Il coronavirus e Covid-19 spiegati dagli esperti in 20 domande e risposte

Salute e Benessere

Per aiutare il pubblico a conoscere il coronavirus e la malattia Covid-19 nei dettagli, la virologa Francesca Rovida e l’ordinario di microbiologia Massimo Clementi sono intervenuti a Sky Tg24 per rispondere alle domande più importanti sul tema 

Con l’aumentare dei casi di Covid-19, in Italia così come in altre parti del mondo (GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA), crescono gli interrogativi relativi al coronavirus (IL PRIMO CASO EUROPEO POTREBBE ESSERE STATO IN GERMANIA), che vanno dalle modalità di trasmissione alle misure più efficaci per evitare i contagi. In un mare di notizie nel quale non sempre è facile districarsi, assume ancor più importanza il ruolo degli esperti, chiamati a guidare le persone verso informazioni certificate e affidabili. Per questo, la virologa del Policlinico San Matteo di Pavia Francesca Rovida e Massimo Clementi, ordinario di microbiologia e virologia al Università Vita-Salute San Raffaele, sono intervenuti a Sky Tg24 per rispondere ad alcune delle domande più comuni sul coronavirus (LO SPECIALE) nel tentativo di fare chiarezza.

Quali sono i sintomi del coronavirus?

Rovida: “I sintomi possono andare dai più lievi, come rinite, tosse e febbre, ad altri più complicati come insufficienza respiratoria e polmonite”.

Se ho i sintomi mi fanno il tampone?

R: “Se ho sintomi lievi, la soluzione migliore sarebbe quella di chiamare il 1500, numero del Ministero della Salute che dà un supporto alle persone. Ci sono persone che danno consigli su come gestire la situazione, consigliando se andare da un medico o se recarsi in pronto soccorso".

Come si guarisce dal virus?

Clementi: “Si guarisce spontaneamente, perché non essendoci terapie specifiche e la possibilità di immunizzare i pazienti, questi ultimi sviluppano un’immunità durante l’infezione e guariscono".

Come si trasmette il coronavirus?

Rovida: “Questo è un virus respiratorio e quindi si trasmette per via aerea. Si parla molto delle mani perché se una persona infetta tossisce, mette la mano davanti alla bocca e non la lava può veicolare in qualche modo il virus. Ma la trasmissione è assolutamente di tipo respiratorio".

Quanto è resistente il virus fuori dal corpo umano?

Clementi: “Conoscevamo la resistenza, fuori dal corpo umano, degli altri coronavirus prima di questa epidemia. Oggi sappiamo che c’è stato un recente studio, pubblicato sulla rivista Jama, secondo cui il virus persiste sulle superfici per giorni. Questo sottolinea quanto detto dalla dottoressa, le mani che toccano le superfici possono contaminarsi e diventare quindi veicolo, forse anche più importante del veicolo aereo in certe circostanze".

Rovida: “A tal proposito in questi giorni presso il nostro laboratorio si stanno conducendo degli studi per comprendere meglio questi dati, speriamo di avere presto notizie incoraggianti”.

Perché in Italia c’è un focolaio così importante?

Clementi: “Ovviamente il focolaio è stato innescato da un'infezione portata dal focolaio principale, quello cinese. È sfuggito il paziente zero, cercato da tutti ma che ora non ha più senso ricercare oltre misura, visto che ci troviamo molto più avanti. Ma certamente è questa l’origine dell’epidemia. Ora si sta però chiarendo che altri stati europei hanno la stessa problematica".

L’isolamento delle zone epidemiche è efficace?

Clementi: “Questa è una misura applicata da secoli per tutte le malattie infettive. Chiaramente in una condizione in cui non abbiamo altri presidi, rimane l’unica misura efficace. Vanno quindi seguite le indicazioni che il Ministero e l’Iss ci stanno dando a questo proposito".

Si può essere positivi al virus ma asintomatici?

Rovida: “Noi abbiamo analizzato molti pazienti e il 95% dei pazienti positivi sono sintomatici. C’è una piccola percentuale, attorno al 5%, di pazienti che definirei pauci-sintomatici, quindi positivi con sintomi lievi. Ma la maggior parte dei casi positivi riguarda pazienti con chiari sintomi".

Chi guarisce dalla malattia può poi contagiare gli altri o riprendere il virus?

Clementi: “Non ci sono elementi per sostenere questo. C’è stato un caso, non pubblicato su una rivista scientifica ma semplicemente riportato, ripreso forse in maniera troppo enfatica, ma in questo momento non si può dire che non ci sia guarigione completa".

Il contagio può arrivare attraverso il cibo?

Rovida: “Voglio sottolineare che questo virus si trasmette per via respiratoria, l’unica possibile via per l’infezione".

Perché è fondamentale il lavaggio delle mani?

Clementi: “Per quanto abbiamo detto sulla contaminazione delle superfici, visto che con le mani si toccano delle superfici e poi vengono portate ovunque. Questa misura è sottolineata non soltanto in questa epidemia, ma anche in altre condizioni come le epidemie influenzali, perché è fondamentale".

Il rispetto di un metro di distanza è misura efficace?

Rovida: “Sì, è efficace. Se la distanza è maggiore meglio, ma in questo momento dobbiamo evitare i contatti stretti tra persone”.

A cosa servono le mascherine?

Rovida: “Intanto le mascherine servono soprattutto ai pazienti con sintomi, per evitare che si liberi nell’aria il virus, dunque è buona pratica far mettere la mascherina a un paziente che potrebbe veicolare l’infezione".

Clementi: “Sottoscrivo totalmente quanto detto, ma vorrei aggiungere che nelle ultime settimane il prezzo delle mascherine è quadruplicato, anche per chi svolge un’attività sanitaria. Nel mio laboratorio, chi entra deve indossare una mascherina, e ci è stato chiesto un prezzo esorbitante".

È fondamentale distinguere il virus dalla malattia?

Rovida: “Certo, è importante non fare confusione e utilizzare il linguaggio appropriato".

Clementi: “Senza usare il linguaggio appropriato si rischia di fare confusione. Confondere malattia e infezione, o con la gente infettante, è fonte di grosso pregiudizio".

Cosa devono fare le fasce deboli?

Clementi: “Per quanto riguarda le donne in gravidanza, ci sono stati casi di bambini nati non infettati e gravidanze portate avanti perfettamente. Ma è chiaro che se la donna si ammala e ha un’insufficienza respiratoria importante può essere un problema. Tutti gli altri, anziani e immunodepressi, vanno protetti da possibili fonti di contagio".

Gli animali domestici possono contagiarsi tra loro e ricontagiare l’uomo?

Rovida: “Non esistono ad ora dati chiari su questo aspetto. Si tratta di un virus che conosciamo da poco tempo e quindi questo aspetto va approfondito e conosciuto, non si può dire nulla di certo al momento visti i pochi dati scientifici sul tema".

È consigliabile disinfettare smartphone, tastiere e soldi?

Clementi: “Al di là dell’epidemia, io consiglierei sempre di pulire telefoni e tastiere. Con i soldi è più difficile, ma il denaro può essere veicolo di microrganismi. In questo contesto non vedo nulla di più e nulla di meno rispetto a quanto accade normalmente".

Rovida: “Queste norme di pulizia e igiene dovrebbero esserci sempre, non soltanto in questo momento".

Le temperature calde potrebbero uccidere il virus?

Rovida: “Lo scopriremo andando avanti, ma sappiamo che i virus respiratori generalmente prediligono la stagione fredda, quella autunnale e invernale. Ci auguriamo che sia così anche per questo virus ma lo vedremo solo nei prossimi mesi".

Clementi: “Questo coronavirus condivide molte caratteristiche con gli altri conosciuti. Non abbiamo conoscenze specifiche su come questa infezione possa evolversi, ma conosciamo il comportamento degli altri coronavirus e questo possiamo valutarlo. Sulla base di questo, normalmente i virus respiratori hanno difficoltà maggiori a trasmettersi nella stagione calda. Questa azione di spingere l’epidemia il più avanti possibile con queste misure adottate, portandola verso le settimane più calde, è una strategia che punta anche su questa possibilità".

Chi ha fatto il vaccino antinfluenzale è meno a rischio?

Clementi: “No, il vaccino è posto per l’influenza ma non per il coronavirus".

Rovida: “È così, eviteremo l’influenza ma non il coronavirus”.

Quando avremo il vaccino?

Clementi: “Arrivare a un vaccino per questa infezione non è un’impresa impossibile, ma è realizzabile in pochi mesi, fatta eccezione per l’aspetto regolamentare. Il problema è un altro, parliamo di questo coronavirus e non di tutti. Quindi l’immunità pan-coronavirus è difficile da ottenere con un vaccino".

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