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Pidocchi capelli, rimedi efficaci per eliminarli e come prevenirli

Salute e Benessere
Pidocchi (Getty Images)

La pediculosi è un’infestazione causata dal pidocchio del capo che si diffonde soprattutto nelle scuole, nelle colonie e in tutti i luoghi particolarmente affollati. Il contagio avviene solo tramite contatto dei capelli e non dipende dalla scarsa igiene 

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La pediculosi è un’infestazione causata dal pidocchio del capo che, nonostante la prevenzione attuata dalle autorità sanitarie e scolastiche, torna alla ribalta ogni anno, diffondendosi soprattutto nelle scuole, nelle colonie e in tutti i quei luoghi dove vi è una maggiore probabilità di contatto tra le persone.
Si tratta di una parassitosi dovuta a dei piccoli insetti che si cibano del sangue umano e agiscono pungendo il derma e iniettando al suo interno del liquido urticante.

Cos’è la pediculosi e come avviene il contagio: i falsi miti

La pediculosi del capo, come accennato precedentemente, è causata dai pidocchi, dei piccoli esseri viventi in grado di depositare le uova (lendini) a sole 24 o 48 ore dopo l’accoppiamento. Le uova, come spiega il portale di Humanitas, noto polo ospedaliero nel Milanese, rimangono ben salde ai capelli e generano ninfe che sono in grado di procreare dopo soli 7-13 giorni dalla nascita. I pidocchi, quando lontani da un capo umano, decedono dopo soli 2 o 3 giorni; ragion per cui gli interventi di disinfestazione ambientale non rappresentano un rimedio utile per combattere l’infestazione. Il contagio avviene solo tramite contatto dei capelli tra persona e persona e non dipende dalla scarsa igiene; al contrario i pidocchi prediligono i capelli puliti. Fortunatamente, la pediculosi non comporta gravi conseguenze per la salute: i pidocchi non trasmettono malattie.

Sintomi

Un chiaro sintomo della pediculosi è il prurito al capo, inizialmente localizzato in quelle zone dove sono state effettuate le prime punture e dove sono state depositate le prime uova. Si tratta di un effetto che si manifesta dopo qualche settimana rispetto al contagio, in quanto la saliva dei pidocchi, oltre a contenere un liquido urticante comprende un anestetizzante, che ritarda la comparsa del prurito. La sintomatologia comprende anche lo sviluppo di una reazione allergica, che si manifesta solitamente dopo il prurito, ed è spesso associata all’ingrossamento dei linfonodi. Con il passare del tempo, il prurito, inizialmente localizzato, si diffonde per tutta la testa fino a colpire anche la parte alta del tronco.

Diagnosi e prevenzione

Si parla di pediculosi, quando oltre al prurito, sulla testa del paziente sono presenti sia le lendini che i pidocchi vivi. La presenza di sole uova non conferma l’infestazioni da pidocchi in quanto potrebbero essere vuote. Siccome il contagio avviene solo tramite contatto, ovvero nel momento in cui la testa sfiora quella di un’altra persona, per prevenire la pediculosi gli esperti consigliano di tenere raccolti i capelli o di optare per un taglio più corto, al fine di limitare il contatto con le capigliature delle persone circostanti. Non esistono, tuttavia, altri rimedi utili a prevenire il contagio; pertanto gli esperti sconsigliano vivamente l’utilizzo di antiparassitari, nocivi per la salute, e invitano a curarsi solo in caso di contagio. Nel caso in cui a scuola ci sia un bambino con i pidocchi è opportuno tenere quotidianamente controllata la capigliatura delle perone che lo circondano, adulti compresi.

Trattamenti

Dopo aver accertato la presenza di uova e di pidocchi vivi sul capo, gli esperti consigliano di attuare la ‘tecnica della pettinina e balsamo’ per debellare l’ospite ‘inatteso’: un metodo noioso ma efficace che deve essere ripetuto nei giorni successivi fino alla scomparsa dei piccoli insetti. Questo può significare dover ripetere la tecnica a giorni alterni per oltre due settimane, tempo solitamente necessario per eliminare la parassitosi. Il trattamento prevede l’applicazione di un liquido in grado di sciogliere le cere di protezione del pidocchio. Dopo aver compiuto questo primo passaggio, tramite l’utilizzo di una pettinina, acquistabile in farmacia, è opportuno procedere con pazienza e cura pettinando ogni singola ciocca dall’attaccatura fino alle punte, aiutandosi applicando un balsamo antiaderente. Così facendo, i pidocchi rimangono intrappolati nella pettinina e le uova vengono attirate e inglobate nel balsamo. Per garantire l’efficacia del trattamento è necessario sciacquare il pettine dopo aver spazzolato ogni singola ciocca. Al termine del procedimento bisogna risciacquare abbondantemente i capelli, al fine di eliminare il balsamo, per poi procedere con l’asciugatura. Gli esperti consigliano di evitare l’utilizzo degli antiparassitari, in quando, oltre ad essere tossici per i bambini, risultano spesso inefficaci in quanto i pidocchi con il tempo hanno sviluppato una resistenza a questa tipologia di prodotti. Per limitare il contagio, è opportuno disinfettare le lenzuola, gli abiti e gli oggetti con cui si è venuti in contatto. In particolare, per debellare i pidocchi, la biancheria deve essere lavata a secco o in acqua a 60°C (o tenuta all’aria aperta per due giorni); le spazzole e i pettini devono essere immersi in acqua calda per 10-20 minuti e i giochi e gli oggetti lasciati all’aperto per due settimane, preferibilmente all’interno di un sacchetto.