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Chi è Lara Comi, da Garbagnate Milanese all'Ue con Forza Italia

2' di lettura

Classe 1983, laureata in Economia, la sua è una carriera politica velocissima ma non senza polemiche 

Una carriera politica iniziata da giovanissima e proseguita a passo spedito fino all'Europarlamento, quella dell'azzurra Lara Comi, classe 1983, finita agli arresti domiciliari nell'ambito di un filone dell'inchiesta milanese 'Mensa dei poveri'

Gli studi e i primi passi in politica 

Trentasei anni, nata a Garbagnate Milanese, studi in Economia prima alla Cattolica e poi alla Bocconi di Milano, Comi inizia a fare politica giovanissima e nel 2002 diventa portavoce di Forza Italia a Saronno. Sei anni dopo viene candidata dall'allora Popolo delle Libertà alle politiche del 2008 ma non viene eletta. La rivincita arriva l'anno successivo, quando alle elezioni europee prende oltre 63mila preferenze nella circoscrizione Italia Nord-Occidentale e vola a Strasburgo. Nel 2012 le viene affidato anche l'incarico di coordinatrice PdL della provincia di Varese. 

La volata e le polemiche

Nel 2013, anno in cui il PdL si spacca e rinasce Forza Italia, Comi torna nel partito che l'aveva lanciata. Viene denunciata per diffamazione aggravata da Roberto Soffritti, candidato di Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia: sarà condannata a risarcire 30 mila euro a Soffritti. Intanto la sua ascesa politica va avanti. Nel 2014 è rieletta al Parlamento europeo con Forza Italia, con quasi 84mila preferenze, e nominata vicecapogruppo del Ppe. Nel 2017 scoppia una polemica perché si scopre che in passato aveva assunto sua madre come propria assistente e gli organi di controllo del Parlamento europeo rilevano una violazione delle norme che vietano appunto ai parlamentari di reclutare parenti. Comi restituisce la somma 'incriminata', parlando di un errore di interpretazione normativa commesso dal proprio ex-commercialista. Alle elezioni europee del 2019, dove si presenta per conquistare il terzo mandato consecutivo, la sua corsa si arresta: è la prima dei non eletti di Forza Italia. A incidere sul risultato, forse, anche il fatto che un mese prima delle votazioni Comi era stata indagata per finanziamento illecito nella maxi indagine della Dda di Milano sulla presunta rete di corruzione che aveva portato a 43 misure cautelari, in seguito, la stessa Comi agli arresti domiciliari per accuse di corruzione, finanziamento illecito e truffa. 

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