Covid Cina, tamponi ai pesci pescati nella città portuale di Xiamen

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Circa 5 milioni di persone si sono dovute sottoporre a test di massa a Xiamen per una quarantina di casi positivi. Testati anche i pesci

 

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Perseguendo la nota politica "tolleranza zero", le autorità cinesi hanno dato il via ad una campagna di test Covid sui pesci di mare: a comunicarlo l’assessorato alla salute della città portuale di Xiamen, sud della Cina. Una notizia che, inutile dirlo, ha suscitato non poche reazioni ironiche. “Quello che viene pescato deve essere testato", ha affermato un portavoce e, infatti, l’assessorato ha confermato l'avvio della campagna di test non solo ai pescatori al loro rientro in porto, ma anche ai pesci che hanno pescato. Dai video pubblicati sui social, effettivamente, si vedono tamponi venire effettuati nel porto di Xiamen. Si legge nei commenti pubblicati sotto la foto: “E se i pesci sono positivi cosa fanno, li mandano nei centri per la quarantena?”. Eppure, per via di una quarantina di casi positivi, circa 5 milioni di persone si sono dovute sottoporre a test di massa in questa settimana nella città portuale. A Jimei, distretto in cui si trova Xiamen, dopo una direttiva in cui si denunciava il rischio di traffici illegali con pescatori stranieri, nel mese di luglio il governo cinese ha richiesto l’avvio di test a pescatori e pescato. Nonostante gli scienziati siano scettici sul fatto che il coronavirus possa essere trasmesso attraverso i pesci, il governo ha deciso di proseguire con la propria decisione. (COVID: LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA - VACCINO COVID: DATI E GRAFICI SULLE SOMMINISTRAZIONI IN ITALIA, REGIONE PER REGIONE)

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Mai così tanti contagi in Cina, dove si è arrivati a quota 3.424 casi mercoledì 17 agosto, facendo toccare i massimi livelli dallo scorso 8 maggio. Nonostante le restrizioni, i duri lockdown, le proteste e i disagi, sembra impossibile contenere il Covid. A seguito dei focolai nell’isola meridionale di Hainan, la situazione nel Paese appare sempre più critica, con l’epidemia nell’isola diventata la più grande del Paese da quando Shanghai è stata chiusa in primavera. Un’altra grande discussione si è sollevata sul "caso Ikea", dopo la diffusione di un video registrato nel centro commerciale stesso. Alcuni clienti, alla notizia di un "contatto diretto" di caso Covid interno alla struttura, sarebbero scappati per non rimanere bloccati all’interno della stessa. Inutile la presenza delle guardie, che non sono riuscite a contenere la folla.

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