Sclerosi multipla, lockdown: accesso alle terapie difficoltoso per il 60% dei pazienti

Salute e Benessere

Molte persone che soffrono della malattia neurodegenerativa sono state costrette a sospendere o rinviare le prestazioni sanitarie, “mettere in pausa” la riabilitazione o rinunciare alle terapie

In occasione della Settimana nazionale di informazione sulla sclerosi multipla, che quest’anno si svolge dall’1 al 7 giugno, sono stati diffusi alcuni dati relativi alle condizioni lavorative dei pazienti con questa patologia neurodegenerativa. Le informazioni, contenute nel Dossier sclerosi multipla e Covid-19, indicano che durante l’emergenza sanitaria solo un paziente su tre ha avuto accesso allo smart working. Due persone con sclerosi multipla su tre hanno avuto difficoltà e paure sul lavoro, mentre un lavoratore dipendente su cinque e due lavoratori autonomi su tre hanno subito un forte impatto economico. Il 42% dei pazienti ha avuto difficoltà con le procedure medico legali da cui dipendono le tutele in ambito lavorativo. Tutti questi dati fanno parte del Barometro della sclerosi multipla 2020 e verranno presentati e discussi nel corso di vari webcast promossi da Aism, l’Associazione italiana sclerosi multipla.

Le difficoltà legate al lockdown

 

Per il 60% delle persone con sclerosi multipla, il periodo del lockdown è stato contraddistinto da difficoltà ad accedere alle cure e all’assistenza. Molti pazienti sono stati costretti a sospendere o rinviare le prestazioni sanitarie, “mettere in pausa” la riabilitazione o rinunciare alle terapie. Il 15% segnala di aver dovuto sostenere costi extra per far fronte alla carenza di cure legate all’emergenza, percentuale che raggiunge il 22% nelle forme più gravi della patologia, con una spesa medica fino a 1600 euro in più nei casi di disabilità grave. Per sensibilizzare la popolazione su queste tematiche, l’Aism ha organizzato vari webinair, tra cui uno incentrato sul “Dossier sclerosi multipla e ricerca”, durante il quale i ricercatori illustreranno i progressi dei loro studi.

 

Scoperte le citochine delle forme più gravi di sclerosi multipla

 

Recentemente, nel corso di uno studio un team di ricercatori dell’Università di Verona è riuscito a individuare le citochine presenti nel liquido cerebro-spinale dei pazienti affetti dalle forme più gravi della sclerosi multipla. Questa scoperta permetterà di personalizzare le cure e di scegliere fin da subito le terapie più efficaci per le persone con una patologia maggiormente aggressiva, incrementando così le probabilità di successo terapeutico.

 

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