Dalla radiografia della Via Lattea emergono nuovi indizi sulla materia oscura

Scienze

Un nuovo studio condotto dai ricercatori dell’Università americana del Michigan esclude l’emissione di un debole segnale ai raggi X osservato in galassie vicine e attribuito da alcuni modelli teorici al decadimento delle particelle di materia oscura 

L’origine e la composizione della materia oscura, di cui secondo le attuali teorie astronomiche è formato un quarto dell’Universo, rappresentano ancora oggi alcuni dei più grandi enigmi dell’astrofisica e della cosmologia.
Un nuovo studio della Via Lattea, condotto da un team di ricercatori dell’Università americana del Michigan e dell’Università della California a Berkeley, ha portato alla luce nuovi indizi, che saranno utili in futuro per cercare di svelare i numerosi misteri che ancora attanagliano la sua formazione: dalle ultime osservazioni della Via Lattea non è stata rivelata nessuna traccia del debole segnale ai raggi X osservato in galassie vicine e attribuito da alcuni modelli teorici al decadimento delle particelle di materia oscura.

Lo studio nel dettaglio

Per compiere lo studio, pubblicato sulla rivista specializzata Science, gli esperti coordinati da Christopher Dessert e Benjamin Safdi, dell’Università americana del Michigan, hanno analizzato i dati raccolti da Xmm-Newton, il telescopio orbitale dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), in oltre 20 anni di osservazioni della via Lattea ai raggi X.
I risultati della ricerca escludono di fatto quanto sostenuto da alcuni modelli teorici secondo i quali il cosiddetto neutrino sterile, ovvero una delle ipotetiche particelle di cui è composta la materia oscura, lascerebbe un’impronta tramite un debole segnale ai raggi X.
Dalle osservazioni condotte negli ultimi 20 anni, infatti, non è emersa alcuna traccia del segnale ipotizzato da alcune teorie.

Materia oscura non è ancora stata osservata direttamente

“Lo studio non esclude che la materia oscura possa essere formata da particelle come il neutrino sterile, ma mostra che al momento non ci sono prove sperimentali della loro esistenza”, ha precisato Safdi.
Ciononostante non rivela indizi rilevanti sulla sua composizione.
Finora, infatti, gli esperti non sono ancora riusciti ad osservare direttamente la materia oscura in quanto non assorbe, riflette o emette fonti luminose. La sua presenza è tangibile solo per la forte attrazione gravitazionale che esercita sul resto della materia e che stando alle ultime teorie agirebbe come una sorta di collante delle galassie.  

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