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Il nuovo laser Xfel identifica il killer degli antibiotici

Microscopio (Getty Images)
2' di lettura

Il risultato si deve alle prime osservazioni realizzate grazie a Xfel, l’innovativo laser europeo a raggi X, sviluppato grazie alla collaborazione di oltre 120 ricercatori 

Per la prima volta un team di ricercatori è riuscito a osservare il ‘killer degli antibiotici’, l’enzima che permette la resistenza ai farmaci da parte dei batteri.
Il risultato si deve alle prime osservazioni attuate da Xfel, l’innovativo laser europeo a raggi X. Quest’ultimo è stato sviluppato grazie alla collaborazione di oltre 120 ricercatori, i quali si sono ispirati al supermicroscopio Desy, del Centro tedesco di ricerca sulla fisica nucleare. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, è solo il primo di una lunga serie di esperimenti che verranno realizzati grazie al nuovo strumento tecnologico.
“Trattandosi di una strumentazione completamente nuova abbiamo dovuto far fronte a molte sfide che nessuno aveva mai affrontato prima", spiega lo scienziato Anton Barty del Center for Free-Electron Laser Science (CFEL), che ha guidato il team. ”Lo paragono al volo inaugurale di un nuovo aereo: tutti i calcoli e l'assemblaggio sembrano indicare che volerà, ma solo la prova pratica potrà testare il suo reale funzionamento".

L’Xfel, l’innovativo laser europeo a raggi X

L’Xfel, dalle dimensioni di 3,4 chilometri, è capace di sparare all’incirca 4,5 milioni di lampi di raggi X al secondo. Il suo impiego permette di osservare le strutture tridimensionali proprie di qualsiasi tipo di molecola a una velocità sorprendente. Per poter stare al passo delle registrazioni dell’innovativo laser europeo, gli esperti hanno dovuto sviluppare una telecamera a raggi X tra le più veloci al mondo. Quest’ultima è in grado di registrare non solo le singole cellule, ma anche tutte le reazioni chimiche che avvengono al loro interno.

L’impatto del laser è potenzialmente enorme

I ricercatori si dichiarano entusiasti della prima osservazione resa possibile da Xfel. “Siamo fieri della velocità delle analisi; esperimenti che richiedevano ore, con il nuovo laser europeo possono essere realizzati in pochi minuti”, spiega Henry Chapman, esperto dell’equipe. L’impatto dell’innovativo laser europeo è potenzialmente enorme, potrebbe stravolgere la maggior parte delle ricerche future, mettendo a disposizione dei ricercatori un velocissimo strumento per l’esplorazione del mondo infinitamente piccolo. “La differenza nel tasso di scoperta resa possibile da Xfel è drammatica, come quella tra l’attraversare l’Atlantico in nave o in aereo”, commenta Adrian Mancuso, autore dello studio.

 

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