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Superbatterio New Delhi, a Siena test per possibili cure con una molecola antimicrobica

Salute e Benessere

Un gruppo di ricerca dell’Università coordinato dal professor Alessandro Pini lavora da anni su questo tipo di molecola che di recente si è rivelata efficace contro il batterio, che intanto continua a far paura in Toscana: 90 i casi registrati, 36 le vittime

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Una molecola antimicrobica che potrebbe essere efficace contro il batterio New Delhi è in sperimentazione all’Università di Siena. Il gruppo di ricerca coordinato dal professor Alessandro Pini, al dipartimento di Biotecnologie Mediche, lavora da anni su questo tipo di molecola, che recentemente - come descritto in un articolo pubblicato sulla rivista “International Journal of Antimicrobial Agents” - si è rivelata come potenziale cura contro il superbatterio, che continua intanto a far paura in Toscana: 90 i casi registrati, 36 le vittime ad esso collegate.

Si trova nella fase finale di sviluppo preclinico

La molecola, appartenente alla classe molecolare dei peptidi antimicrobici, attualmente si trova nella fase finale di sviluppo preclinico. In collaborazione con il gruppo del professor Rossolini all'Università di Firenze sono in programma prove di efficacia su ceppi di New Delhi isolati nella Regione Toscana. La molecola è attualmente in licenza all'azienda SetLance srl, una società con sede a Siena, fondata nel 2009 da Alessandro Pini, Luisa Bracci e Chiara Falciani, e che, operando in convenzione con l'Università di Siena, si occupa dello sviluppo farmaceutico di farmaci antimicrobici attraverso contratti di ricerca con multinazionali del farmaco.

Cosa è il New Delhi e quali sintomi ha

Il New Delhi Metallo beta-lactamase è un enzima prodotto da batteri presenti nell’intestino, in grado di distruggere molti tipi di antibiotici. Questi batteri dimostrano un'alta capacità di resistenza ai farmaci e questo li rende altamente pericolosi, soprattutto nei pazienti con un sistema immunitario già compromesso. Il contagio avviene per contatto, fondamentale quindi una stretta osservanza delle regole igieniche, a cominciare dal lavaggio delle mani. I sintomi sono febbre, infezione del tratto urinario, dolori al torace, polmonite, anche disturbi gastrici e artriti. La situazione in Toscana - hanno scritto gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità - è inedita per il nostro Paese e per questo è necessario, pur evitando allarmismo, tenere alto il livello di attenzione.