Levante si racconta a Sky Tg24: "Mi piacerebbe fare un film, magari una colonna sonora"

Spettacolo

L'artista è l'ospite della puntata di “Stories” in onda il 28 febbraio alle ore 21. Un'intervista dalla quale esce un ritratto intimo e inedito, dalla vita privata all'attività sul palco

Una cantante dal grande talento e spesso capace di andare controcorrente, protagonista in contesti diversi, dal palco del Festival di Sanremo 2020 al ruolo di giudice di X Factor. E con numerosi successi già alle spalle nonostante la giovane età. Levante (nome d'arte di Claudia Lagona) nel nuovo appuntamento con le “Stories”, il ciclo di interviste dedicate al mondo dello spettacolo di SkyTG24, si racconta, chitarra alla mano, soffermandosi sulla propria vita, i propri ricordi e la lunga strada da cantautrice. Ne esce un ritratto intimo e inedito, accompagnato ovviamente dalle sue melodie, che oscilla tra due fulcri principali: l'importanza delle parole e il bisogno di musica. L'appuntamento, dal titolo “Tu la conosci Claudia? Tra la musica e le parole di Levante”, va in onda venerdì 28 febbraio alle 21 su SkyTG24, su Sky Arte sabato 29 febbraio alle 20.45 ed è disponibile on demand.

Più un soprannome che un nome d'arte

E proprio da parole specifiche prendono il via le riflessioni di Levante, che in una parte dell'intervista con il vicedirettore di SkyTG24 Omar Schillaci si trova a dire qual è la prima cosa che associa a determinati vocaboli. E così, a partire dal termine “ciclone”, l'artista si sofferma sul legame tra il suo nome d'arte e il film del 1996 “Il Ciclone” di Leonardo Pieraccioni, in una cui scena Massimo Ceccherini pronuncia una battuta poi diventata famosa: “Tappami Levante! Tappami, se tu mi vuoi bene”. Un film a cui la cantante dice di essere molto legata grazie in particolare a un episodio della sua gioventù: “Olga era la mia amichetta di quando vivevo in Sicilia. In un'estate torrida e piena di noia, scherzando mi disse 'Levante!'”. Da qui iniziò un gioco per cui lei divenne appunto Levante e l'amica Selvaggia (altro personaggio della pellicola): “Quindi per anni io sono stata 'Levi, Levi, Levi', non era un nome d'arte, era un soprannome”.

Il ricordo del padre

L’intervista prosegue tra passato e futuro, tra la musica e i ricordi più personali, come quello del padre scomparso quando Levante aveva solo nove anni, suscitato dalla parola "papà": "Questa è forse la parola che ho detto meno nella mia vita - ha confessato Levante - però è una parola alla quale sono molto legata. È un uomo al quale sono molto legata nonostante l’abbia visto pochissimo, quasi tutta la mia vita ruota attorno a questa figura. Ero innamoratissima di lui, poi la malattia lo ha portato via e quello che mi è rimasto è questo sostantivo detto poche volte. Sicuramente è un gran dolore ma è anche un modo di guardare poi la vita, giorno dopo giorno con un occhio sempre rivolto al passato. Se io lascio andare via il passato lascio andare via mio padre e non posso permetterlo”.

I desideri dell'artista

Chiude il gioco la parola “desiderio”, con l’invito alla cantautrice di esprimere tre desideri, come fosse davanti a un genio della lampada: “Desidero fare un film, mi piacerebbe fare una colonna sonora. Poi ci sono cose più vaghe; vorrei raggiungere la serenità, un equilibrio come donna ed essere umano. Essere equilibrata, adesso non lo sono ancora. Il terzo desiderio potrebbe essere amare la persona che sto amando per tutta la vita, magari è un’utopia. Una cosa concreta e due più vaghe ma faticose sicuramente”.

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