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Lavoro, turno di notte: gli effetti di uno spuntino sull’attenzione

Salute e Benessere
Cartellino (Ansa)

Secondo uno studio dei ricercatori dell’Università dell’Australia meridionale stare a digiuno o al contrario assumere un pasto troppo sostanzioso comprometterebbe la produttività a lavoro 

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Il segreto per essere vigili e attenti durante il turno di notte sarebbe fare uno spuntino prima di mezzanotte e mezza.
A suggerirlo sono i risultati di un recente studio condotto da un team di ricercatori dell’Università dell’Australia meridionale. Stare a digiuno o al contrario assumere un pasto troppo sostanzioso provocherebbe un incremento della sonnolenza e del senso di affaticamento: due fattori che compromettono sensibilmente l’attenzione e la produttività durante il turno lavorativo.

Lo studio nel dettaglio

Per compiere lo studio, pubblicato sulla rivista specializzata Nutrients, i ricercatori hanno analizzato nel dettaglio gli effetti di tre diverse tipologie di pasti su un campione composto da 44 individui a cui è stato chiesto di simulare dei turni di notte per un periodo di osservazione di una settimana. Un terzo del campione durante il test ha consumato prima di mezzanotte e mezza un pasto consistente, ovvero che fornisce il 30% dell’apporto energetico di una giornata (un panino, una barretta al muesli e una mela). Ad altri partecipanti è stato chiesto di restare a digiuno; una terza parte, invece, ha assunto uno spuntino, composto da una barretta al muesli e una mela, in grado di fornire il 10% dell’apporto energetico di un’intera giornata.
Analizzando la risposta del campione, gli esperti hanno dimostrato che uno spuntino leggero consumato prima di mezzanotte e mezza avrebbe effetti positivi sull’attenzione e sulla produttività dei dipendenti che lavorano la notte, in quanto ridurrebbe il senso di stanchezza e la sonnolenza.

16 minuti di sonno perso possono rovinare le prestazioni lavorative

Un precedente studio, condotto dai ricercatori della University of Florida e pubblicato sulla rivista specializzata Sleep Health, ha dimostrato che anche solo 16 minuti di sonno perso possono compromettere la lucidità e la concentrazione nella giornata che segue. Per giungere a questa conclusione gli esperti hanno monitorato un campione composto da 130 lavoratori con almeno un bimbo in età scolare.
I risultati forniscono “prove empiriche del motivo per cui nei luoghi di lavoro ci voglia un impegno maggiore per promuovere il sonno dei dipendenti: chi dorme bene può essere più 'performante' sul lavoro, grazie alla maggiore capacità di rimanere concentrato, con meno errori e conflitti interpersonali”, spiega Soomi Lee, coordinatrice dello studio.