Ecco "Hera", la missione diretta verso una coppia di asteroidi

Il 30 giugno si celebra in tutto il mondo l'Asteroid Day (foto: archivio Getty Images)
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Organizzata dall’Agenzia spaziale europea (Esa), prende il nome dalla divinità greca sovrana dell'Olimpo e ha come obiettivo il raggiungimento del sistema binario nel 2026

Sono cominciati i preparativi per "Hera", una missione spaziale diretta ad una coppia di asteroidi. Organizzata dall’Agenzia spaziale europea (Esa), prende il nome dalla dea greca che condivideva con Zeus il trono dell'Olimpo. L’obiettivo è raggiungere il sistema binario di asteroidi Didymos nel 2026 e contribuire a sviluppare una strategia di difesa planetaria contro i corpi celesti. A questo proposito, il prossimo 30 giugno, si terrà l’Asteroid Day, evento voluto dalle Nazioni Unite proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi che deriverebbero da un’eventuale collisione di uno di questi corpi con la Terra.

L'obiettivo della missione

Il sistema binario di asteroidi è stato ribattezzato "Didymos" ("gemello" in greco) ed è formato dal corpo principale Didymos A, grande come una montagna dal diametro di 780 metri e dalla sua luna Didymos B (o "Didymoon"), delle stesse dimensioni della piramide di Giza. La missione è coordinata dall'italiano Ian Carnelli e avrà un duplice scopo: da una parte scoprire un ecosistema spaziale del tutto inedito, dall’altra fornire un contributo ai test di difesa planetaria portati avanti dalla Nasa.

La difesa della Terra

L’idea della Nasa sarebbe quella di sfruttare Didymoon allo scopo di testare una nuova strategia finalizzata a deviare il cammino degli asteroidi che potrebbero essere pericolosi per la Terra. E lo farà inizialmente con la missione Dart (Double Asteroid Redirection Test), destinata a collidere contro Didymoon nell'ottobre del 2022. L'impatto cambierà la durata dell'orbita del piccolo asteroide: i primi effetti saranno monitorati dagli osservatori sulla Terra, posti a 11 milioni di chilometri di distanza.

Il contributo di "Hera"

Sarà proprio "Hera" a fornire informazioni più dettagliate nel 2026: la missione dell’Esa, infatti, consentirà di misurare con esattezza la massa di Didymoon, le sue proprietà fisiche e dinamiche, nonché la forma del cratere generato dall'impatto. Il corpo celeste sarà mappato con strumenti ottici ad alta definizione, laser e radio per ricostruire la sua superficie e la struttura interna. Uno degli aspetti più delicati della missione sarà guidare la sonda in un ambiente dove la gravità è così ridotta.

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