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Covid, Iss: da 2 a 5 le Regioni classificate a rischio alto

Salute e Benessere
©Getty

Si tratta di Emilia Romagna, Lazio, Marche, Puglia e Veneto. Le restanti 16 Regioni e Province autonome sono invece classificate a a rischio moderato. "L'aumento della circolazione del virus inizia a essere sostenuto", ha dichiarato il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza

 

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Questa settimana sono cinque le Regioni classificate a rischio alto nel monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute sull'andamento dell'epidemia di Covid-19 in Italia. Tre in più rispetto alla settimana precedente. Si tratta di Emilia Romagna, Lazio, Marche, Puglia e Veneto. Le restanti 16 Regioni e Province autonome sono invece classificate a a rischio moderato. (COVID: LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA - VACCINO COVID: DATI E GRAFICI SULLE SOMMINISTRAZIONI IN ITALIA, REGIONE PER REGIONE)

Rezza: "Aumento circolazione virus inizia a essere sostenuto"

 

"Questa settimana si nota un aumento del tasso di incidenza dei casi di Covid nel nostro Paese e l'incidenza si fissa a 325 per 100mila abitanti: si è quindi verificato un sensibile aumento rispetto alla settimana precedente". Lo ha dichiarato il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, commentando i dati relativi al monitoraggio settimanale. "Dato l'aumento della velocità di circolazione virale, che adesso comincia ad essere abbastanza sostenuto, è importante mantenere comportamenti ispirati alla prudenza e soprattutto effettuare le dosi di richiamo dei vaccini. Questo riguarda soprattutto le persone a rischio al fine di evitare le conseguenze più gravi della malattia", ha aggiunto.

 

 

"Tendenza all'aumento occupazione ospedali"

 

Quanto alla situazione negli ospedali, Rezza ha spiegato che "c'è una tendenza all'aumento dell'occupazione dei posti di area medica, mentre siamo lontani da qualsiasi soglia di congestione per quanto riguarda le terapie intensive, che rimangono stabili in termini di occupazione". Anche per l'Rt, "notiamo una tendenza all'aumento e siamo ormai al limite della soglia epidemica, ovvero a 1", ha sottolineato.

 

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