Portati a Terra dalla sonda giapponese i frammenti dell’asteroide Ryugu

Scienze
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La capsula carica di polveri di rocce antichissime è stata spedita sulla Terra dalla sonda Hayabusa 2, dell'agenzia spaziale giapponese Jaxa, che proseguirà il suo viaggio nello spazio. È atterrata nel sud dell’Australia.

Sono arrivati sulla Terra i frammenti di un asteroide, polveri di roccia antichissima che, come hanno permesso di fare i fossili per la storia del nostro pianeta, potranno fornire informazioni preziose per ricostruire la storia del Sistema Solare. Appartengono all'asteroide Ryugu e li ha “spediti” a Terra la sonda Hayabusa 2, dell'agenzia spaziale giapponese Jaxa, affidandoli a una capsula rivestita con uno scudo termico, atterrata nel Sud dell'Australia.

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Prima di questo record, nel 2010 la sonda Hayabusa 1 aveva portato sulla Terra delle polveri prelevate dall'asteroide Itokawa, ma il suo carico non raggiungeva il milligrammo. Questa volta, dopo un viaggio di oltre cinque miliardi di chilometri, Hayabusa 2 dovrebbe aver portato una quantità cento volte maggiore, strappata a Ryugu, un asteroide dal diametro di circa 900 metri che ha visitato per circa un anno, fra il 2018 e il 2019. A rendere il bottino di Hayabusa 2 ancora più interessante è il fatto che proviene da un esponente di una delle famiglie di asteroidi più antiche, le cui rocce sono ricche di acqua, carbonio e composti organici. Questi asteroidi, chiamati "carbonacei" e indicati con la lettera C, sono i testimoni più antichi delle interazioni fra la materia avvenute quando il Sistema Solare si stava formando.

 

Chiarire le origini del Sistema Solare

"Il materiale che ha costituito la Terra, i suoi oceani e la vita - rileva la Jaxa - era presente nella nube primordiale dalla quale è nato il nostro Sistema Solare e nel nostro sistema planetario primitivo questi materiali erano in contatto, interagendo fra loro. La memoria di queste interazioni è conservata nei corpi primitivi, ossia negli asteroidi di tipo C". Di conseguenza i campioni di questi fossili cosmici appena riportati a Terra "potranno chiarirci le origini e l'evoluzione del Sistema Solare". Lanciata nel dicembre 2014, Hayabusa 2 ha incontrato l'asteroide il 27 giugno 2018 e da allora si è posata due volte sulla sua superficie per raccogliere i campioni. Dopo aver affidato alla capsula il suo prezioso carico, Hayabusa 2 prosegue la sua missione, diretta a due asteroidi: 2001 CC21, che dovrebbe raggiungere nel luglio 2026, e 1998 KY26, nel luglio 2031. Sulla Terra, intanto, questi detriti dovranno affrontare una prima analisi in Australia, tesa a rilevare emissioni di gas, prima di essere spediti in Giappone. Si prevede che metà del materiale sarà condiviso dalla Jaxa con la Nasa e organizzazioni di ricerca internazionali, mentre l'altra metà sarà conservata per studi futuri.

La sonda Hayabusa 2 sull'asteroide Ryugu
La sonda Hayabusa 2 sull'asteroide Ryugu - ©Ansa

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