Tra Innocenza ed Esperienza, la Generazione U2 non invecchia mai

Spettacolo

Valentina Clemente

Torna a Milano, dopo un’assenza di ben 9 anni, il gruppo guidato da Bono Vox: tra successi iconici ed impegno sociale, è una delle poche rock band ancora in grado di emozionare ed unire. E non solo idealmente

“Torniamo per finire quel che abbiamo cominciato tre anni fa, la storia di quattro ragazzi irlandesi che vengono in Italia negli anni '80 per capire chi sono. Al termine ultimo dell’esperienza, con la saggezza, possiamo recuperare quell'innocenza degli inizi”. Sì: è un Bono maturo. Che, forse, non ti aspetti. Ma che, soprattutto, tutti ascoltano. E vogliono seguire. Parola dopo parola, attraverso un impegno sociale sempre più presente ma sempre e comunque scandito dalla musica, la sua musica, una delle poche che negli ultimi decenni è riuscita a raggiungere uno degli obiettivi più importanti: unire, giovani di età diverse, e creare una generazione. La loro.

Una musica senza età che unisce e smuove le coscienze

Quel che si legge negli occhi dei dodicimila che hanno gremito il Forum di Assago per la prima, di quattro date, tutte rigorosamente sold out del tour eXPERIENCE + iNNOCENCE Tour 2018, è che non c’è un numero anagrafico che tenga: la musica di Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr. è il filo rosso di tante persone con storie, passati e presenti diversi. Che unisce generazioni ed età diverse che crescono ma non invecchiano. E non è un gioco di parole. Perché la musica degli U2 ha formato una vera e propria generazione di persone che rispettano e seguono la storia musicale – e non solo - del gruppo, ne accettano i cambiamenti e ne seguono le evoluzioni, facendone sempre parte. Sentendosi coinvolti in un progetto che non riguarda solo la musica ma anche e soprattutto l’impegno sociale, di cui Bono e la sua Voce sono forti sostenitori.

La devozione all’Unione Europea e la voglia di distruggere tutti i muri

Un concerto che canta la devozione all’Unione Europea e urla la voglia di distruggere tutti i tipi di muri, idee che la U2 Generation abbraccia in modo incondizionato. Perché, dal più giovane al più grande, non c’è nessuno che riesca a dire “No, questi U2 non mi descrivono e non raccontano le mie paure e sensazioni”. È un racconto di storie, questo concerto, con linee temporali che si sovrappongono ma che, mai, si sovrastano. È una notte rock per i dodicimila senza età, guidati ed uniti dalla musica di quattro musicisti che, grazie alla loro innocenza irlandese hanno creato un’esperienza che, ancora oggi, portano in tour. Insieme alla loro umanità e alla loro voglia di cambiare il mondo. Idee senza età che, però, uniscono tutti. Anche e soprattutto la Generazione U2.

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