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Ancora cassonetti in fiamme a Roma: due incendi nella notte

Lazio
Uno dei cassonetti incendiati nella notte a Roma (ANSA)

La raccolta dei rifiuti va a rilento nella Capitale. In alcuni quartieri ci sono ancora i secchioni stracolmi. I roghi sono divampati entrambi in zona Portuense. La sindaca Raggi chiama in causa le eco-mafie

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Ancora cassonetti in fiamme a Roma, dove da giorni va a rilento la raccolta dei rifiuti e in vari quartieri ci sono ancora i secchioni stracolmi. Due i roghi che sono divampati nella notte tra giovedì 27 e venerdì 28 giugno, l'uno a poca distanza dall'altro, alle 4.30, in zona Portuense. Due cassonetti sono andati a fuoco in via Adolfo Gandiglio e altri due in via dei Colli Portuensi, danneggiando lievemente un'auto in sosta. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e carabinieri della compagnia Eur, che indagano sull'accaduto. Sono ancora da accertare le cause degli incendi. Analoghi episodi si sono verificati in altre zone della città nei giorni scorsi

Asl: "Degrado e putrefazione, ma tutto sotto controllo"

"I controlli li stiamo eseguendo: i cittadini ci segnalano delle situazioni, o al telefono o tramite Pec, e noi cerchiamo di tranquillizzarli. Se segnalano rifiuti di fronte a zone sensibili noi mandiamo gli ispettori, e dove è necessario chiediamo all'Ama di rimuovere il rifiuto". Così all'ANSA la dirigente medica del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica della Asl Roma 1, Alessandra Brandimarte. "La situazione è di grave degrado urbano, vediamo rifiuti vicino ai cassonetti", aggiunge. "Questo però non deve spaventare la popolazione. Non c'è una emergenza sanitaria, perché plastica o simili non possono emettere esalazioni tossiche. Il problema è però se si incendiano i cassonetti: allora vengono sprigionate sostanze che possono essere tossiche. Poi ci sono gli organici, che vanno in putrefazione con l'emissione di cattivi odori, che però non è dannosa di per sé. Sicuramente è un fastidio, e posso comprendere i cittadini, ma non c'è un rischio infettivo diretto. Ci può essere la proliferazione di animali, topi e gabbiani, che però la Asl tiene sotto controllo. I bigattini non sono un problema di sanità pubblica - conclude il medico - ma la manifestazione della putrefazione della sostanza organica".

Asl 2: ci siamo attivati

Anche la Asl Roma 2 si è attivata: il Dipartimento di Prevenzione, tramite la Uoc Sisp, fa sapere l'azienda, "ha inviato ai presidenti dei Municipi e al Comune di Roma, a seguito della nota della Regione, una lettera nella quale garantisce la piena collaborazione per valutare congiuntamente e individuare le iniziative utili per sollecitare l'adozione degli interventi volti a superare eventuali rischi igienico sanitari conseguenti alle criticità del mancato o inadeguato servizio raccolta dei rifiuti urbani".

Raggi: "Su rifiuti in corso guerra"

"Sui rifiuti è in corso una guerra: la guerra dei rifiuti. Qualcuno vuole riportare 'l'apostata' al 'precedente credo'. La gestione dei rifiuti di Roma, da tempo immemorabile, si è fondata su una 'commistione tra attività legali ed illegali', ma oggi 'si constata un inceppamento'. Sono le parole che la Procura Nazionale Antimafia utilizzava nel 2016 per descrivere la recente rottura di un 'meccanismo' perverso nel ciclo dei rifiuti, fatto di amicizie 'poco raccomandabili' che alcuni privati utilizzano per smaltire in modo economico e veloce". A riportare le parole della Procura Antimafia su Facebook è la sindaca di Roma Virginia Raggi.

"Roma #sottoattacco"

"Incendi nei Tmb, fuoco ai cassonetti, danni alle strutture e ai mezzi di Ama: Roma è #sottoattacco e non siamo solo noi a dirlo. Parlano i dati, le inchieste e i report delle forze dell'ordine. In questa intervista, realizzata dopo gli eventi che hanno distrutto il Salario e danneggiato Rocca Cencia, il magistrato Roberto Pennisi, procuratore della Direzione Nazionale Antimafia, fornisce la sua chiave di lettura, parlando di un possibile 'sabotaggio'", continua la sindaca. "Gli incendi all'interno delle strutture di smaltimento e trattamento dei rifiuti, come dimostrano numerose indagini, sono un affare in mano alle cosiddette eco-mafie. Affari milionari che coinvolgono tutto il ciclo dei rifiuti, a partire proprio dagli imprenditori che, spesso, hanno agito in modo illegale. Non solo mafiosi 'con la coppola' interni alle cosche, ma spesso piccole associazioni criminali a cui rivolgersi 'al momento giusto'. Ma Roma rappresenta un caso unico: gli incendi non servivano a bruciare i rifiuti, ma hanno colpito direttamente le strutture pubbliche di Ama. Noi abbiamo reagito, abbiamo alzato la guardia, innalzando i livelli di sicurezza ed il monitoraggio sui nostri siti. Roma non si piega", conclude Raggi.