Mal di gola, febbre, tosse, mal di testa, stanchezza e dolori muscolari restano i sintomi più comuni: non ci sono prove che la nuova variante possa essere più rischiosa rispetto alle precedenti. Attenzione devono prestare i soggetti fragili, come gli anziani o persone con malattie pregresse, alle quali è raccomandato il vaccino
Una nuova variante di Covid è responsabile della malattia che continua a circolare anche nell'autunno 2026. Si tratta della variante Stratus (XFG), accertata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che segue le precedenti varianti Omicron. Come sottolineato dall’Oms, la nuova variante non provoca sintomi diversi o più gravi rispetto alle precedenti. Tuttavia, la crescita dei casi di positività al virus inizia ad allarmare il Regno Unito che nel mese di settembre ha visto i test positivi aumentati del 7% e i tassi di ricovero ospedaliero del +50% nello stesso periodo. I dati arrivano dall’UK Health Security Agency, l’agenzia governativa britannica responsabile della protezione della salute pubblica che, così come l’Oms, ha rassicurato in merito alla mancanza di prove che XFG possa provocare malattie più gravi rispetto ad altre varianti in circolazione. Non è insolito infatti che nei mesi più freddi, a partire dall’autunno e per tutto l’inverno, i ricoveri aumentino parallelamente all'attività complessiva del Covid.
I sintomi
I sintomi della variante Stratus sono gli stessi delle altre varianti di Covid. Parliamo di mal di gola anche intenso, febbre e brividi, tosse, naso chiuso, mal di testa, stanchezza e dolori muscolari. Più raramente, XFG può provocare anche alterazioni del gusto e dell’olfatto. Nonostante non sia provata una maggiore pericolosità della nuova variante, restano valide le raccomandazioni per i soggetti fragili: il rischio di complicazioni resta maggiore per le persone anziane, immunodepresse o con malattie croniche. La vaccinazione continua a offrire protezione soprattutto contro le forme gravi.