Omicron, Belgio verso stop a corsie preferenziali per i pazienti Covid

Salute e Benessere
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È quanto prevede un piano ad hoc formulato dal Servizio pubblico federale per la salute (Sfb Santé), nel caso in cui la variante Omicron del coronavirus dovesse portare anche nel Paese del Benelux un'ondata senza precedenti

 

Il Belgio sta valutando la possibilità di porre fine alle corsie preferenziali per il ricovero in ospedale per i pazienti affetti da coronavirus.
È quanto prevede un piano ad hoc redatto dal Servizio pubblico federale per la salute (Sfb Santé), nel caso in cui la variante Omicron del coronavirus Sars-CoV-2 dovesse portare anche nel Paese del Benelux un'ondata senza precedenti (COVID: LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA - VACCINO COVID: DATI E GRAFICI SULLE SOMMINISTRAZIONI IN ITALIA, REGIONE PER REGIONE)

Non più corsie preferenziali per i casi urgenti da Covid

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Marcel Van der Auwera, a capo della commissione che si occupa del Pronto soccorso federale, ha spiegato ai media belgi che "c'è un consenso per cui in una fase d'urgenza di livello 3 le cure per il Covid non saranno più prioritarie rispetto a quelle per altri tipi di patologie". Ciò significa che in Belgio i reparti di terapia intensiva potrebbero tornare a essere aperti a tutti quelli che dovessero averne bisogno, senza corsie preferenziali per i casi urgenti da Covid. "Non possiamo mettere a disposizione così tante risorse per una sola persona. Dobbiamo quindi stabilire una lista di priorità per la fase 3" e "solo le persone con problemi urgenti potranno essere ammesse", ha aggiunto van der Auwera. Attualmente, il Belgio, in cui a giorni si comincerà a discutere in Parlamento della possibilità di rendere la vaccinazione contro il Covid obbligatoria, si trova ad un livello di emergenza sanitaria classificato come fase 1B e il 50% delle terapie intensive è messo a disposizione dei pazienti con coronavirus.

Oms: "Omicron resta pericolosa soprattutto per non vaccinati"

Intanto, il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom, nel briefing sulla pandemia a Ginevra, ha sottolineato che "anche se Omicron provoca una malattia meno grave di Delta, rimane un virus pericoloso, in particolare per coloro che non sono vaccinati". "L'enorme picco di infezioni" nel mondo "è guidato da Omicron, che sta rapidamente sostituendo Delta in quasi tutti i paesi", ha aggiunto, per poi sottolineare che "la scorsa settimana più di 15 milioni di nuovi casi di Covid sono stati segnalati in tutto il mondo, di gran lunga il maggior numero di casi segnalati in una sola settimana".
Il direttore generale dell'Oms ha inoltre riferito che, a dispetto dell'impennata dei contagi da Omicron, "il numero di decessi segnalati settimanalmente è rimasto stabile dall'ottobre dello scorso anno, con una media di 48.000 decessi a settimana". E, anche se "il numero di pazienti ricoverati in ospedale è in aumento nella maggior parte dei Paesi, non è al livello delle ondate precedenti, probabilmente per la minore gravità di Omicron e per l'immunità diffusa grazie ai vaccini o per precedenti infezioni".

 

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