Roberto Recchioni: "Io, Sclavi, il nuovo Dylan Dog e l'estate con Batman"

Spettacolo

Vittorio Eboli

Intervista al curatore del celebre "indagatore dell'incubo", alla vigilia della nuova vita editoriale, che inizia col n.401. "Ci prendiamo un rischio, vogliamo tornare a emozionare e stupire" dice l'erede di Sclavi. E lancia l'incontro con Batman per l'estate

Con il numero 400, Dylan Dog ha “ucciso suo padre”, lo scrittore Tiziano Sclavi, e aperto una nuova era. Firmata Roberto Recchioni. Lo sceneggiatore romano ha guidato l’Old Boy del fumetto horror italiano in una lunga e graduale transizione, e dal numero 401 – in edicola a fine gennaio – lancia una vera rivoluzione del popolare personaggio.

Col n.400 è finita l'era Sclavi

Roberto, partiamo dal numero 400: l’accoglienza del pubblico è stata calorosa, ma l’albo ha spaccato la critica. “Le vendite sono state altissime, abbiamo superato anche numeri mitici come quello firmato da Dario Argento, siamo ben oltre la media degli ultimi albi. Il giudizio dei fan non è stato univoco, vero, ma anche alcune reazioni violente (specie sui social) sono frutto del grande amore per il personaggio, sono un segnale di forte interesse, come ormai avviene solo per grandi fenomeni di massa come certe serie tv o saghe cinematografiche (Games of Thrones, Star wars, e pochi altri). Il personaggio è vivo e ‘sentito’ dal pubblico”.

Col n.401 inizia l'era Recchioni

E ora Dyd è pronto a entrare in una nuova vita editoriale. “Sì, il n.401 sarà un vero ‘reboot’ del personaggio, con tante novità, ma per tutti i tipi di lettore: se non lo hai mai letto, puoi iniziare da zero; se sei un fan di vecchia data, puoi continuare senza problemi, il Dylan nuovo andrà svelandosi pian piano, in alcune cose sarà il solito Dyd, in altre sarà diverso. Del resto, nel n.400 Dylan afferma che l’addio al suo creatore è una fine ma anche un nuovo inizio”. Perché questa operazione, dopo 34 anni di onorati successi? “Lo scopo è semplice: tornare a emozionare e stupire, come da sempre vogliamo fare in Bonelli. Dove hai due tipi di DNA: alla Tex, dove hai tutte le risposte (quindi il personaggio è sempre fedele a sé stesso, e più lo proteggi più funziona), o alla Dylan, dove hai tutte le domande (quindi restare fedeli a sé stessi vuol dire fare domande e destabilizzare)”.

Un 'reebot' in stile comics USA

Nei fumetti USA di lunga serialità è considerato quasi “normale” che un nuovo autore reinterpreti il personaggio, da noi ci sono molte più resistenze. “Ci sono voluti quattro anni per arrivare a questo punto, il processo è stato lento e graduale. Il pubblico poi è molto composito, ci sono i grandi appassionati, altri lettori invece sono non abituali, più saltuari, insomma molti tipi di pubblico diverso. Il mondo cambia e, a parte Tex che è una eccezione a livello mondiale e pochi altri casi, i personaggi dei fumetti cambiano col mondo: gli americani ci dicono che ‘devono’ cambiare. Io ho deciso di prendere un rischio, non è detto che alla fine avrò ragione”. Non sarai da solo in questa coraggiosa rivoluzione. “No infatti. Proveremo strutture narrative nuove, anche con cicli di episodi come nelle ‘stagioni’ delle serie tv. Il primo, intitolato 666, parte con sei numeri dal 401, poi ne arriveranno altri, di più albi, firmati da altri autori, coi quali il personaggio crescerà ed evolverà”.

Da Orfani al team up con Batman

Uno schema già visto con la tua serie Orfani, strutturata su stagioni come le serie Tv. “Oggi se crei un ‘marchio nuovo’, come Orfani o Ringo o Sam, durerà un certo numero di anni, poi si sarà persa la novità, si andrà fisiologicamente a spegnere, è difficile superare i 10 anni; poi, dopo due o tre anni il marchio può tornare, cerchi di catturare lettori delle prime stagioni ma anche nuovi. Un po’ come stiamo facendo per Orfani”. E ci hai dato un’altra anticipazione, che farà piacere ai tanti appassionati della serie! A proposito di ‘coming soon’, il nuovo Dylan Dog sarà protagonista anche del cross over con Batman, come anticipato nel primo albetto presentato a Lucca Comics: “Uscirà in estate il primo incontro tra i due personaggi, coi disegni di Dell’Edera e Cavenago, nell’ambito di un più vasto rapporto tra Bonelli e DC Comics. Uscirà in tutto il mondo, in Italia, USA e in tutti i paesi dove vengono pubblicati i fumetti di Bonelli e DC: un percorso affascinante per reintrodurre Dylan sul mercato americano, la casa editrice ci punta molto”.

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