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Morbo di Parkinson, la stimolazione dell'orecchio può ridurre i sintomi

I titoli di Sky Tg24 delle ore 13 del 25/7

2' di lettura

Una stimolazione chiamata 'vestibolare calorica' può migliorare la gestione della malattia, riducendone i sintomi sia motori sia non motori. Lo ha dimostrato uno studio pilota condotto presso l'Università del Kent 

Uno studio pilota, condotto su 46 pazienti presso l'Università del Kent, potrebbe dare nuova linfa alla ricerca di nuove cure nell’ambito del morbo di Parkinson, una malattia neurodegenerativa che si verifica quando le cellule nervose del cervello che producono il neurotrasmettitore dopamina cominciano a morire. La ricerca, riportata anche sulla rivista Parkinsonism & Related Disorders, ha concluso che la stimolazione delicata e controllata del condotto uditivo può aiutare a gestire e ridurre i sintomi del Parkinson, sia motori sia quelli legati alla capacità decisionale, all’umore, alla memoria, al livello di attenzione e di sonno. La stimolazione sperimentata, utilizzato un sistema già in uso clinico per la diagnosi di vari disturbi come le vertigini, è chiamata in gergo medico 'stimolazione vestibolare calorica'. Secondo gli esperti, se effettuata due volte al giorno per circa due mesi può iniziare a manifestare nel paziente significativi miglioramenti.

Nuove possibilità terapeutiche

Diretto dal professor David Wilkinson della Kent's School of Psychology, lo studio apre dunque a nuove possibilità terapeutiche ed i risultati sono incoraggianti se si pensa che l'effetto positivo della stimolazione vestibolare riguardi anche la sfera non motoria dei problemi legati alla malattia. Sebbene i risultati debbano ancora essere confermati su una casistica più ampia di pazienti, i partecipanti allo studio pilota hanno riferito, dopo il trattamento, di aver beneficiato di un maggiore movimento e mobilità e hanno mostrato miglioramenti nel processo decisionale e di attenzione. Riscontrando progressi nella memoria, nell’umore e nella qualità del sonno. I partecipanti hanno anche affermato che alla fine dello studio hanno trovato più facile svolgere comuni attività quotidiane in autonomia.

Effetti anche a lungo termine

La maggior parte dei guadagni terapeutici è stata massima cinque settimane dopo la fine del trattamento, suggerendo che il trattamento può avere effetti a lungo termine. La terapia di stimolazione è stata eseguita a casa dei pazienti, utilizzando un auricolare portatile prodotto esclusivamente per indagini cliniche da Scion Neurostim, una società di dispositivi con sede negli Stati Uniti. I partecipanti, parallelamente, hanno comunque continuato a seguire la classica terapia a base di dopamina. Positive le sensazioni del professor Wilkinson: "Questo studio contempla la possibilità intrigante che alcuni aspetti della malattia di Parkinson possano essere gestiti meglio se le terapie farmacologiche tradizionali sono combinate con una stimolazione delicata e non invasiva degli organi dell'equilibrio".  

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