Lebbra in Italia, infettivologa Spallanzani: "No allarme, malattia rara da 7 casi l'anno"

Salute e Benessere

L'infettivologa spiega, in un'intervista a LaPresse, che “non solo si tratta di una malattia rara nel nostro Paese, ma la lebbra è anche poco contagiosa e richiede un contatto prolungato nel tempo. Inoltre oggi la terapia è molto efficace”

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Il numero non preoccupa. Angela Corpolongo, infettivologa dello Spallanzani e presidente Simet (Società Italiana di Medicina Tropicale e Salute Globale), intervistata da LaPresse per LaSalute, spiega che in Italia “la lebbra è una malattia infettiva rara soggetta a notifica. Si registrano a livello nazionale circa 7 casi ogni anno: dunque non c’è allarme, né allarmismo da fare”. “Non solo si tratta di una malattia rara nel nostro Paese, ma la lebbra è anche poco contagiosa e richiede un contatto prolungato nel tempo. Inoltre oggi la terapia è molto efficace”.

L’infettivologa, che è uno dei medici del Centro di riferimento per le malattie infettive rare della Regione Lazio, interviene dopo l’uscita di alcune notizie allarmanti circa la diffusione della lebbra nel nostro Paese. “Il sistema immunitario normalmente contrasta la malattia”, chiarisce Corpolongo. In Italia “non ci sono casi autoctoni, l’ultimo risale al 2003 – aggiunge nell’intervista a LaPresse - . I pochissimi casi sono di importazione. Oltretutto quelli che vengono contati come casi di lebbra possono essere relativi a persone che sono già state trattate e che noi prendiamo in carico con esiti della malattia: in questi casi si tratta di persone non contagiose”. 

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