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Il viaggio virtuale nella Via Lattea. VIDEO

Un'immagine tratta dal video caricato su YouTube dalla Nasa (Nasa/Chandra X-ray Observatory)
3' di lettura

La Nasa presenta un assaggio del “viaggio” che sarà presto possibile attraverso i dispositivi VR e YouTube

Rendere possibile a tutti di viaggiare (virtualmente) attraverso la Via Lattea. È quanto sta mettendo a punto la Nasa, in collaborazione con scienziati da tutto il mondo, grazie alle immagini che arrivano dai più potenti telescopi a disposizione sia sulla Terra sia nello spazio.

Il progetto di realtà virtuale

I primi risultati sono stati presentati a Washington, durante il convegno della Società astronomica americana. E presto – scrive l'“International Business Times” – grazie alla realtà virtuale chiunque potrà ammirare le regioni inesplorate dell'Universo a 360 gradi attraverso YouTube. Proprio sulla piattaforma di condivisione video è stato caricato un primo assaggio della simulazione realizzata dalla Nasa con le immagini provenienti, tra gli altri, dal Very Large Telescope dell’Osservatorio europeo meridionale e dal telescopio orbitale Chandra X-ray Observatory.  

Un viaggio di 26mila anni luce

Gli utenti, attraverso i dispositivi VR, potranno essere i veri protagonisti del “viaggio” nella galassia, attraverso stelle giganti e nubi incandescenti che emettono Raggi X. Il buco nero conosciuto come Sagittarius A sarà il punto di vista dell'osservatore, che da qui potrà spaziare a 360 gradi, appunto. Un viaggio nello spazio-tempo di 26mila anni luce, pari alla distanza della Terra dal centro della Via Lattea, che abbraccia un periodo storico di 500 anni.

L'obiettivo della simulazione

La simulazione – ricostruita grazie a una sorta di radiografia della Via Lattea fatta a partire dalle radiazioni emesse da alcune stelle massicce al suo interno, le Wolf-Rayet – ha un obiettivo, che è quello di comprendere meglio il ruolo giocato da Sagittarius A nell’evoluzione della nostra galassia. Secondo le attuali teorie, infatti, la formazione di molte galassie sarebbe stata favorita dalla presenza di giganteschi buchi neri al loro interno.  

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