Oms, dal morbillo all’obesità: le emergenze per la salute del 2019

Salute e Benessere

A pochi giorni di distanza dall’inizio del 2020, l’Agenzia delle Nazioni Unite ha tracciato un ritratto della popolazione mondiale, evidenziando quali sono le principali minacce che ha dovuto affrontare nel corso dell’ultimo anno 

Dal ritratto della popolazione mondiale tracciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) a pochi giorni di distanza dall’inizio del 2020, emerge che alcuni dei problemi di salute più diffusi sono associati a degli stili di vita scorretti (sedentarietà, alimentazione errata, vizi ecc.). Sulla Terra, infatti, sono ormai 2,3 miliardi le persone in sovrappeso o obese, l’alcol causa la morte di 3 milioni di individui all’anno e il numero dei fumatori scende a un ritmo non abbastanza veloce. Inoltre, almeno 50 milioni di anziani convivono con una forma di demenza e in varie zone del mondo sono presenti delle emergenze sanitarie, come le epidemie di morbillo e malaria.

Le principali emergenze delle salute

Rispetto al 2018, i casi globali di morbillo sono più che triplicati. Anche i superbatteri continuano a rappresentare una minaccia da non sottovalutare: ogni anno 700mila persone perdono la vita a causa di infezioni resistenti agli antibiotici. Inoltre, il numero di individui esposti a temperature elevate incrementa ogni anno di 125 milioni.

Nuove speranze dai vaccini

L’anno che sta per concludersi ha avuto anche degli aspetti positivi. Grazie allo sviluppo di nuovi vaccini la lotta ad alcune delle malattie che minacciano la salute globale si è intensificata. È questo il caso, per esempio, della malaria: la prima vaccinazione su larga scala contro questa patologia è stata avviata in Malawi, Ghana e Kenya, con l’obiettivo di raggiungere 360mila bambini all’anno. Nella Repubblica Democratica del Congo il virus ebola ha infettato più di 3.000 persone, tuttavia grazie a un nuovo vaccino, prequalificato a novembre dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, e a delle terapie sperimentali, la mortalità è più contenuta rispetto alla precedente epidemia in Africa Occidentale. L’Oms segnala anche una svolta positiva nella lotta agli stili di vita negativi. Nel corso del 2019 il numero dei fumatori di sesso maschile ha iniziato a diminuire per la prima volta a livello mondiale e l’Agenzia delle Nazioni Unite prevede che entro il 2025 almeno 5 milioni di uomini smetteranno di fumare. 

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