Benzina, governo studia le accise mobili: come funziona lo sconto (che arriva in ritardo)

Politica
©Ansa

Introduzione

Il governo studia come frenare il caro-carburanti e valuta l'attivazione delle accise mobili, il meccanismo che finanzia un taglio delle imposte con il maggior gettito Iva incassato quando sale il prezzo del petrolio. Il tema è stato al centro di un incontro tra la premier Giorgia Meloni e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. Uno strumento a costo quasi nullo per lo Stato, ma con due difetti: uno sconto contenuto e, soprattutto, differito nel tempo. Ecco come funziona.

Quello che devi sapere

La riunione a Palazzo Chigi

I prezzi di benzina e gasolio continuano a salire e il governo lavora a possibili contromisure. La questione è stata affrontata in un colloquio tra Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti, dedicato al quadro economico generale e in particolare all'andamento dei carburanti. Secondo fonti di governo, l'esecutivo "sta approfondendo le possibili iniziative da adottare, anche con riferimento all'eventuale attivazione del meccanismo delle accise mobili". Altri incontri sono attesi nei prossimi giorni.

ITA-POLITICA-GIORGIA MELONI-CAMERA DEI DEPUTATI- LEO XIV

Cosa sono le accise

Le accise sono imposte indirette che gravano su benzina e gasolio con aliquote tra le più alte d'Europa. La loro caratteristica è di essere fisse: si applicano in misura stabilita per ogni litro, indipendentemente dal prezzo del carburante. A questa imposta si somma poi l'Iva, calcolata invece in percentuale (22%) sull'intero prezzo, accise comprese. È questo intreccio tra un'imposta fissa e una proporzionale a rendere possibile il meccanismo delle accise mobili.

pubblicità

Come funziona il meccanismo

Il principio è compensativo. Quando il prezzo del greggio sale, cresce anche l'Iva incassata dallo Stato, perché è una percentuale applicata a un prezzo più alto. Quel gettito aggiuntivo può essere restituito ai consumatori riducendo le accise di un importo equivalente. Lavoce.info lo spiega con un esempio: se lo Stato incassava 0,30 euro di Iva per litro e con il rincaro arriva a 0,35, quei 5 centesimi di extra-gettito vengono usati per tagliare l'accisa dello stesso valore. Risultato: il prezzo alla pompa scende di 5 centesimi e le entrate pubbliche restano invariate. Un calmiere, in sostanza, che si autofinanzia.

Quando scattano: la soglia e il ritardo

Lo strumento non si attiva automaticamente a ogni rincaro. Scatta solo quando il prezzo medio del bimestre precedente supera il valore di riferimento fissato nel Documento di economia e finanza (Def). Da qui il principale difetto: l'intervento è reattivo, non preventivo. Prima il rialzo deve consolidarsi nella media di due mesi, poi lo Stato deve materialmente incassare il maggior gettito Iva, e solo a quel punto può girarlo sul taglio delle accise. Lo sconto, quindi, arriva con settimane di ritardo rispetto all'aumento dei prezzi.

pubblicità

Quanto si risparmia davvero

Il beneficio è modesto. Secondo le stime di lavoce.info, nel 2026 lo sconto ottenibile si aggira tra i 7 e i 10 centesimi al litro. Una forbice calcolata su uno scenario di prezzi elevati, con il Brent intorno ai 105 dollari al barile a fronte di un benchmark del Def fissato a 66,1 dollari. È proprio l'ampio divario tra prezzo reale e valore di riferimento a rendere disponibile un extra-gettito consistente: più il petrolio sale sopra la soglia, maggiore è il margine per il taglio. Un aiuto utile, ma che non copre l'intero rincaro alla pompa.

La differenza con il taglio secco

Da quando è scoppiata la guerra in Iran, il governo ha frenato i prezzi con un taglio diretto delle accise: prima 20 centesimi al litro, poi 10, infine 5. Uno sconto più consistente e immediato, ma pagato interamente dallo Stato, con un costo di miliardi di euro per le casse pubbliche. Una misura giudicata non più sostenibile, visto l'elevato debito italiano. Le accise mobili sono l'alternativa opposta: incidono poco o nulla sul bilancio, perché si finanziano da sole, ma offrono un sollievo più contenuto e differito.

pubblicità

I limiti dello strumento

I difetti delle accise mobili sono strutturali. L'entità dello sconto è vincolata all'extra-gettito Iva effettivamente disponibile, quindi non può mai essere ampia. L'attivazione è ritardata, perché legata alla media bimestrale e all'incasso preventivo dell'Iva. Infine, il meccanismo non riduce il livello di partenza delle accise, che resta tra i più alti d'Europa: interviene solo sugli aumenti, senza alleggerire la tassazione di base. Uno strumento imperfetto, ma a impatto quasi nullo sui conti dello Stato.

pubblicità