I nuovi reati introdotti dalle leggi e dai decreti del governo Meloni: quanti e quali sono

Politica
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Dal primo decreto "anti-Rave" a quello recente sulla sicurezza nelle manifestazioni: secondo i dati del XXII Rapporto di Antigone, a quattro anni dall'inizio del mandato il governo guidato da Giorgia Meloni ha introdotto oltre 55 nuovi reati. Ecco i principali.

Quello che devi sapere

Organizzazione e partecipazione a rave party illegali

Il 31 ottobre 2022, pochi giorni dopo il giuramento, l'esecutivo vara un provvedimento che introduce il reato di organizzazione e partecipazione a rave party illegali. La stretta, normata con l'articolo 434-bis del Codice penale, prevede pene fino a 6 anni di reclusione e sanzioni accessorie come la confisca dei mezzi usati dagli organizzatori.

 

Per approfondire: Dal fermo preventivo ai minori imputabili, tutte le nuove misure del decreto sicurezza

RAVE PARTY AL PARCO LAMBRO

Decreto Cutro - Morte o lesioni in conseguenza di traffico di migranti

Dopo la tragedia di Cutro, in Calabria, con il naufragio di un caicco carico di migranti costato la vita ad almeno 94 persone, nel marzo 2023 il Consiglio dei ministri riunito nella cittadina del crotonese vara una stretta sugli scafisti. Con l'articolo 12-bis del Testo Unico sull'Immigrazione viene previsto il reato di morte o lesioni come conseguenza di delitti in materia di immigrazione clandestina. Chiunque "promuove, dirige, organizza, finanzia o effettua il trasporto di stranieri nel territorio dello Stato" quando "il trasporto o l'ingresso sono attuati con modalità tali da esporre le persone a pericolo per la loro vita" rischia il carcere fino a 30 anni.

 

Per approfondire: Via libera del Cdm al nuovo decreto sicurezza: le nuove misure

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Decreto Caivano - Inosservanza dell'obbligo scolastico

Dopo i fatti di Caivano, in Campania, con lo stupro di due cugine di 10 e 12 anni da parte di un gruppo di minorenni, nel settembre 2023 l'esecutivo approva un provvedimento sulla criminalità giovanile. Tra le misure, viene introdotto un reato per i genitori che non mandano i figli a scuola. Chi non iscrive il minore rischia la reclusione fino a 2 anni. Per le assenze ingiustificate, scatta il carcere fino a 1 anno. 

 

Per approfondire: Cosa c'è nel nuovo dl sicurezza? Nuovi reati e aggravanti

Detenzionie di materiale con finalità di terrorismo

Nel novembre del 2023 il governo dà il via liberas a un disegno di legge sulla sicurezza che include, tra le misure, nuovi reati a tutela dell'ordine pubblico. Il primo è la detenzione di materiale con finalità terroristiche, punibile con il carcere da 2 a 6 anni.

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Occupazione di immobile

Viene introdotta inoltre la fattispecie di occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui con pene da 2 a 7 anni. 

Blocchi stradali e resistenza passiva

Nel corso dell'esame parlamentare, il disegno di legge sulla sicurezza viene ampliato con l'aggiunta di nuovi reati come quello per i sit-in che impediscono la circolazione su strada o ferrovia. Viene previsto il carcere fino a 1 mese per chi da solo blocca una strada o una ferrovia e da 6 mesi a 2 anni se il reato viene commesso da più persone riunite. 

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Organizzazione o partecipazione a rivolte in istituti penitenziari

Nel 2025 un decreto (numero 48) sempre sulla sicurezza introduce un nuovo reato contro le rivolte all'interno delle carceri. Per chi partecipa, anche mediante atti di resistenza passiva o non violenta, e impedisce il normale funzionamento della struttura viene prevista la reclusione da 1 a 5 anni. Pene più severe per chi organizza la rivolta, da 2 a 8 anni.

Rivolte nei Cpr

Nello stesso provvedimento viene previsto un analogo reato per le rivolte nei Centri di permanenza per i rimpatri  (Cpr) con pene da 1 a 4 anni e aggravanti per gli ospiti che organizzano sommosse oppure causano morte o lesioni in conseguenza di queste.

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Femminicidio

Nel marzo 2025, il Consiglio dei Ministri dà disco verde al disegno di legge per l’introduzione del reato di femminicidio. Dopo un lungo iter in Parlamento il testo è stato convertito in via definitiva dalla Camera il successivo 25 novembre, data in cui si celebra la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Il provvedimento, votato bipartisan, introduce all'interno del codice penale il nuovo articolo 577-bis, una fattispecie specifica di omicidio che prevede l'ergastolo per chiunque provochi la morte di una donna per discriminazione, odio o prevaricazione o mediante atti di controllo, possesso o dominio. È femminicidio anche l'omicidio commesso per il rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali. 

Violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche

L'ultimo pacchetto di misure, in ordine di tempo, risale al 21 ottobre scorso, a pochi giorni dai disordini che hanno colpito il centro di Milano, protagonisti quasi tutti minorenni. Con il nuovo provvedimento nasce il reato di “violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche”. Per gruppi di almeno 5 persone che durante le proteste utilizzano bastoni, mazze o lanciano oggetti mettendo a rischio l'incolumità delle persone, è prevista la reclusione da 2 a 5 anni e una multa fino a 20mila euro. La pena aumenta se le violenze sono commesse a volto coperto e se si danneggiano infrastrutture o servizi pubblici. 

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Carceri sovraffollate

L'aumento dei reati pesa sul sovraffollamento delle carceri. Nel rapporto "Tutto chiuso" l'associazione Antigone segnala un peggioramento rispetto al passato con 64.436 persone detenute a fronte di una capienza di 46.318 posti. Mentre le misure alternative alla detenzione registrano un calo, crescono o provvedimenti di isolamento disciplinare. Ad allarmare è inoltre la crescita dei detenuti in sofferenza psico-fisica: quasi la metà della popolazione carceraria ricorre a sedativi o ipnotici. Sul fronte dell'edilizia, 66 istituti di pena sui 102 visitati da Antigone presentano reparti inagibili, il 23 wc e cucina sono nello stesso ambiente. Peggiorano infine le condizioni igieniche, dalla mancanza di acqua calda all'assenza di docce in cella in 53 istituti.

 

Per approfondire: Nordio: "Carcere minorile in sofferenza, serve ampliare"

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