Misurata la velocità di rotazione dell’asteroide blu che rischia di autodistruggersi

Scienze
L'asteroide 6478 Gault (Nasa, Esa, K. Meech and J. Kleyna e O. Hainaut)

Questo insolito corpo celeste, chiamato 6478 Gault, è stato scoperto dai ricercatori dell’Inaf Albino Carbognani e Alberto Buzzoni, che ne hanno fornito un “identikit” in uno studio pubblicato sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society 

6478 Gault è un asteroide particolare: ha un diametro di soli 5 chilometri, è di colore blu e ruota così velocemente da perdere pezzi e rischiare di autodistruggersi. Questo insolito corpo celeste è stato scoperto dai ricercatori dell’Inaf Albino Carbognani e Alberto Buzzoni, che ne hanno descritto le caratteristiche in uno studio pubblicato sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. Come spiegano i due esperti, la presenza di alcune regioni bluastre sulla superficie dell’asteroide è legata a una variazione intrinseca del suo colore nel corso della rotazione. “Si tratta di un fenomeno raro da osservare, in quanto gli asteroidi hanno una colorazione superficiale tendenzialmente uniforme”, sottolinea Buzzoni.

Le caratteristiche dell’asteroide

Attualmente, 6478 Gault si trova a circa 282 milioni di chilometri della Terra. I ricercatori sono riusciti a studiarne le caratteristiche peculiari utilizzando il telescopio da 0,8 metri dell’Osservatorio di Saint Barthelemy (in Valle d’Aosta) e quello da 1.52 metri dell’Osservatorio di Loiano (in provincia di Bologna). Le nuove osservazioni hanno permesso di scoprire che la velocità di rotazione dell’asteroide è inferiore rispetto a quella stimata in passato: il corpo celeste compie un giro completo su se stesso ogni 3,34 ore (e non ogni 2 ore, come inizialmente ipotizzato). "La stima precedente deriva da osservazioni recenti, del 2019, ottenute durante una fase di attività cometaria dell’asteroide, quando l’oggetto era racchiuso in un bozzolo di polvere in fase di dispersione nello spazio", spiega Albino Carbognani. “Le ultime osservazioni, invece, sono state condotte in un momento di quiete dell’asteroide, durante il quale la luce proveniva dalla sua superficie, senza essere oscurata dal bozzolo di polvere”, aggiunge Alberto Buzzoni. Queste condizioni hanno permesso di ottenere delle misure più precise della velocità di rotazione dell’asteroide. “Anche a una velocità più ridotta, Gault rimane comunque un corpo celeste alquanto peculiare”, chiarisce Buzzoni. “Se camminassimo sulla sua superficie dovremmo fare molta attenzione. Basterebbe, infatti, una minima rincorsa per spiccare il volo e perdersi nello spazio”, conclude il ricercatore dell’Inaf.

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