Remo Anzonvino, il Rousseau del pianoforte

Spettacolo

Fabrizio Basso

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Giffoni è una stazione. Trovi il mondo, quello dallo spirito puro e lo sguardo incantato. Trovi anche chi non è in programma, e se è un amico la gioia di poter chiacchierare è ancora più grande. Remo Anzovino non è protagonista al Giffoni Film Festival ma le sue musiche sono come fiabe

(@BassoFabrizio)

E poi ci sono gli incontri che non ti aspetti, quelli che solo in luoghi magici posso avvenire. Uno è Giffoni. Giffoni è come un treno: sali e puoi restare stupito per chi incontri. E così è accaduto a Giffoni quando all'improvviso appare Remo Anzovino. Non coinvolto nel programma ufficiale ma curioso, lui che con i suoi suoni sa far emozionare anche i bambini. Quando le sue dita accarezzano il piano si declinano fiabe sonore. I più piccoli restano incantati a sentirlo suonare, anche quando si tratta di un piano un po' claudicante in un hotel. Che il suo suonare è ipnotico lo conferma il fatto che nell'ultimo ha totalizza ben quattro colonne sonore, una delle quali "ancora top secret, è in lavorazione. Per un film molto importante. Taccio mordendomi la lingua".

I bambini lo guardano incantati perché lui li porta in quella terra di nessuno che è un'isola. Lì giorno e notte si rincorrono, come accadrà in occasione della sua prossima esibizione, all'alba del 22 maggio, si proprio poche ore dopo l'escursione campana, quando a Pratovecchio Stia, nel cuore del Casentino, Remo Anzovino suonerà alle 5 del mattino alla Pieve di Romena nell'ambito della rassegna Naturalmente PianoForte: "E' un orario in cui di solito si dorme, soprattutto se bambini, ma è un momento speciale, perché la notte non è ancora finita e il giorno non è ancora iniziato, siamo in una sospensione dove anche la musica deve avere una anima diversa. Perché è diverso suonare la sera o anche il mattino". Per l'occasione la sua musica avrà un altro afflato, colori e natura sono diversi, ascolteremo le creazioni del Rousseau del piano, un uomo che in poche ore può affascinare i bambini e poi ammansire la Natura.

In qualunque posto del mondo Anzovino spiega che "bisogna mettersi in relazione con la natura, bisogna captare il respiro degli esseri umani. I suoni sono la colonna sonora di un luogo in un preciso momento. Poi quando il tutto avviene a ridosso dell'albeggiare, in una fase di transizione della vita, la vita stessa si rinnova". Non per nulla proprio per immergerci nei cicli della vita l'ultimo disco del pianista di Pordenone si intitola Nocturne ed è centrale nel tour che Anzovino porta in giro fino a settembre. State attenti alle musiche da film da lui create che sono specialie perché "al cinema io porto musica e non un sottofondo. Non si fa musica a metro, ci si abbina alla specificità della scena. Ma ci aggiungo che anche quando compongo per me e non devo vestire di suoni immagini, ragione come in un film". Insomma come Rousseau: colori accesi, natura, profondità, pensiero, realtà e fantasia. Questo è Remo Anzovino.

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