Spazio, “sbocciano” sulla Terra le super piante da coltivare su Marte

Il pianeta Marte (Getty Images)
3' di lettura

Scienziati italiani al lavoro per testare nuove specie resistenti alle radiazioni e capaci di crescere in ambienti ostili. Potrebbero rappresentare una fonte di sostentamento per i primi astronauti sul pianeta rosso

Super piante pronte per essere coltivate su Marte. Sono i nuovi vegetali resistenti alle radiazioni, e capaci di svilupparsi in ambienti ostili, ai quali stanno lavorando diversi gruppi di ricerca italiani.

Un nuovo habitat per Marte

Le nuove super piante, secondo quanto rivelato da alcuni degli scienziati all'opera, stanno “sbocciando” sulla Terra in funzione di un loro possibile arrivo sulla superficie del pianeta rosso. “Si sta pensando anche a batteri sintetici, il cui materiale genetico è stato progettato in laboratorio, al servizio dell'esplorazione spaziale", ha detto Daniela Billi, direttrice del Laboratorio di Astrobiologia dell'Università di Roma Tor Vergata, durante il convegno sulle biotecnologie per lo spazio, organizzato a Roma da università di Tor Vergata ed Enea. Per il fisico Amedeo Balbi dell'Università di Tor Vergata, “Marte è il pianeta che ha i requisiti più promettenti per fornire un habitat a lungo termine per la specie umana fuori dalla Terra, ma prima è necessario superare molti ostacoli”. Lo scienziato si è riferito in primo luogo alla grande incertezza sui danni che le radiazioni potrebbero provocare negli organismi viventi. Un'eventualità che l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) cerca di scongiurare con lo studio di progetti volti a costruire ecosistemi artificiali per assicurare beni di prima necessità ai futuri esploratori. In particolare si sta tentando di capire come fornire agli astronauti in missione 30 chilogrammi quotidiani di aria, acqua e cibo necessari alla sopravvivenza. "In questa prospettiva le piante sono i biorigeneratori più efficienti", ha rilevato Sara Piccirillo, dell'Asi.

L'importanza delle piante

Ancora non si sa come e quando l'uomo riuscirà ad arrivare su Marte, anche se il 29 settembre il miliardario Elon Musk ha rivelato nuovi dettagli del suo ambizioso piano per colonizzare il pianeta rosso entro il 2022. In attesa delle prime spedizioni, la scienza si sta portando avanti con i test di un prototipo di serra spaziale in Antartide. È quanto sostenuto da Alberto Battistelli, dell'Istituto di Biologia agroambientale e forestale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ibaf-Cnr). Nel gruppo di lavoro c'è anche l'Enea impegnata in test specifici condotti nelle serre, una volta destinate a studiare gli organismi geneticamente modificati, per osservare la risposta delle piante a radiazioni e microgravità simulata, ha spiegato Eugenio Benvenuto, della Divisione Biotecnologie e Agroindustria. “Attualmente il 70% delle sostanze di interesse farmacologico deriva dalle piante”, ha spiegato Flavia Guzzo dell'Università di Verona, e ora la scommessa è quella di trovare nuove sostanze per aiutare l'uomo nello spazio. È anche necessario difendere uomini e piante dai microrganismi che proliferano in ambienti chiusi, come i moduli spaziali, ha detto Denise Bellisario, che con Fabrizio Quadrini e Loredana Santo sta studiando materiali antibatterici ricchi di nanoparticelle d'argento nel Dipartimento di Ingegneria industriale dell'Università di Tor Vergata.

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