In Italia due ospedali su tre hanno percorsi inaccessibili ai disabili

L'accessibilità in ospedale per le persone disabili riguarda aspetti molteplici: dalle infrastrutture alle strumentazioni sanitarie (foto: archivio Ansa)
2' di lettura

A denunciarlo è l'organizzazione senza scopo di lucro "Fiaba onlus", che si occupa di eliminare le barriere architettoniche e culturali nei confronti della disabilità

In Italia due ospedali su tre non dispongono di percorsi accessibili e spazi di assistenza adeguati alle persone con disabilità. A denunciarlo è l'organizzazione senza scopo di lucro "Fiaba onlus", in occasione di un incontro al ministero della Salute. La onlus si occupa di promuovere l'eliminazione delle barriere architettoniche e culturali nei confronti della disabilità.

Più attenzione all'accessibilità

Secondo la onlus, il tema dell'accessibilità delle strutture sanitarie per le persone disabili non sarebbe solo una questione di rampe o ascensori che dovrebbero permettere un agevole accesso ai piani. "La sanità italiana - sottolinea l'associazione - manca di quel 'prendersi cura' di chi ha una disabilità". Trascorrere un periodo di tempo in ospedale per chi è in sedia a rotelle può diventare piuttosto complesso: "Già solo farsi la barba (perché lo specchio è messo troppo in alto) o lavarsi le mani (per un mobiletto del lavandino che non permette di avvicinarsi) diventa difficile". Ecco perché, continua la onlus, "una persona con disabilità in ospedale rischia di essere disabile due volte".

Appello alla sanità italiana

Il presidente di Fiaba onlus, Giuseppe Trieste, ha lanciato un appello affinché la sanità italiana sia più sensibile contro i limiti di accessibilità per le persone disabili. "Ci vuole più attenzione - ha sottolineato durante l'incontro organizzato insieme a Consulcesi club - anche perché la popolazione sta invecchiando di anno in anno". I problemi di accessibilità riguardano aspetti molteplici, tra cui anche la strumentazione delle strutture ospedaliere. "Bisogna lavorare sul design delle apparecchiature sanitarie", ha detto Trieste. Per fare un esempio, anche una semplice analisi diagnostica oculistica può diventare complessa per una persona disabile, dato che l'apparecchio utilizzato per questo esame è composto da un pilone centrale che non consente di avvicinarsi a chi è in sedia a rotelle.

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