Sei anni fa Curiosity atterrava su Marte. Il successo della missione

Il rover Curiosity in azione (Ansa)
3' di lettura

Il veicolo della Nasa festeggia un altro compleanno sul pianeta rosso. Atterrato nel 2012, continua a fornire dati e immagini inedite

Sarebbe dovuto rimanere su Marte poco più di un anno, ma Curiosity è ancora lì e il suo lavoro continua. Il veicolo della Nasa festeggia sei anni di servizio: è atterrato sul pianeta rosso il 6 agosto 2012, da allora ha consentito di conoscerlo meglio, tra analisi, scenari di vita e immagini.

L'inizio della missione

Curiosity è l'avamposto della missione chiamata "Mars Science Laboratory". Oggi si può certamente dire che si è trattato di un grande successo. Eppure la partenza non è stata semplice. Il decollo era stato inizialmente fissato nel dicembre 2009, ma il ritardo nello sviluppo di alcune componenti ha consigliato di rimandare la data di quasi due anni. Curiosity parte da Cape Canaveral, a bordo del razzo Atlas V 541, il 26 novembre 2011 e inizia un viaggio spaziale di oltre otto mesi.

Come funziona il rover

Il rover è una sorta di mini-suv: lungo 3 metri e pesante 900 chili, è in grado di spostarsi di 90 metri ogni ora, anche se l'andatura è stata quasi sempre più lenta, attorno ai 30 metri ogni 60 minuti. Ma Curiosity non è un velocista, non è quello il suo obiettivo. Sa, però, ben affrontare tutti gli inconvenienti: è in grado di superare ostacoli alti fino a 75 centimetri e ha retto anche a una foratura. Un'abilità necessaria per un veicolo che, in totale solitudine, non può contare sull'intervento di squadre di soccorso. La Nasa descrive l'equipaggiamento di Curiosity come "il più evoluto mai inviato su Marte". Perché non solo consente al rover di muoversi, ma anche di analizzare campioni di rocce e sottosuolo e di inviare i risultati sulla Terra. Le innovazioni tecnologiche del rover non si fermano al suo equipaggiamento. Singolare, infatti, è stato anche il sistema di atterraggio. Curiosity ha iniziato la caduta verso la superficie protetta da una capsula. Questo "scudo" ha prima aperto il paracadute per rallentare la velocità, poi ha sganciato un supporto dotato di retrorazzi capaci di adagiare Curiosity su Marte, nei pressi del Gale Crater.

Le scoperte di Curiosity

Il 22 marzo 2018 Curiosity ha tagliato il traguardo dei 2mila giorni "marziani" (2054 terrestri, visto il differente tempo di rotazione dei due pianeti). Grazie alle sue analisi, pare ormai certa la presenza, almeno in passato, di acqua allo stato liquido e di un'atmosfera più spessa di quella attuale. Le immagini inviate hanno individuato dei letti di fiumi ormai prosciugati, condizioni che avrebbero reso Marte un pianeta capace di ospitare forme elementari di vita. Ma, oltre alle scoperte scientifiche, Curiosity ha offerto uno spettacolo: quello delle immagini riprese in questi sei anni. Dai tramonti a tinte blu fino ai panorami inediti inviati lo scorso febbraio.

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