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Antartide, la barriera di Ross si sta sciogliendo a causa del Sole

I titoli delle 8 di Sky Tg24 del 30/04

2' di lettura

Il calore emanato dalla stella riscalda l’acqua superficiale dell’oceano, causando la liquefazione della porzione nord-occidentale del tavolato a una velocità 10 volte superiore al previsto 

Per la barriera di Ross, la più grande piattaforma glaciale dell’Antartide (e del mondo intero), la minaccia più grande è il Sole il calore emanato dalla stella riscalda l’acqua superficiale dell’oceano, causando lo scioglimento della porzione nord-occidentale del tavolato a una velocità 10 volte superiore al previsto, minacciando quello che è il punto di equilibrio cruciale per la sua stabilità. Lo indicano i risultati di uno studio internazionale condotto dai ricercatori dell’Università di Cambridge e pubblicato sulla rivista specializzata Nature Geoscience. Craig Stewart, il primo autore della ricerca, spiega che, contrariamente a quel che si potrebbe pensare, la stabilità delle piattaforme di ghiaccio non dipende solo dall’esposizione a correnti calde nelle profondità oceaniche anche le acque superficiale riscaldate dal sole svolgono un ruolo cruciale.

La raccolta dei dati

Per condurre lo studio, il team guidato da Stewart ha raccolto per quattro anni dei dati da una sonda oceanografica installata sotto la barriera di Ross dagli esperti neozelandesi del National Institute of Water and Atmospheric Research (Niwa). Ulteriori informazioni sulla piattaforma glaciale sono state fornite da degli strumenti posti a una profondità di 260 metri attraverso un buco trivellato utilizzandoli, gli studiosi hanno potuto verificare l’eventuale presenza di correnti oceaniche nella cavità sotto il ghiaccio e misurare vari parametri, tra cui la salinità, la temperatura e il tasso di fusione. Utilizzando un sistema radar ultra preciso sono riusciti anche a monitorare le variazioni dello spessore del tavolato.

Le cause del fenomeno

Assieme al collega Poul Christoffersen, Craig Stewart ha percorso oltre mille chilometri in motoslitta per misurare lo spessore del ghiaccio e mappare il tasso di fusione basale. I risultati ottenuti indicano che le acque superficiali calde dell’oceano si insinuano nella cavità presente sotto la barriera, triplicando così il tasso di scioglimento durante l’estate. Questo fenomeno è dovuto alla presenza della polinia, una vasta area di oceano aperto che assorbe con rapidità il calore proveniente dal Sole. 

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