Il romanzo del Pianeta delle Scimmie

Spettacolo

Federico Ercole

Pierre Boulle, autore dei romanzi Il ponte sul fiume Kwai e Il pianeta delle scimmie.
pianetadellescimmie

La celeberrima saga dei primati senzienti comincia nel 1963, sulle pagine di un romanzo di Pierre Boulle, scrittore francese già noto per il suo Ponte sul Fiume Kwai. Un libro che sarebbe diventato entro pochi anni un’indimenticabile opera di culto 

La saga del Pianeta della scimmie, nelle sue innumerevoli declinazioni cinematografiche, è un monito alla superbia dell’essere umano, ricordandoci le nostre origini di primati e facendoci riflettere sulla possibilità che il futuro del pianeta non sia per sempre nostro. Questa lunga serie di lungometraggi, composta da nove film tra originali, remake e “reboot”, non comincia tuttavia nel 1968 con Planet of the Apes di Franklyn Shaffner con Charlton Heston, ma nel 1963, con un romanzo francese dal titolo “La Planete de Singes”. Si tratta del tredicesimo libro di Pierre Boulle, nato ad Avignone nel 1912 e deceduto a Parigi nel 1994, un autore con una profonda conoscenza dell’oriente che visse a lungo in Malesia e Indocina; durante la seconda Guerra Mondiale fu un agente segreto, coinvolto nell’appoggio dei ribelli partigiani di Birmania e Cina.

 



Le esperienze militari di Boulle ispirarono un altro romanzo di culto, anch’esso divenuto una pellicola cinematografica nel 1957, ovvero Il Ponte sul Fiume Kwai, diretto da David Lean e interpretato da William Holden e Alec Guinness, vincitore di sette premi Oscar. Boulle vinse la sua personale statuetta per la migliore sceneggiatura non originale.

 
 



Il romanzo del Pianeta delle Scimmie, che in Italia arrivò nel 1965 con il titolo “Viaggio a Soror”, contiene profonde meditazioni sulla natura umana e l’evoluzione. Arricchito da numerosi colpi di scena, tra i quali quello scioccante del finale, il libro differisce dalla prima versione filmica, assai più avventurosa e meno sociologica, anche se quest’ultima riesce a mantenerne lo spirito umanista e le idee portanti della letteratura di Boulle.

 

 

 

 

 

 

Diviso in tre parti, il romanzo di Boulle inizia nella spazio, con il ritrovamento di una bottiglia vagante in assenza di gravità. Dentro al contenitore di vetro una coppia di turisti spaziali reperisce un lungo messaggio che racconta la storia del giornalista Ulisse Merou e dei suoi compagni, partiti nel 2500 per una pioneristica missione di esplorazione a bordo di una navicella spaziale. Gli astronauti atterrano in un pianeta assai simile alla Terra, dove avranno subito a che fare con la società di primati e la decadenza degli esseri umani ridotti a bestie senza linguaggio. Si tratta di un romanzo potente, suggestivo e a tratti davvero sorprendente anche per chi ha già visto tutti i film; un libro che sfiora la fantascienza con la sua visione distopica del futuro, ma che resta sempre ancorato a una visione di umanità che è sia antropologica che filosofica. Pagine ricche di mistero e avventura lo rendono una lettura avvincente, ancora oggi molto attuale e spaventosamente avveniristica. Un libro imperdibile per chi ama questa scimmiesca saga cinematografica e vuole scoprirne le origini e ottenere preziose rivelazioni che al cinema rimangono velate ed ermetiche.

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