggiare imposta dalla situazione sanitaria mondiale (GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE) ma la Milano Digital Fashion Week, al via dal 14 al 17 luglio, vuole anche essere una soluzione dinamica alle complessità del presente, uno strumento funzionale e creativo progettato per vivere di vita propria o per sostenere l’appuntamento con le sfilate fisiche quando sarà possibile tornare alla pienezza degli appuntamenti in presenza, che restano fondamentali per promuovere l’enorme valore produttivo e creativo del Made in Italy. A raccontarlo a Sky TG24 è Carlo Capasa, Presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana, appena rieletto all'unanimità.

 

 

 

CNMI ha creato una settimana della moda in versione digitale. Un evento fondamentale per supportare il sistema moda in grande difficoltà. Come si svolgerà in concreto?

 

Milano Digital Fashion Week si articola su quattro giorni di appuntamenti live fruibili 24 ore su 24. Il palinsesto prevede un calendario vero e proprio che garantirà degli slot in cui a ciascuno dei brand partecipanti verrà assegnato il tempo necessario ad esprimere la propria creatività e le novità di collezione, da utilizzare in completa libertà. In contemporanea, ed a corollario di ogni appuntamento presentato graficamente sempre al centro della schermata, saranno fruibili una serie di “stanze tematiche” che, sotto la direzione artistica di Luca Stoppini, verranno affidate a curatrici e curatori. Personaggi chiave della scena attuale, game-changer e visionari pronti a selezionare autonomamente contenuti di ogni genere, sempre legati alle più significative istanze culturali del momento ed ai temi strategici portati avanti in questi anni da CNMI. Dalla sostenibilità, all’innesto tra artigianalità e innovazioni tecnologiche, all’ Inclusion and Diversity . Questi e molti altri, saranno il punto di partenza per ricerche e riflessioni individuali.

 

L’aiuto del digitale è risultato fondamentale in questa fase. Una pausa così lunga sarebbe stata fatale.

 

Il settore moda rappresenta la seconda industria del Paese, è stato per noi fondamentale agire, salvaguardare e tutelare l’intera filiera. Un blocco avrebbe avuto diverse conseguenze per l’intero settore.

 

Il lockdown ha messo in pausa la produzione, è stato possibile per i brand aver pronta una collezione da presentare?

 

I brand hanno lavorato molto duramente per avere le collezioni pronte per quella data. Abbiamo posposto l’inizio di questa edizione digitale dal 20 giugno al 14 luglio per avere le collezioni pronte. Si tratta di collezioni uomo o pre-collezioni uomo e donna. È importante in questo momento dare un messaggio di positività ed allo stesso tempo cercare di mantenere viva la nostra filiera.

 

 

Il ritorno di Dolce & Gabbana all’interno di CNMI è un segnale molto importante.

 

Quello di Dolce & Gabbana è un grande ritorno, che rafforza il nostro sistema e la nostra associazione. Avviene in un momento difficile per la moda ed è figlio del forte legame che hanno gli Stilisti con il nostro Paese. Grazie alla loro sensibilità hanno risposto positivamente al nostro invito nella convinzione che in questo momento sia importante dare un forte messaggio di disponibilità verso il sistema, rafforzando il valore della comunità attraverso un contributo simbolico e reale all’industria della moda italiana.

 

A cosa è dovuta invece la defezione di altri brand in questo calendario?

 

Penso che in questo momento ogni brand abbia fatto le sue attente valutazioni anche in base alla struttura industriale e distributiva interna. Il momento richiede scelte accorte, la ripartenza va programmata in base alla propria struttura organizzativa.

 

Sfilate ma anche gli ormai famosi webinar, performance e un grande sostegno a buyers e showroom. Da questo punto di vista potrà esserci un allargamento dell’audience. Seppur in lockdown la moda potrà essere in questo senso ancora più aperta?

 

Con la Digital Fashion Week abbiamo voluto dare un segnale in tal senso: la realizzazione di un progetto rivoluzionario nella capacità di aprirsi a quella nuova audience trasversale che forma la community della moda: un pubblico che affianca agli addetti ai lavori i fruitori finali, spesso giovani che vivono la moda come un idioma di immagini e a cui CNMI si propone in quanto autorevole Fashion Translator del linguaggio fluido della società e della creatività.

 

Anche Parigi andrà online con la sua fashion week dal 9 al 14 luglio anticipando per la prima volta quella milanese. Che impatto avrà questo spostamento?

 

Spero che l’industria della moda se ne avvantaggi nel suo insieme e che si  riporti centralità al nostro sistema. Non dimentichiamo che la maggior parte della moda mondiale di qualità è prodotta in Italia.

 

L’emergenza sanitaria ha messo definitivamente in crisi i calendari tradizionali?

 

Penso che come ogni crisi sia servita una fase di riadattamento, che per noi si traduce nella Digital Fashion Week, credo che andando più avanti troveremo sempre più un compromesso tra le settimane della moda fisiche e digitali.

Per gli addetti ai lavori è infatti fondamentale partecipare alle sfilate e avere modo di toccare con mano le creazioni dei diversi brand che vengono presentate durante la settimana della moda. Sarà interessante e challenging unire le due realtà.

 

Giorgio Armani ha annunciato che a settembre sfilerà con uomo e donna insieme ma con modalità ancora da definirsi; Alessandro Michele ha intenzione di alleggerire le 5 sfilate annuali. Il Coronavirus ha portato a una rivoluzione in tutta la filiera produttiva ma il cambiamento che stiamo vivendo forse va ancora oltre, è un cambiamento culturale.

Esisterà ancora la settimana della moda come la conosciamo ora? Come vede il futuro?

 

Credo che questo periodo di crisi, sia servito per fare una riflessione più importante sul futuro del mondo della moda, dove è prioritario rivolgere uno sguardo agli aspetti più sostenibili e rallentare i tempi. Ciononostante ritengo che la settimana della moda continuerà ad esistere, è un appuntamento che non si può sostituire in nessun altro modo. Infatti, nonostante io sia convinto che il digitale offra un potenziale enorme, penso che non possa sostituire il momento delle sfilate per i professionisti. Pertanto credo che le sfilate di moda fisiche rimarranno sempre rilevanti.

 

Cosa ci dobbiamo aspettare a settembre?

 

A settembre stiamo lavorando per creare una forma ibrida tra digitale e fisico. La digitalizzazione è essenziale per far si che tutti gli utenti possano essere raggiunti in qualsiasi parte del mondo e creare un senso di comunità e unione, ma allo stesso tempo abbiamo bisogno di vivere la città e le sfilate dal vivo durante la settimana della moda per condividere i momenti e le emozioni che solo uno spettacolo dal vivo riesce a dare.

 

 

Il Covid-19 ha spinto l’acceleratore su un cambiamento forse già in atto, in primis il dominio del digitale. Quali delle misure che abbiamo visto adottare in emergenza rimarranno secondo lei anche in futuro?

 

La parola chiave sarà equilibrio e consapevolezza. Se il virus ci ha insegnato qualcosa è sicuramente ad apprezzare la vicinanza degli altri, il valore della condivisione, la ricerca dell’autenticità ed il rispetto per tutto ciò che ci circonda. Su queste basi dobbiamo costruire un nuovo umanesimo.

 

Qual è secondo lei l’atteggiamento che gli operatori del settore devono avere in questo difficilissimo momento?

 

In questo momento di difficoltà secondo me il settore moda ha dimostrato che l’unione fa la forza. I nostri associati hanno dimostrato grande generosità nell’iniziativa solidale “Italia we are with you”, che ha permesso di donare 3 milioni alla Protezione Civile.

La nostra Associazione non è mai stata così unita, ad oggi tutti i brand più importanti sono nostri associati. Conto sulla collaborazione e il supporto dei nostri Soci per superare insieme questo momento di crisi.

 

 

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