Luigi Di Maio, chi è il ministro degli Esteri confermato nel governo Draghi

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L’esponente del M5s (di cui è stato anche capo politico) rimane alla Farnesina, Ministero che ha già guidato nel precedente esecutivo. Nel primo governo Conte era stato vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, realizzando la riforma bandiera del reddito di cittadinanza

Luigi Di Maio è il ministro degli Esteri del governo guidato da Mario Draghi (TUTTI I MINISTRI DEL GOVERNO DRAGHI). È stato dunque confermato alla Farnesina, nella carica già ricoperta nell’esecutivo Conte-bis da settembre 2019. All’epoca della prima nomina, quando aveva 33 anni, era diventato il più giovane della storia della Repubblica a guidare il Ministero degli Esteri. In precedenza, nel 2013, aveva battuto un altro record, diventando a soli 26 anni, il più giovane vicepresidente della Camera dei Deputati. L’ex capo politico del Movimento 5 stelle (carica ricoperta tra settembre 2017 e gennaio 2020), nel primo governo Conte era stato sia vicepremier, insieme a Matteo Salvini, che ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico. Tra le sue riforme di bandiera il reddito di cittadinanza, il decreto Dignità e l'avvio della discussione sul salario minimo.

Gli inizi della carriera politica

Nato il 6 luglio 1986 ad Avellino, famiglia residente a Pomigliano d'Arco, un tempo città della Fiat, il capo politico del M5s ha preso la guida del Movimento a settembre del 2017. Figlio di un dirigente del Msi e di An, dedito alla politica fin dai tempi della scuola - liceo classico - poi iscritto a Ingegneria e a Giurisprudenza, senza laurearsi, Di Maio ha lavorato come steward allo stadio del Napoli e come webmaster. Giornalista pubblicista, nel 2007 ha aperto il meetup M5S di Pomigliano e ha iniziato la sua ascesa. Nel 2010 si è candidato come consigliere comunale del suo comune ma ottenendo solo 59 preferenze non è stato eletto. Successivamente, con le cosiddette “Parlamentarie” del Movimento 5 Stelle, è stato candidato online e con 189 preferenze è riuscito ad essere eletto alla Camera. Alle elezioni politiche del 4 marzo 2018, invece, ha ottenuto 95.219 voti (63,41%) al collegio uninominale di Acerra.

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I ruoli di governo

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Di Maio è stato eletto dalla rete con 30.936 voti (l'82% dei votanti) candidato premier e capo politico del Movimento pentastellato il 23 settembre 2017 in occasione della kermesse grillina a Rimini. Con lui, di fatto, il Movimento ha cambiato pelle: molti poteri sono accentrati nelle sue mani e le decisioni, che nella Fase 1 del Movimento venivano prese dalla Rete e dalle assemblee, adesso vengono prese direttamente da Di Maio e talvolta ratificate da eletti e attivisti. I ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico Dopo le elezioni del 2018 in cui ha corso come candidato premier, nel primo governo Conte è stato il titolare del ministero per lo Sviluppo economico, alla cui guida ha seguito da vicino, tra le varie cose, l'accordo tra Italia e Cina sulla nuova Via della Seta. Nel settembre 2019 è diventato ministro degli Esteri nel governo Conte-bis. Il 22 gennaio 2020 ha invece comunicato le sue dimissioni da capo politico del Movimento 5 Stelle. A febbraio 2021 è stato confermato alla Farnesina anche nel nuovo esecutivo guidato da Mario Draghi.

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